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Pompa di calore in montagna o zone fredde: funziona sotto lo zero?

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Coppia sul divano e nevicata fuori casa
Coppia sul divano e nevicata fuori casa (© Redazione / AI)

Una pompa di calore è un dispositivo in grado di assolvere tre funzioni principali: riscaldare la casa in inverno, raffrescarla nei mesi più caldi e produrre acqua calda sanitaria. Il suo successo negli ultimi anni è stato notevole, tanto da rendere l’installazione di una pompa di calore la scelta ideale per praticamente ogni tipologia di ambiente, dai piccoli appartamenti fino agli uffici e alle grandi superfici aziendali.

Ma cosa succede nelle zone particolarmente in alto o quando le temperature esterne scendono sotto lo zero?

Come funziona una pompa di calore quando fuori fa freddo?

Lasciamo per un attimo da parte la funzione di raffrescamento e produzione di acqua calda sanitaria, per concentrarci sul riscaldamento. Le pompe di calore possono funzionare anche quando fuori fa molto freddo? La risposta è ovviamente sì.

Il loro funzionamento è infatti studiato per adattarsi ad ogni condizione, soprattutto nei modelli più recenti e tecnologicamente avanzati. Le pompe di calore vanno infatti a prelevare il calore dall’aria esterna e lo trasferiscono al fluido refrigerante, che lo cede a sua volta all’acqua dell’impianto di riscaldamento. La temperatura esterna quindi non annulla o blocca il meccanismo: anche con un clima sotto lo zero, l’aria contiene energia termica che può essere sfruttata.

Questo però non significa sempre che possa garantire le stesse prestazioni che si possono ottenere quando l’ambiente esterno non è a -10 °C. In questi casi infatti, la pompa di calore è costretta a lavorare in maniera più elevata per svolgere correttamente il proprio compito. Tutto ciò potrebbe portare a un aumento del consumo di elettricità, con una piccola riduzione dell’efficienza.

In ambienti particolarmente rigidi, poi, è importante tenere in forte considerazione la possibile formazione di ghiaccio sull’unità esterna. Un imprevisto che ovviamente non crea disagi o danni di alcun tipo all’impianto in sé, ma che provoca l’attivazione automatica di cicli di sbrinamento, con un possibile ulteriore incremento dei consumi energetici.

Pompe di calore in montagna: caratteristiche da considerare

Come visto, l’installazione di pompe di calore in montagna è possibile, ma è importante sapere che richiede alcuni accorgimenti.

Prima di tutto, è consigliato optare per modelli di ultima generazione, in grado di regolare la potenza in base al calore richiesto e di adattare il loro funzionamento alle condizioni climatiche e alle reali necessità dell’abitazione. Per assicurarsi un buon rendimento è poi fondamentale valutare anche le caratteristiche dell’edificio. Se si vive in una casa isolata, con serramenti poco efficienti ed elevate dispersioni termiche, è meglio non pensare che la pompa di calore possa fare miracoli. Potrà riscaldare, ma non come lo farebbe in un appartamento in centro città.

Attenzione anche al sistema di distribuzione del calore: gli impianti a pavimento sono particolarmente adatti alle pompe di calore (funzionano con acqua a temperature relativamente basse), mentre i radiatori tradizionali potrebbero faticare un po’ di più.

Prima di installare pompe di calore in montagna, infine, è un’ottima pratica individuare correttamente il punto in cui posizionare l’unità esterna, facendo in modo che neve e ghiaccio non possano ostacolare il passaggio dell’aria o lo scarico dell’acqua di sbrinamento.

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