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Prodotti caseari: cresce il consumo di formaggi senza lattosio

Cresce il trend dei “free from”, i prodotti dedicati ai soggetti con intolleranze alimentari

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Cresce il trend dei “free from”, ovvero i prodotti dedicati ai soggetti con intolleranze alimentari.

A mettere a segno uno dei dati più interessanti sono i cosiddetti alimenti senza lattosio, le cui vendite, stando ai dati dell’Osservatorio Immagino GS1 Italy 2022, sono cresciute in un anno del 4,3%.

Alla base di questo incremento, una nuova consapevolezza da parte dei consumatori, affiancata da una proposta sempre più corposa di prodotti, in cui a spiccare sono soprattutto i formaggi senza lattosio.

Formaggi senza lattosio: la soluzione giusta per gli intolleranti

I formaggi senza lattosio sono alimenti che possono essere assunti da chiunque presenti una intolleranza allo zucchero del latte, senza timore che si manifestino i tipici sintomi causati dalla difficoltà di digerire il lattosio.

Una difficoltà dovuta all’assenza, in alcuni individui, di un enzima, detto lattasi, fondamentale per scindere il lattosio nei due composti più semplici, glucosio e galattosio.

Di fronte a una diagnosi di intolleranza, per inserire formaggi nella propria dieta si ha a disposizione un’ampia varietà di scelta. Come si legge anche sul sito di Pinna Formaggi, storica azienda casearia sarda, attualmente è infatti possibile optare per specifiche linee senza lattosio, che vanno ad affiancarsi a tutti quei formaggi stagionati che ne sono naturalmente privi, come il pecorino romano dop e il pecorino sardo maturo dop.

Quali sono i formaggi senza lattosio?

Le diverse tipologie di formaggi destinati a individui che manifestano una certa difficoltà nel digerire lo zucchero del latte si differenziano per alcuni aspetti.

I formaggi delattosati, nello specifico, in genere sono accompagnati da un claim che ne evidenzia l’assenza di lattosio.

La particolarità dei prodotti delattosati è quella di essere realizzati attraverso un processo enzimatico che scompone a monte il lattosio nei suoi due zuccheri più semplici – glucosio e galattosio – e li rende facilmente digeribili anche dai consumatori con intolleranza.

Questi prodotti sono da considerare come una valida alternativa senza lattosio alle più comuni tipologie di derivati del latte: danno infatti la possibilità di seguire un regime alimentare lactose free con prodotti che in genere nulla hanno da invidiare ai loro corrispettivi non delattosati. Accanto a questa categoria di alimenti, ci sono però anche i formaggi naturalmente privi di lattosio, che hanno la particolarità non avere alcun residuo di lattosio o di presentarne tracce talmente irrisorie – in genere inferiori allo 0,01% – da essere considerati sicuri e ampiamente digeribili anche da soggettisti intolleranti.

L’assenza di lattosio, in tal caso, è dovuta ai naturali processi di maturazione, di conseguenza, fanno parte di questa categoria di prodotti i formaggi stagionati a pasta dura o semidura.

La stagionatura, infatti, oltre a favorire la concentrazione dei sapori, conferendo al prodotto un gusto e un aroma caratteristico, completa quel processo naturale già iniziato con la fermentazione, nella quale il lattosio viene trasformato in una sostanza facilmente digeribile, l’acido lattico, che diventa man mano sempre più assimilabile con l’aumentare dei tempi di maturazione.

Le tempistiche di stagionatura, che rendono un prodotto caseario a pasta dura o semidura privo di lattosio, in genere variano in base alla tipologia di formaggio, ma nella maggior parte dei casi, per ottenere un alimento completamente sicuro, sono sufficienti anche pochi mesi di maturazione.

Un aspetto estremamente importante per tutti quei consumatori che hanno la necessità di seguire una dieta senza lattosio, ma che non vogliano rinunciare al piacere di gustare anche quotidianamente un formaggio stagionato di qualità.

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