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Oleshky, conclusa la missione umanitaria: aiuti e civili trasferiti

I residenti diretti in Ucraina hanno attraversato Russia e Bielorussia durante una tregua locale. Gli aiuti sono arrivati in città, ma il numero dei trasferiti non è stato reso noto.

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Tre uomini si abbracciano in un’area di accoglienza con autobus sullo sfondo; un drappo blu e giallo è in primo piano.
L’abbraccio tra civili durante l’accoglienza in Ucraina, al termine del trasferimento da Oleshky. Illustrazione generata con intelligenza artificiale. (© Diario del Web / AI)

La missione umanitaria a Oleshky si è conclusa il 31 ottobre 2026: i residenti che hanno scelto di raggiungere il territorio controllato da Kiev sono arrivati in Ucraina dopo un viaggio attraverso Russia e Bielorussia. Gli aiuti sono stati consegnati nella città occupata, ma le autorità ucraine non hanno comunicato quante persone siano state trasferite. La conclusione è stata annunciata dall’ombudsman ucraino Dmytro Lubinets e l’arrivo dei civili è stato documentato da giornalisti sul posto.

La tregua era circoscritta all’area interessata dalla missione: non ha sospeso i combattimenti nel resto dell’Ucraina. Ha consentito di organizzare la consegna dei rifornimenti e la partenza dei residenti che volevano lasciare Oleshky. Anche alcuni abitanti dei villaggi vicini sarebbero stati accolti durante il trasferimento, secondo quanto riferito da Lubinets.

Come si è svolta la missione

Data Passaggio Che cosa risulta
27 ottobre Inizio del cessate il fuoco locale La pausa è entrata in vigore alle 03:00, ora di Kyiv, le 02:00 in Italia.
30 ottobre Avvio delle operazioni umanitarie Sono arrivati gli aiuti e sono iniziate le partenze. Le autorità ucraine hanno predisposto trasporti e assistenza medica.
31 ottobre Arrivo in Ucraina I civili diretti a Kiev hanno attraversato la Bielorussia e raggiunto la regione di Chernihiv.
1° novembre Scadenza prevista della tregua Il cessate il fuoco era programmato fino alle 22:59 di Kyiv, le 21:59 in Italia.

Il percorso per chi ha scelto l’Ucraina è stato lungo e articolato. I residenti sono stati portati in autobus da Oleshky ad Armiansk, in Crimea occupata, e poi ad Anapa, in Russia. Da lì hanno proseguito in aereo fino a Gomel, in Bielorussia, e infine in autobus verso il territorio controllato da Kiev. La ricostruzione è riportata da giornalisti del Kyiv Independent presenti al confine e da Reuters.

Il tragitto, tortuoso rispetto alla distanza geografica, ha permesso di evitare le vie vicine alla linea del fronte, minate e danneggiate dai combattimenti, secondo Reuters. Al confine nella regione di Chernihiv i civili sono stati accolti da familiari e volontari; erano disponibili assistenza medica e generi di prima necessità. Alcune persone hanno raggiunto l’Ucraina con animali domestici.

Perché il totale dei trasferiti non è noto

Kiev non ha diffuso il conteggio finale dei residenti arrivati nel territorio sotto il suo controllo. Le cifre annunciate prima della missione descrivevano la preparazione, non il risultato: il primo ministro ucraino aveva detto che si stava organizzando l’accoglienza di 527 persone; Lubinets aveva riferito che erano stati predisposti 25 autobus, con una capienza complessiva di 750 passeggeri. Nessuno dei due dati equivale al numero effettivo degli evacuati. Anche AP ha riferito che le autorità ucraine non hanno comunicato il totale, citando la sicurezza delle persone rimaste e la tutela di eventuali missioni future.

La partenza non era l’unica opzione offerta ai residenti: alcuni hanno scelto di restare in città, altri di andare verso territori controllati dalla Russia. Secondo AP, alcuni di quelli diretti in quella direzione sono stati accompagnati in una struttura temporanea a Simferopol. Lubinets ha inoltre dichiarato che, durante il trasferimento, non ci sono stati controlli dei telefoni o dei documenti né procedure di filtraggio; si tratta della sua ricostruzione dell’operazione.

Gli aiuti erano destinati anche a chi non partiva. L’ombudsman russo Yana Lantratova ha detto che le condizioni a Oleshky restano molto difficili e che l’assistenza sarebbe proseguita per gli abitanti rimasti. La tregua ha quindi consentito sia di consegnare rifornimenti sia di organizzare partenze, senza risolvere la situazione di chi resta nella città.

Il seguito della missione resta da definire

Lubinets e Lantratova hanno dichiarato, in comunicazioni separate, di voler continuare a lavorare a operazioni umanitarie simili. Lantratova ha parlato di missioni regolari; per ora, però, non risultano annunciati un calendario, un percorso o condizioni concordate per una nuova operazione. La disponibilità a proseguire non equivale quindi a un prossimo intervento già organizzato.

La missione si è conclusa prima della scadenza prevista per la tregua, fissata alla sera del 1° novembre. Il risultato documentato è circoscritto: aiuti consegnati e civili trasferiti lungo un percorso che attraversava tre Paesi. Per capire se l’intesa potrà essere ripetuta occorreranno indicazioni concrete su eventuali nuove missioni e sulla situazione degli abitanti rimasti a Oleshky. Il precedente articolo del giornale ricostruisce l’avvio della tregua e il piano umanitario annunciato.

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