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Economia

Manovra 2027, crediti Superbonus in dieci rate: circa 2,05 miliardi l’anno

Il disegno di legge propone di ripartire in dieci quote annuali 20,537 miliardi di crediti legati a spese Superbonus del 2023. La misura deve ancora essere esaminata dal Parlamento.

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Fascicolo fiscale anonimo aperto accanto a dieci schede annuali uguali, in un’illustrazione editoriale.
La proposta della manovra 2027 prevede di distribuire in dieci quote annuali i crediti Superbonus interessati. Illustrazione generata con intelligenza artificiale. (© Diario del Web / AI)

Il disegno di legge della manovra 2027 propone di ripartire in dieci quote annuali i crediti Superbonus relativi a spese sostenute nel 2023 e utilizzabili in compensazione dal 2027. La relazione tecnica, secondo il resoconto dell’agenzia ANSA sulla misura e sulle stime, quantifica i crediti interessati in 20.537 milioni di euro, pari a circa 20,54 miliardi. La proposta distribuirebbe circa 2.053,7 milioni, cioè 2,05 miliardi, in ciascun anno dal 2027 al 2036.

La disposizione riguarda i crediti derivanti da cessione del credito o sconto in fattura; resterebbero esclusi quelli per i quali è già stata scelta la ripartizione decennale. Non è un rimborso in denaro: la compensazione permette di usare il credito nel modello F24 per ridurre somme dovute al fisco. Cambierebbe quindi il calendario di utilizzo della quota interessata, non la sua trasformazione in un pagamento ai titolari. L’Agenzia delle Entrate spiega come i crediti ceduti possano essere usati in compensazione tramite F24.

La misura è ancora una proposta contenuta nel disegno di legge, non una regola già operativa. Il Quirinale registra il provvedimento in data 30 ottobre 2026; spetterà ora alle Camere esaminarlo e approvarlo, con la possibilità di modificarne il testo. La scheda ufficiale del Quirinale sul disegno di legge di Bilancio 2027 ne conferma la presentazione.

Come si distribuiscono i 20,5 miliardi

La stima complessiva equivale a dieci quote annuali di circa 2.053,7 milioni ciascuna. Per il 2027 sarebbe disponibile la prima; le altre nove sarebbero utilizzabili dal 2028 al 2036. Gli importi della tabella sono ricavati dalla divisione in dieci parti uguali e arrotondati: non indicano quanto spetterebbe a ciascun contribuente o impresa.

Periodo Quota stimata Totale del periodo
2027 Circa 2.053,7 milioni di euro Circa 2.053,7 milioni
Ogni anno dal 2028 al 2036 Circa 2.053,7 milioni Circa 18.483,3 milioni per le nove quote
2027-2036 Dieci quote annuali 20.537 milioni di euro

La ripartizione riguarda il totale stimato dalla relazione tecnica, non l’importo dei crediti di ogni singolo titolare. L’effettiva possibilità di utilizzare le quote dipenderà dalla posizione del soggetto interessato e dalla disciplina definitiva.

Che cosa cambia per i titolari e per i conti pubblici

Per chi detiene i crediti coinvolti, la conseguenza documentata è una disponibilità annuale più diluita: invece di poter compensare nel 2027 l’intera quota allora prevista, la proposta ne consentirebbe l’utilizzo in dieci anni. La misura non cancella i crediti, ma ne sposta nel tempo la fruizione. Le fonti consultate non permettono di quantificare l’impatto per le singole imprese o per gli altri titolari.

La relazione tecnica citata da ANSA afferma che la modifica non incide sull’indebitamento netto, perché gli effetti su questo saldo sarebbero stati registrati nel 2023, in corrispondenza delle spese legate ai crediti. L’indicazione riguarda quel saldo di finanza pubblica: non significa che per i titolari il calendario di compensazione resterebbe invariato.

Il passaggio parlamentare è ancora da completare

Il 30 ottobre 2026 il Presidente della Repubblica ha autorizzato la presentazione alle Camere del disegno di legge di Bilancio 2027. La scheda del Quirinale sul provvedimento conferma la data, ma non rende operative le disposizioni. Prima dell’applicazione occorrono l’esame parlamentare e l’approvazione della legge: durante l’iter possono cambiare formulazione, condizioni e decorrenze.

La proposta sui crediti Superbonus si inserisce nell’esame più ampio della manovra, già ricostruito nell’articolo sulla presentazione del disegno di legge e il suo passaggio alle Camere. Per conoscere le regole definitive e la platea precisa bisognerà attendere il testo approvato dal Parlamento.

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