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Ecosistema Urbano 2026, Bologna scende al 12° posto ma resta prima tra le grandi città

Bologna totalizza 69,71% nell’indagine sulle performance ambientali di 106 capoluoghi: perde tre posizioni rispetto al 2025, mentre il punteggio cresce di 0,12 punti percentuali. Il confronto va letto tenendo conto dei criteri aggiornati.

Redazione Bologna

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Illustrazione del profilo urbano di Bologna con le Due Torri e i tetti del centro storico.
Il profilo di Bologna accompagna il risultato di Ecosistema Urbano 2026: dodicesimo posto tra 106 capoluoghi e primo tra le grandi città. (© Diario del Web / AI)

Bologna è 12ª su 106 capoluoghi nell’edizione 2026 di Ecosistema Urbano, con un punteggio del 69,71%. Scende di tre posizioni rispetto al 2025, ma resta la città con il risultato più alto tra le grandi città. Il punteggio è numericamente superiore di 0,12 punti percentuali rispetto al 69,59% dell’edizione precedente: la perdita di posizioni segnala quindi un arretramento nella graduatoria, non una diminuzione del valore riportato per Bologna. Il confronto tra i punteggi, però, richiede cautela perché l’edizione 2026 ha aggiornato il set degli indicatori.

Il rapporto di Legambiente e Ambiente Italia, realizzato in collaborazione con Il Sole 24 Ore, valuta le performance ambientali dei capoluoghi. I dati comunali usati nell’edizione 2026 sono riferiti al 2025, con alcune eccezioni indicate dalla metodologia. La graduatoria mette in relazione città diverse per dimensione e caratteristiche: il dodicesimo posto è dunque un confronto nazionale, non una pagella assoluta dei servizi o della qualità della vita a Bologna.

Un indice composito, non un singolo dato ambientale

L’indice 2026 combina 20 indicatori, distribuiti in sei aree: aria, acqua, rifiuti, mobilità, ambiente urbano ed energia. Ogni città riceve un punteggio normalizzato per ciascun indicatore; i risultati vengono poi ponderati per arrivare al valore complessivo. Il peso maggiore è assegnato alla mobilità, pari al 21% dell’indice. Aria, rifiuti, acqua e ambiente urbano pesano ciascuno per il 18-19%, mentre l’energia incide per il 6%. La metodologia premia soprattutto gli indicatori legati alle politiche degli enti locali, che valgono il 56% del totale, rispetto a quelli di stato e di pressione.

Questa struttura aiuta a interpretare la classifica: il risultato finale riassume misure diverse, dai dati sulla qualità dell’aria e sulla gestione dei rifiuti a quelli su trasporto pubblico, ciclabilità, verde urbano e consumi. Non identifica da solo quale settore abbia determinato la posizione di una città. Per capire il dettaglio bolognese occorre quindi consultare le singole voci nella classifica interattiva con gli indicatori per città.

Edizione Posizione di Bologna Punteggio
2025 9ª 69,59%
2026 12ª 69,71%

Il nuovo rapporto comprende un indicatore sull’efficacia della depurazione delle acque. Inoltre, la scheda metodologica 2026 descrive un sistema di 20 indicatori, mentre la Camera di Commercio di Bologna, presentando l’edizione 2025, ne indicava 19. Per questo la variazione di 0,12 punti percentuali è un confronto tra i valori pubblicati, ma non basta da sola a dimostrare un miglioramento ambientale omogeneo e direttamente misurabile tra un anno e l’altro.

La distanza dalla vetta e il contesto nazionale

Davanti a Bologna si sono collocate città con punteggi più alti e avanzamenti nella graduatoria: Cosenza è nona con 70,62%, Rimini decima con 70,26% e Treviso undicesima con 70,22%. Bologna si trova quindi a 0,51 punti percentuali da Treviso. In testa c’è Mantova, con l’81,29%, seguita da Trento e Bolzano. La classifica mostra quanto la competizione ai vertici sia ravvicinata: tra Bologna e la città che la precede ci sono poco più di tre decimi di punto.

La media complessiva dei 106 capoluoghi sale al 55,72%, dal 53,84% dell’edizione precedente. Legambiente descrive un quadro nazionale in cui convivono miglioramenti e criticità persistenti; il responsabile scientifico del rapporto, Mirko Laurenti, parla di città che si muovono «ad una doppia velocità, tra difficoltà e qualche miglioramento». L’associazione richiama, tra i nodi ricorrenti, smog, consumo di suolo e aumento delle auto circolanti. Sono indicazioni riferite all’insieme dei capoluoghi: non vanno attribuite automaticamente a Bologna senza verificarne i dati specifici.

Che cosa si sa delle criticità bolognesi

Per l’edizione 2025, la Camera di Commercio di Bologna segnalava che la città restava nella parte bassa della graduatoria per qualità dell’aria e quantità di rifiuti prodotti, pur ottenendo risultati migliori in altri parametri. È un precedente utile per individuare aspetti da controllare, ma non consente di stabilire se le stesse voci abbiano pesato nello stesso modo sul risultato del 2026. La graduatoria appena pubblicata, considerata da sola, non permette di attribuire la discesa di tre posizioni a traffico, aria, rifiuti o a un altro settore.

Il dato locale va letto anche insieme al metodo: il peso degli indicatori non è identico e la classifica include sia condizioni ambientali sia misure legate alle politiche comunali. Inoltre, la posizione dipende dai risultati delle altre città. Un capoluogo può migliorare in alcuni parametri e comunque perdere posti se altri ottengono progressi maggiori; al contrario, una posizione migliore non garantisce che siano scomparsi problemi ambientali specifici.

Il prossimo passaggio: verificare gli indicatori, non solo il posto

Il rapporto conferma per Bologna un risultato complessivo elevato nel confronto nazionale e il primato tra le grandi città, ma la perdita della top ten rende utile esaminare le schede analitiche. Per valutare dove la città abbia guadagnato o perso terreno servono i valori aggiornati per ciascun indicatore, le relative basi di confronto e le note metodologiche, in particolare per le voci nuove o modificate.

Il risultato disponibile è dunque preciso ma circoscritto: Bologna totalizza il 69,71%, è dodicesima e arretra di tre posizioni rispetto al 2025. Le prossime verifiche redazionali potranno chiarire quali indicatori spiegano il piazzamento e se le variazioni riflettano cambiamenti nei dati, nei criteri di calcolo o entrambi.

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