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Carabinieri ausiliari, il ddl Bilancio propone 600 reclutamenti nel 2027

Il disegno di legge prevede una riserva volontaria nell’Arma, con una ferma iniziale di un anno e fino a 30% di posti riservati nei concorsi. Requisiti, impieghi e costi della proposta, che deve ancora passare l’esame parlamentare.

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Illustrazione di una figura anonima in uniforme blu scuro dei Carabinieri, vista di spalle, su fondo chiaro.
Il disegno di legge di Bilancio propone reclutamenti volontari e temporanei nell’Arma, ma deve ancora essere esaminato dal Parlamento. Illustrazione generata con intelligenza artificiale. (© Diario del Web / AI)

Il disegno di legge di Bilancio 2027 propone di reclutare nell’Arma dei Carabinieri fino a 600 ausiliari nel 2027 e mille all’anno dal 2028. La nuova figura sarebbe volontaria: la ferma iniziale durerebbe un anno, con possibilità di prolungarla per altri due. La proposta comprende anche un canale riservato per partecipare ai concorsi dell’Arma, ma non garantisce l’assunzione nei ruoli permanenti. I dettagli dell’articolo 93 sono stati riferiti da ANSA sulla base del testo della manovra.

Non è una riattivazione della leva: la proposta riguarda un reclutamento volontario e temporaneo. Al 31 ottobre 2026, però, non è una misura operativa né un bando aperto: il disegno di legge deve ancora essere esaminato e approvato dalle Camere, che possono modificarlo. Il Quirinale ha pubblicato il 30 ottobre la scheda del disegno di legge; per i passaggi dell’invio alle Camere si può consultare anche la ricostruzione dell’iter della manovra.

Requisiti, selezione e corso di formazione

Secondo i dettagli riportati, potranno candidarsi persone con non più di 26 anni, almeno la licenza media e i requisiti di idoneità fisica, psichica e attitudinale previsti per l’arruolamento. La proposta demanda all’Arma la definizione delle procedure di selezione: perciò, anche se la norma fosse approvata, prove, calendario e modalità di candidatura dipenderebbero dai provvedimenti successivi.

I vincitori dovrebbero frequentare un corso di formazione della durata massima di tre mesi e superarne le prove finali per essere nominati carabinieri ausiliari della riserva volontaria. La ferma iniziale sarebbe di dodici mesi; al termine, si potrebbe chiedere una rafferma di altri due anni. Il servizio, quindi, non coinciderebbe con il solo periodo di addestramento.

Impieghi nell’Arma e qualifiche di polizia

La proposta prevede l’impiego degli ausiliari in attività operative e addestrative, prevalentemente su base regionale. Attribuirebbe loro le qualifiche di agente di pubblica sicurezza e di agente di polizia giudiziaria: il ruolo descritto non sarebbe dunque limitato alla formazione o a mansioni interne. L’organizzazione concreta dei servizi e i profili d’impiego resterebbero da definire.

Secondo la ricostruzione di InfoDifesa sui contenuti della proposta, il trattamento economico durante la ferma sarebbe pari al 65% del parametro stipendiale previsto per un carabiniere in ferma volontaria, con la stessa percentuale per gli assegni fissi e continuativi; durante la rafferma salirebbe al 100%. Queste percentuali descrivono il trattamento indicato nella proposta, non una retribuzione netta uguale per tutti: gli importi effettivi dipenderebbero dalle voci applicabili al singolo caso.

La riserva nei concorsi non dà accesso automatico ai ruoli permanenti

Il disegno di legge propone di riservare agli ausiliari fino al 30% dei posti nei concorsi per le carriere iniziali dell’Arma. Per usufruirne occorrerebbero almeno dodici mesi di servizio senza demerito, un’età non superiore a 32 anni e gli altri requisiti previsti. La quota riservata offrirebbe quindi un’opportunità nei concorsi, non un passaggio automatico al servizio permanente: resterebbe necessario partecipare alla selezione e risultare idonei.

Il percorso avrebbe due fasi distinte: un primo servizio temporaneo nella riserva volontaria e, per chi possiede i requisiti, la possibilità di concorrere per un posto nelle carriere iniziali. I contingenti annunciati — 600 nel 2027 e mille all’anno dal 2028 — indicano il numero massimo previsto dal disegno di legge, non posti già messi a bando.

Le risorse previste dal disegno di legge

Per finanziare il reclutamento, il testo autorizza stanziamenti annuali crescenti fino al 2030, seguiti da un importo annuo inferiore dal 2031. Gli importi esatti, riportati da InfoDifesa, sono:

Anno Spesa autorizzata
2027 41.777.956 euro
2028 82.795.519 euro
2029 118.389.899 euro
2030 156.509.311 euro
Dal 2031 141.442.217 euro all’anno

Si tratta di autorizzazioni di spesa previste dal disegno di legge, non di somme già erogate né di un costo unitario per ciascun ausiliario. Le cifre potranno cambiare durante l’esame parlamentare. Anche l’effettivo avvio dei reclutamenti dipenderà dall’approvazione della norma e dalle successive procedure dell’Arma.

Che cosa deve ancora succedere

Il passaggio decisivo è l’esame della manovra da parte del Parlamento. Le Camere potranno confermare, modificare o eliminare la disposizione; solo dopo l’approvazione e i provvedimenti attuativi si potranno conoscere modalità e tempi delle selezioni. Per ora, requisiti e condizioni descrivono una proposta, non un’opportunità di candidatura già disponibile.

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