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I tassi alti rallentano la crescita dell’economia italiana

Economia italiana lenta, con servizi sostenuti dal turismo ma industria debole. Inflazione in calo, ma tassi elevati ostacolano credito. Germania in recessione breve, Italia potrebbe risentirne

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Andamento dell'economia italiana
Andamento dell'economia italiana (© Depositphotos)

L’economia italiana nel 2° trimestre 2023 sta mostrando un andamento lento, caratterizzato da una crescita molto debole del PIL. Questa situazione è il risultato di una flessione nel settore industriale e delle costruzioni, contrastata solo da una crescita moderata nel settore dei servizi. Tuttavia, le prospettive per il 3° trimestre non sono ancora del tutto positive, mantenendo una certa incertezza nel contesto economico nazionale.

Inflazione in discesa e tassi elevati

A giugno, l’inflazione italiana ha continuato a scendere, grazie alla stabilizzazione dei prezzi delle materie prime e alla moderazione dei prezzi energetici. Nonostante ciò, le Banche Centrali hanno reagito aumentando i tassi di interesse, considerando l’inflazione ancora troppo alta. Questo ha avuto un impatto negativo sulle condizioni di credito, rendendolo più caro per le imprese italiane e causando una diminuzione dello stock di credito bancario.

Servizi trainati dal turismo

Il settore dei servizi in Italia è sostenuto principalmente dal turismo. A maggio, la spesa degli stranieri nel Paese ha registrato un significativo aumento del 13,2% rispetto all’anno precedente. Inoltre, il numero di passeggeri in aeroporto durante il 2° trimestre è stato superiore ai livelli del 2019. Tuttavia, a giugno, il PMI nel settore dei servizi ha mostrato una diminuzione, indicando una crescita minore, ma la fiducia delle imprese nel settore ha registrato un recupero a luglio, tornando ai livelli di aprile.

Industria debole

Il settore industriale in Italia ha registrato una contrazione nel 2° trimestre, con una produzione che ha segnato un calo del 1,6% a maggio. Nel complesso, da inizio anno la contrazione è stata del 1,9%, con il settore manifatturiero che ha subito una diminuzione ancora maggiore (-2,4%), ad eccezione del comparto dei mezzi di trasporto, che è cresciuto del 3,0%. Le prospettive per il settore industriale sono ancora negative, con un PMI manifatturiero che a giugno ha segnalato un forte calo e la fiducia delle imprese che continua a diminuire anche a luglio.

Costruzioni in calo

Il settore delle costruzioni in Italia sta attraversando un periodo difficile, con un calo continuo dell’attività. A maggio, il settore ha registrato il secondo calo consecutivo (-0,7%), portando il calo accumulato dall’inizio dell’anno al 4,3%. Anche i segnali provenienti dai permessi di costruire nel 1° trimestre non sono del tutto positivi, con una crescita nel comparto residenziale ma una diminuzione nel settore non residenziale.

Investimenti frenati

Gli investimenti in Italia stanno subendo un rallentamento, con una diminuzione della produzione di beni strumentali nei primi 5 mesi del 2023 (-2,6%). Le condizioni per investire nel 2° trimestre sono peggiorate, e le aspettative delle imprese per la spesa in investimenti nei prossimi 6 mesi, pur migliorando leggermente, restano basse. Questa situazione è influenzata in parte dal costo elevato e difficile del credito.

Consumi incerti

I consumi in Italia sono incerti nel 2° trimestre 2023, con una riduzione della spesa di circa l’0,6% rispetto all’anno precedente. La diminuzione è dovuta principalmente al calo nei consumi di beni, mentre i servizi hanno registrato una crescita. Tuttavia, la fiducia dei consumatori è diminuita a luglio, mantenendo un clima di incertezza nei consumi italiani.

Export di beni in calo

L’export italiano ha registrato una riduzione a maggio, con una diminuzione dell’0,3% a prezzi correnti. Questo calo è principalmente dovuto alla forte diminuzione della domanda dei paesi dell’Unione Europea, mentre la performance nei paesi extra-UE è stata leggermente positiva. La prospettiva per i prossimi mesi è incerta, con gli ordini esteri delle imprese manifatturiere in calo a luglio.

Germania: recessione nel 2023, sarà breve?

La Germania sta affrontando una recessione nel 2023, con una contrazione del PIL registrata nel 1° trimestre e una stima di un PIL piatto nel 2° trimestre. La debolezza dei consumi privati, causata dallo shock inflazionistico, è uno dei principali motivi di questa recessione. Tuttavia, le prospettive per il 2024 sono migliori, con una moderata risalita attesa.

Riflessi sull’Italia

La recessione in Germania potrebbe avere un impatto sull’economia italiana, poiché la Germania è uno dei principali mercati per i beni italiani. Quando l’industria tedesca rallenta, si ha un effetto negativo sulla produzione italiana, ma la sua tenuta nel 2023 dovrebbe evitare impulsi negativi ulteriori. Tuttavia, la debolezza dei consumi tedeschi potrebbe frenare l’export di beni finali italiani e il turismo di tedeschi in Italia, con conseguenze sull’export di servizi del Paese.

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