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Zelensky apre alla Turchia per i colloqui con Russia e Stati Uniti

Dopo l’incontro con Erdoğan a Istanbul, Zelensky rilancia l’ipotesi turca per i colloqui tra Ucraina, Russia e Stati Uniti. Il formato previsto è quello dei negoziatori, ma data e sede restano da definire: Mosca aveva indicato Abu Dhabi.

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Illustrazione editoriale di Zelensky ed Erdoğan in un contesto diplomatico a Istanbul, con luce selettiva su sfondo blu petrolio.
Dopo l’incontro a Istanbul, Zelensky ha menzionato la Turchia come possibile sede dei colloqui; data e luogo restano da definire. Illustrazione generata con intelligenza artificiale. (© Diario del Web / AI)

Volodymyr Zelensky ha aperto alla possibilità che la Turchia ospiti i prossimi colloqui fra Ucraina, Russia e Stati Uniti, ma non ha annunciato un accordo sulla sede né una data. Dopo l’incontro con Recep Tayyip Erdoğan a Istanbul, il 31 ottobre 2026, il presidente ucraino ha detto che Kiev lavora a un formato trilaterale per la prima metà di novembre e che i due leader hanno discusso anche l’ipotesi di riunirsi in territorio turco. Le dichiarazioni di Zelensky riportate da Ukrinform dopo il colloquio descrivono un’opzione diplomatica, non un vertice già organizzato.

Il nodo è che l’apertura di Kiev si aggiunge al piano per Abu Dhabi, indicato in precedenza da Mosca e menzionato dallo stesso Zelensky. Il presidente ucraino aveva detto il 30 ottobre di aspettare dagli Stati Uniti una data per l’incontro negli Emirati, auspicando che si tenesse prima del 10 novembre. Per ora, quindi, la Turchia è una possibilità discussa fra Ankara e Kiev: non risulta che Washington e Mosca abbiano accettato di spostare lì i colloqui.

Un incontro tra negoziatori, non tra presidenti

Il formato previsto è quello dei gruppi negoziali, non un incontro dei capi di Stato. Il 23 ottobre Zelensky aveva parlato di colloqui a livello tecnico; il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov aveva indicato Abu Dhabi e la prima metà di novembre. Anche l’Associated Press ha riferito che i contatti attesi riguardano le delegazioni, senza i leader.

La distinzione conta perché un incontro tra negoziatori non equivale a un’intesa politica o a un vertice per chiudere la guerra. Zelensky ha sostenuto che le questioni più importanti dovrebbero arrivare anche al livello dei leader; per ora, però, le dichiarazioni pubbliche riguardano la preparazione di un nuovo round tecnico. Il precedente calendario resta incompleto: al 31 ottobre non era stata annunciata una data precisa.

Data Indicazione resa pubblica Che cosa resta aperto
23 ottobre Mosca indica Abu Dhabi e la prima metà di novembre; Kiev parla di colloqui tecnici. Data esatta e conferma operativa.
28-30 ottobre Zelensky dice che Kiev attende dagli Stati Uniti la definizione della data e spera in un incontro prima del 10 novembre. Calendario condiviso dalle tre parti.
31 ottobre Dopo il colloquio con Erdoğan, Zelensky menziona anche la possibilità di ospitare i negoziati in Turchia. Scelta della sede e assenso di Mosca e Washington.

Il Cremlino aveva inoltre descritto la sicurezza di Russia e Ucraina nel passaggio verso un eventuale accordo di pace come uno dei temi da affrontare. Peskov ha detto che la prima fase sarebbe trilaterale, pur riconoscendo che l’architettura della sicurezza europea non può essere discussa senza altri partecipanti. La possibile presenza o il ruolo dei Paesi europei, tuttavia, non sono stati definiti. Per il contesto sui dossier che Kiev vorrebbe affrontare, si può consultare l’agenda dei negoziati proposta da Zelensky.

Il precedente dei colloqui e il ruolo turco

Il nuovo round arriverebbe dopo tre tornate di negoziati trilaterali svolte nei primi mesi del 2026: due ad Abu Dhabi e una a Ginevra. Secondo l’Associated Press, non produssero svolte significative. Il ritorno alla formula tecnica indica dunque la ripresa dei contatti, non la prova che le parti abbiano risolto le divergenze o concordato i termini di un cessate il fuoco.

Ankara rivendica una precedente esperienza di facilitazione. Nella conferenza stampa del 31 ottobre, Erdoğan ha detto che i negoziati ospitati dalla Turchia hanno mostrato che la diplomazia può ottenere risultati e ha ribadito la disponibilità turca a contribuire alla pace. Il presidente turco e Zelensky hanno discusso anche della sicurezza nel Mar Nero, secondo il resoconto ufficiale della presidenza turca. La dichiarazione esprime la posizione di Ankara, ma non annuncia che le altre parti abbiano scelto la Turchia come sede.

Il precedente più concreto sul Mar Nero è l’Iniziativa sui cereali, lanciata a Istanbul il 22 luglio 2022 da Ucraina, Russia, Turchia e Nazioni Unite. Il meccanismo prevedeva un corridoio marittimo e controlli coordinati per le esportazioni dai porti ucraini; durante la sua attività furono trasferite oltre 32 milioni di tonnellate di cereali e prodotti alimentari. L’intesa terminò il 17 luglio 2023 e non fu rinnovata. Come spiega la ricostruzione delle Nazioni Unite sull’iniziativa, si trattava di un accordo operativo circoscritto alla navigazione e alle esportazioni: è un precedente della capacità turca di ospitare e facilitare intese, non la prova che il nuovo negoziato seguirà lo stesso schema.

La visita del 31 ottobre si inserisce in una serie di contatti già documentati tra Erdoğan e Zelensky su guerra e sicurezza marittima. Il precedente incontro annunciato tra i due presidenti a Istanbul chiariva che un’agenda diplomatica non equivale a un accordo; anche questa volta il risultato pubblicamente annunciato è la discussione di opzioni, non la fissazione di un vertice.

Che cosa deve succedere adesso

Perché i colloqui si tengano serviranno una data condivisa, la conferma della sede e l’intesa delle tre delegazioni sul formato e sui partecipanti. Se l’incontro restasse ad Abu Dhabi, l’apertura di Zelensky alla Turchia potrebbe tradursi in un ruolo diplomatico distinto dai negoziati; se Ankara fosse scelta come sede, la decisione dovrebbe essere confermata anche da Mosca e Washington. Nessuno dei due scenari è stato annunciato.

Il prossimo passaggio concreto è quindi una comunicazione sul calendario e sul luogo. Fino ad allora, Abu Dhabi resta la sede indicata in precedenza da Russia e Ucraina, mentre la Turchia è un’alternativa avanzata da Zelensky dopo il colloquio con Erdoğan. Non è stata annunciata nemmeno la partecipazione europea alla riunione.

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