Esteri
Il declino di popolarità di Biden (cammino elettorale a rischio)
Joe Biden affronta un periodo critico pre-elezioni con una popolarità al minimo storico. La sua gestione delle proteste universitarie e delle politiche estere, specialmente in Medio Oriente, ha suscitato controversie
La gestione del Presidente Joe Biden nelle questioni domestiche e internazionali rappresenta un punto cruciale della sua amministrazione, specialmente a pochi mesi dalle elezioni presidenziali. In un contesto di crescente polarizzazione e sfide globali, la sua amministrazione si trova a navigare in acque turbolente, con una popolarità che sembra vacillare sia a livello nazionale che internazionale.
Per Biden popolarità in declino
Secondo gli ultimi sondaggi Gallup, solo il 38% degli americani approva l’operato di Biden, un dato inferiore rispetto ai suoi predecessori come Donald Trump (46%), Barack Obama (48%) e George W. Bush (52%) allo stesso punto delle loro campagne di rielezione. Questa tendenza riflette una crescente insoddisfazione che potrebbe pesare significativamente sulla sua campagna elettorale.
La divisione interna e la crisi delle università
Il clima di divisione è palpabile anche nelle università, dove le manifestazioni filo-palestinesi hanno causato non solo una frattura all’interno del Partito Democratico, ma anche una crisi di fiducia verso le istituzioni educative. L’indignazione tra gli elettori moderati e le richieste di risarcimento da parte dei genitori degli studenti delle università più prestigiose sono sintomi di una tensione crescente, che necessita di una risposta adeguata e tempestiva da parte delle figure di leadership.
La risposta tardiva di Biden alle proteste
L’approccio di Biden alle proteste universitarie è stato percepito come esitante. La sua decisione di rimanere inizialmente in silenzio ha permesso a figure repubblicane come Mike Johnson di prendere l’iniziativa nella narrativa pubblica, difendendo l’ordine e gli studenti ebrei. La successiva condanna dei disordini da parte di Biden è stata giudicata insufficiente e tardiva, un errore che potrebbe costargli caro in termini di sostegno elettorale.
Politica estera e crisi mediorientale
A livello internazionale, la gestione del conflitto in Medio Oriente da parte degli Stati Uniti mostra una politica di alti e bassi. Nonostante l’efficace reazione iniziale alla minaccia iraniana, gli Stati Uniti sono apparsi meno capaci nel gestire il conflitto a Gaza. La politica oscillante di Biden, che va dal sostegno deciso a Israele a tentativi di mediazione con scarso successo, ha suscitato perplessità sia internamente sia tra gli alleati.
Inoltre, le recenti critiche di Biden agli alleati chiave come il Giappone e l’India, accusati di xenofobia, rappresentano un altro punto di tensione. Queste dichiarazioni, che rischiano di alienare importanti partner strategici, sollevano interrogativi sulla coerenza e l’efficacia della sua politica estera.
Continua a leggere le notizie di DiariodelWeb.it e segui la nostra pagina Facebook