Seguici su

EuropaCina

Perché Steinmeier ha iniziato la visita in Cina a Hefei

Il presidente tedesco ha iniziato il viaggio di Stato a Hefei, visitando il centro di ricerca Volkswagen. A Pechino sono attesi colloqui con Xi Jinping, Li Qiang e Zhao Leji; il viaggio si concluderà il 31 ottobre.

Avatar

Pubblicato

il

Ritratto illustrato di Frank-Walter Steinmeier davanti a un ambiente simbolico di ricerca automobilistica, con una sagoma di veicolo elettrico sullo sfondo.
La visita di Steinmeier è iniziata al centro di ricerca e sviluppo Volkswagen di Hefei, con un’apertura alla cooperazione tecnologica. (© Diario del Web / AI)

Frank-Walter Steinmeier ha iniziato il 27 ottobre 2026 la visita di Stato in Cina con una tappa al centro di ricerca e sviluppo di Volkswagen a Hefei, nella provincia orientale dell’Anhui. Il presidente tedesco ha sostenuto la possibilità di trasferire in Germania e in Europa le innovazioni sviluppate con successo in Cina: un’apertura alla cooperazione tecnologica, non l’annuncio di un accordo. I colloqui con il presidente Xi Jinping e il premier Li Qiang sono attesi a Pechino venerdì 30 ottobre; nel programma figurano anche incontri con Zhao Leji, presidente del Comitato permanente dell’Assemblea nazionale del popolo. La visita è prevista fino a sabato 31.

La scelta di cominciare da Hefei porta in primo piano il rapporto tra diplomazia e industria. Il polo Volkswagen è un centro di sviluppo per veicoli elettrici, intelligenti e connessi, nel mercato automobilistico più competitivo per il gruppo secondo l’azienda stessa. Per Berlino, il nodo è conciliare la collaborazione con la Cina e la tutela degli interessi economici e tecnologici tedeschi. La visita è un’occasione di confronto: i suoi effetti dipenderanno dagli incontri ancora da svolgere e da eventuali decisioni successive.

Perché la prima tappa è a Hefei

La città dell’Anhui non è soltanto una sede produttiva. Volkswagen descrive il proprio centro tecnologico come il polo di ricerca e sviluppo più completo del gruppo fuori dalla Germania: circa 100.000 metri quadrati e oltre 100 laboratori per integrare prove su software e hardware, batterie, motori elettrici e veicoli completi. L’espansione del centro è stata completata nel 2025, secondo la società. Sono caratteristiche e risultati dichiarati dal costruttore, non una valutazione indipendente.

Secondo Deutschlandfunk, nella struttura lavorano circa 3.000 ingegneri e specialisti tecnologici, impegnati nello sviluppo di auto elettriche intelligenti e connesse. L’obiettivo industriale è svolgere in Cina una parte più ampia del ciclo di sviluppo, adattando prodotti e tempi alle esigenze del mercato locale. Volkswagen sostiene che il nuovo assetto possa accelerare lo sviluppo dei modelli; questo dato, come le capacità del centro, va letto come una stima aziendale.

La visita assume così un significato che va oltre la cerimonia diplomatica: mostra come la collaborazione industriale possa includere ricerca e progettazione svolte in Cina, e non soltanto la vendita di prodotti tedeschi sul mercato cinese. Steinmeier ha invitato a guardare con fiducia alla cooperazione tecnologica: se un’innovazione realizzata in Cina funziona, ha detto, può essere adottata anche in Germania e in Europa. È una posizione espressa dal presidente; non indica che un progetto specifico sia già stato trasferito o approvato.

Un rapporto economico importante e sbilanciato

La relazione economica dà peso concreto al messaggio di Hefei. Nel 2025 la Cina è tornata a essere il principale partner commerciale della Germania per valore complessivo di importazioni ed esportazioni: il volume degli scambi di merci ha raggiunto 251,8 miliardi di euro, secondo Destatis, l’ufficio federale di statistica tedesco. Il dato somma importazioni ed esportazioni e non misura, da solo, i benefici o i costi del rapporto per i singoli settori.

Scambi di merci tra Germania e Cina nel 2025 Valore
Importazioni tedesche dalla Cina 170,6 miliardi di euro
Esportazioni tedesche verso la Cina 81,3 miliardi di euro
Commercio complessivo 251,8 miliardi di euro

I valori, riportati sulla base dei dati Destatis, mostrano che nel 2025 le importazioni tedesche dalla Cina sono state più del doppio delle esportazioni tedesche verso il Paese asiatico. Questa differenza aiuta a capire perché la relazione sia insieme fonte di opportunità e tema di attenzione politica: l’accesso al mercato cinese interessa alle imprese tedesche, mentre dipendenze e condizioni di concorrenza alimentano il confronto. La visita non risolve tali questioni, ma il suo programma le colloca sullo sfondo degli incontri politici.

Il settore automobilistico rende visibili entrambe le dimensioni. Volkswagen investe nella capacità di sviluppare prodotti sul posto, ma opera in un mercato dove, secondo la stessa azienda, i clienti si aspettano innovazioni rapide. La tappa di Hefei permette quindi di osservare una strategia industriale concreta; non dimostra, da sola, che il gruppo abbia superato le difficoltà competitive o che i risultati della ricerca locale saranno adottati in Europa.

La linea tedesca: cooperare, riducendo i rischi

Il governo tedesco descrive la Cina come partner, concorrente e rivale sistemico. La strategia federale adottata nel 2023 non propone di interrompere i rapporti: indica la necessità di continuare la cooperazione e, nello stesso tempo, limitare le dipendenze nei settori critici e rafforzare la resilienza economica. Anche l’approccio europeo è definito come riduzione dei rischi, non disaccoppiamento. In questo quadro, la collaborazione tecnologica invocata da Steinmeier non equivale a ignorare divergenze e cautele. La strategia tedesca sulla Cina e i suoi obiettivi offre il contesto per leggere il messaggio del presidente.

La dimensione europea conta anche perché le scelte commerciali e industriali non riguardano soltanto Berlino. La Commissione europea ha indicato come obiettivi la riduzione delle dipendenze economiche e la maggiore resilienza delle catene di approvvigionamento, mantenendo aperto il dialogo con Pechino. Per l’Italia, il punto da seguire è se dagli incontri emergeranno indicazioni utili al coordinamento europeo o iniziative concrete per le imprese. Al momento, non sono stati annunciati risultati che consentano di anticipare un impatto specifico sul nostro Paese.

Che cosa può fare il presidente tedesco

Steinmeier rappresenta la Germania come capo dello Stato, ma non è il cancelliere e non dirige da solo la politica estera del governo. Il presidente svolge una funzione istituzionale e diplomatica; l’indirizzo politico generale compete al governo federale, guidato dal cancelliere. Perciò i colloqui presidenziali possono sostenere il dialogo e trasmettere messaggi, ma non vanno confusi con una decisione del governo né con un accordo commerciale vincolante. Il ruolo costituzionale del presidente federale chiarisce la distinzione tra rappresentanza dello Stato e potere di indirizzo politico.

È il primo viaggio in Cina di un presidente federale tedesco dal 2018. La visita era stata annunciata dal ministero degli Esteri cinese il 23 ottobre e, oltre a Pechino, comprende tappe nell’Anhui. Il prossimo passaggio decisivo sarà il confronto con Xi e gli altri vertici cinesi, previsto per venerdì 30 ottobre. Poi andrà verificato se agli scambi seguiranno annunci o impegni: fino ad allora, il dato concreto resta l’avvio della visita e l’apertura di Steinmeier alla cooperazione tecnologica.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI

Continua a leggere le notizie di DiariodelWeb.it e segui la nostra pagina Facebook

Clicca per commentare

Tu cosa ne pensi?

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *