Idee & Consigli
Impastatrice o impastatrice planetaria? Guida alla scelta per chi ha una pasticceria
Le pasticcerie e le imprese del settore dolciario sono tra le attività più diffuse in Italia, complice la vocazione alla tradizione e all’artigianalità della gastronomia italiana.
Per gli addetti ai lavori, dotarsi di attrezzature di alto livello non è un optional: appare fondamentale. Non basta opzionare un forno in linea con le proprie esigenze; tra le attrezzature che si rivelano indispensabili troviamo l’impastatrice professionale, declinata secondo molteplici modelli tra cui quella comunemente nota come planetaria.
Oggi proponiamo una sorta di mini-guida alla scelta dedicata sia a chi lavora in pasticceria sia a chi è appassionato del settore e non vuole rinunciare a un dispositivo di qualità.
Perché impastatrice e planetaria non sono lo stesso macchinario
Iniziamo col vedere cos’è un’impastatrice. Si tratta di una macchina progettata specificamente per la lavorazione degli impasti.
A seconda del meccanismo utilizzato, può essere a spirale, a forcella oppure a braccia tuffanti. Queste varianti rispondono a esigenze diverse e permettono di lavorare impasti più o meno strutturati, compresi quelli destinati ai grandi lievitati.
La planetaria è una particolare versione dell’impastatrice e deve il suo nome al movimento compiuto dall’utensile, che ruota contemporaneamente su se stesso e lungo il perimetro della vasca. In genere risulta dotata di accessori intercambiabili come frusta a filo, foglia e gancio. Permette quindi di impastare, montare e amalgamare preparazioni differenti.
Impastatrice vs impastatrice planetaria: le differenze principali
Le differenze tra impastatrice e planetaria riguardano soprattutto la funzione e il tipo di lavorazione. Entriamo nei dettagli:
- tipologia d’uso: l’impastatrice nasce principalmente per lavorare gli impasti e sostiene lavorazioni più specifiche e continuative; la planetaria svolge varie funzioni, consentendo di alternare preparazioni differenti;
- lavorazioni: l’impastatrice è più indicata per impasti strutturati e produzioni in serie; la planetaria è ottima anche per creme, composti montati e impasti di media consistenza;
- accessori: la planetaria deve parte della propria versatilità alla possibilità di sostituire l’utensile.
Gli aspetti da valutare per chi ha un laboratorio di pasticceria
La scelta tra impastatrice e planetaria dipende in primo luogo dalle preparazioni realizzate con maggiore frequenza.
Facciamo degli esempi concreti:
- laboratorio specializzato in panettoni, colombe, brioche e altri lievitati: dovendo gestire impasti consistenti, talvolta in quantità elevate, può risultare più adatta un’impastatrice;
- pasticceria che produce soprattutto creme, meringhe, pan di Spagna, frolle e farciture: alla luce della varietà dell’offerta è necessario un macchinario più versatile: la planetaria appare in genere una soluzione maggiormente funzionale.
Occorre poi considerare altri fattori, nello specifico:
- volumi giornalieri;
- frequenza di utilizzo;
- capienza della vasca;
- spazio disponibile, in relazione all’ingombro del macchinario. Una macchina sottodimensionata tende infatti a rallentare il lavoro, mentre una troppo grande comporta un investimento e un ingombro non sempre giustificati.
Perché impastatrice e planetaria risultano complementari
Come abbiamo avuto modo di vedere, impastatrice e planetaria sono macchinari molto diversi. Alla luce di tale diversità sarebbe errato considerarle alternative; appaiono, piuttosto, complementari.
Un discorso che vale soprattutto per i laboratori che vantano una produzione ampia e diversificata, per i quali, infatti, l’ideale è optare per l’acquisto di entrambe.
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