Economia & Lavoro
Ex Ilva, il Governo apre all’ingresso dello Stato e alle pensioni anticipate: cosa è stato deciso davvero
A Palazzo Chigi il 27 ottobre il Governo ha indicato obiettivi per produzione e lavoro, ma non ha definito ingresso dello Stato, risorse per gli impianti né misure di esodo. Le prossime scadenze sono l’8 novembre e il nuovo tavolo entro metà mese.
Il Governo punta a mantenere in Italia la produzione d’acciaio dell’ex Ilva e si dice disponibile a valutare una partecipazione pubblica. Ma il verbale firmato a Palazzo Chigi il 27 ottobre 2026 non decide l’ingresso dello Stato, non assegna fondi per nuovi impianti e non definisce le misure di uscita anticipata chieste dai sindacati. I sette punti concordati sono riportati nel resoconto dell’incontro a Palazzo Chigi; il verbale originale non è tra i documenti pubblici consultati.
La distinzione centrale è tra indirizzi e decisioni operative. Tra gli obiettivi figurano un modello siderurgico decarbonizzato, con impianti per il ferro preridotto (DRI), forni elettrici e lavorazioni a valle, e la continuità produttiva. La partecipazione pubblica è un’ipotesi da valutare, non una quota definita né un impegno finanziario quantificato. Il Governo indica inoltre nuove commesse come strumento per ridurre i periodi di inattività negli stabilimenti.
Il calendario resta condizionato da passaggi ancora aperti: le offerte vincolanti per la vendita sono attese entro l’8 novembre, mentre è pendente la questione giudiziaria sull’area a caldo di Taranto. La conversione del decreto-legge 185/2026 è in esame al Senato; le audizioni parlamentari sono in corso e il 29 ottobre sono attesi i commissari straordinari. Nessuno di questi passaggi, da solo, equivale a un piano industriale approvato o a risorse già assegnate.
Vendita e ricorso giudiziario frenano il piano industriale
Il verbale indica la continuità operativa come obiettivo, ma non presenta un cronoprogramma definitivo. Secondo il resoconto dell’incontro, il Governo ha richiamato due fattori d’incertezza: la scadenza dell’8 novembre per le offerte vincolanti nella procedura di vendita e il procedimento davanti alla Corte di Cassazione relativo all’area a caldo. Dopo l’udienza del 20 ottobre, la Corte si era riservata la decisione; nelle fonti consultate al 28 ottobre non risultava pubblicato un esito.
Al tavolo è stato riferito anche un calendario di lavorazioni: a Taranto la lavorazione delle bramme è indicata dal 10 novembre al 14 dicembre, con una pausa natalizia dal 21 dicembre; per Novi Ligure è prevista una fermata a metà novembre. Si tratta di programmi riportati nel resoconto, non della conferma che le attività si siano già svolte. Le nuove commesse, secondo l’impostazione del Governo, dovrebbero contribuire a contenere i fermi e il ricorso agli ammortizzatori sociali.
Il decreto sostiene alcune platee, non tutto l’indotto
Il confronto si svolge mentre il Senato esamina il disegno di legge di conversione del decreto-legge 16 ottobre 2026, n. 185. Il provvedimento, entrato in vigore il 17 ottobre, prevede un’integrazione al reddito per specifici lavoratori dell’indotto e per i dipendenti di Adi Servizi Marittimi in amministrazione straordinaria, dal 1° ottobre 2026 al 30 giugno 2027. Il testo del decreto-legge fissa per questa misura un limite di spesa di 27,3 milioni di euro nel 2026 e 56,1 milioni nel 2027, con copertura attraverso una riduzione di pari importo del Fondo sociale per occupazione e formazione.
La misura non si estende automaticamente a tutte le imprese che lavorano per l’ex Ilva: il decreto stabilisce requisiti per le aziende e i lavoratori interessati. Tra questi, per i casi di influenza gestionale prevalente, il testo considera commesse superiori al 50% del fatturato dell’impresa nel biennio di riferimento. Nell’audizione parlamentare del 27 ottobre, il segretario nazionale Uilm Guglielmo Gambardella ha chiesto di eliminare quella soglia e ha giudicato insufficienti gli strumenti previsti. È una richiesta sindacale, non una modifica già approvata.
La conversione in legge può ancora essere oggetto dell’esame parlamentare: il disegno di legge n. 2065 al Senato risulta in corso di esame in commissione. Il calendario parlamentare prevede per il 29 ottobre l’audizione dei commissari straordinari di Acciaierie d’Italia e del Gruppo Ilva. Le eventuali modifiche al decreto, tuttavia, non sono anticipabili sulla base degli atti finora consultati.
Esodi e pensionamenti sono ancora da definire
Il verbale apre a valutare incentivi all’esodo e accessi anticipati alla pensione, tenendo conto della natura usurante del lavoro nel ciclo siderurgico integrale. Non stabilisce però requisiti, importi o coperture per questi strumenti. Il Governo ha rinviato gli approfondimenti alla prossima manovra e promesso aggiornamenti entro metà dicembre: fino a quando non saranno adottate misure concrete, non si tratta di tutele già riconosciute ai lavoratori.
La differenza rispetto al sostegno previsto dal decreto è rilevante: quest’ultimo ha una platea, un periodo di applicazione e limiti di spesa indicati nel testo; per gli esodi e i pensionamenti anticipati, invece, il verbale registra l’apertura di un confronto, senza disciplinare l’accesso o finanziare una misura specifica.
Reindustrializzazione: aziende interpellate, progetti ancora assenti
Un altro filone riguarda possibili attività industriali in Puglia. Alfredo Mantovano ha incontrato i vertici di Leonardo, Ferrovie dello Stato, Fincantieri e Rheinmetall Italia per valutare iniziative potenziali. Secondo il resoconto del verbale, se le aziende confermeranno il proprio interesse, i commissari potrebbero mettere a disposizione entro quattro giorni le banche dati delle professionalità dei lavoratori.
Non sono stati indicati progetti definitivi, posti di lavoro coinvolti o tempi di realizzazione. La consultazione delle aziende e la disponibilità di dati sulle competenze sono quindi passaggi preliminari: non dimostrano che siano già stati decisi investimenti o assunzioni.
Le prossime date da seguire
| Scadenza | Passaggio atteso | Che cosa può chiarire |
|---|---|---|
| 29 ottobre | Audizione in Senato dei commissari straordinari | Informazioni sul decreto in esame e sulla situazione del gruppo |
| 8 novembre | Termine indicato per le offerte vincolanti | Un passaggio della procedura di vendita; non equivale da solo alla conclusione della cessione |
| Entro metà novembre | Nuovo tavolo tra Governo e parti sociali | Verifica degli impegni e approfondimento dei nodi aperti |
| Entro metà dicembre | Aggiornamenti sulle disponibilità finanziarie e sulle misure occupazionali | Eventuali coperture e condizioni per gli strumenti ancora da definire |
Il passaggio decisivo sarà capire se gli indirizzi condivisi si tradurranno in offerte, investimenti, commesse e tutele effettivamente finanziate. Per ora il verbale fissa obiettivi e scadenze, ma lascia aperti i contenuti industriali e le condizioni concrete delle misure per i lavoratori.
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