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Chinook precipitato in Bosnia, indagini aperte a Roma e in Bosnia

Dopo lo schianto del 29 ottobre, la Procura militare e quella ordinaria di Roma hanno avviato procedimenti distinti. In Bosnia è stato ordinato un team specializzato; Difesa ed EUFOR svolgono accertamenti. Le cause restano da stabilire.

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Illustrazione dei resti di un elicottero Chinook sul luogo dello schianto, in un paesaggio aperto vicino a Brčko.
Dopo lo schianto del Chinook italiano, in Bosnia e in Italia sono in corso accertamenti distinti. Le cause restano da stabilire. Illustrazione generata con intelligenza artificiale. (© Diario del Web / AI)

Dopo lo schianto del Chinook italiano precipitato il 29 ottobre a Gorice, vicino a Brčko, sono partiti accertamenti su più fronti: la Procura militare e quella ordinaria di Roma hanno aperto procedimenti distinti, mentre in Bosnia-Erzegovina è stato ordinato di formare un team specializzato nelle investigazioni sugli incidenti aerei. Anche la Difesa italiana e EUFOR hanno avviato verifiche. Le cause dell’incidente, avvenuto durante un’attività di addestramento della missione europea, non sono state accertate.

Il bilancio comunicato dal Ministero della Difesa è di quattro morti e undici feriti; a bordo c’erano 15 persone. Le vittime erano i sergenti dell’Esercito Simone Ruggia e Claudio Marchesi e i membri del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana Franco Adriano Zecchillo, tenente, e Laura Procacci, sergente. Il comunicato della Difesa del 29 ottobre precisa che, al momento della nota, nessuno dei feriti era in pericolo di vita e che le cause erano ancora in corso di accertamento.

Le indagini giudiziarie a Roma e in Bosnia

La Procura militare di Roma ha avviato un procedimento conoscitivo senza ipotesi di reato. L’apertura è stata riferita da ANSA il 30 ottobre: secondo l’agenzia, il procuratore Marco De Paolis valuterà eventuali profili penali sulla base degli elementi raccolti. Il fascicolo, quindi, non equivale a un’accusa né indica che siano già state individuate responsabilità.

In parallelo, la Procura ordinaria di Roma ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, secondo quanto riferito dalla cronaca romana di Repubblica. Si tratta di un procedimento distinto da quello militare: l’esistenza di due fascicoli non anticipa le conclusioni di nessuno dei due.

È intervenuta anche la Procura della Bosnia-Erzegovina. Secondo la notizia dell’agenzia FENA basata sulle comunicazioni della Procura, il magistrato di turno ha ordinato al ministero competente di formare un team specializzato negli incidenti aerei. La Procura è in contatto con la polizia del distretto di Brčko, l’agenzia investigativa statale SIPA e i rappresentanti di EUFOR per le attività sul luogo e il coordinamento degli accertamenti. La formazione del team è stata ordinata; le informazioni pubbliche consultate non ne descrivono ancora la composizione o il calendario operativo.

Che cosa sappiamo dei diversi accertamenti

I procedimenti giudiziari e le verifiche tecniche riguardano lo stesso incidente, ma non sono intercambiabili. Le comunicazioni disponibili delineano più percorsi, senza chiarire nel dettaglio come saranno coordinati né quali risultati potranno produrre.

Soggetto Attività riferita Che cosa non stabilisce
Procura militare di Roma Procedimento conoscitivo senza ipotesi di reato, riferito da ANSA. Non individua, al momento, un reato o un responsabile.
Procura ordinaria di Roma Fascicolo per omicidio colposo, secondo Repubblica. L’ipotesi iscritta non è una conclusione sulle cause o sulle responsabilità.
Procura della Bosnia-Erzegovina e autorità locali Ordinata la formazione di un team specializzato; sono riferiti contatti per sopralluoghi e altre attività sul posto. Non sono ancora pubblici il calendario e i risultati delle verifiche.
Difesa italiana ed EUFOR La Difesa ha avviato accertamenti e, secondo Repubblica, ha inviato tecnici della propria commissione. EUFOR ha annunciato un’indagine approfondita. Non è stata resa nota una causa accertata dello schianto.

La presenza di più soggetti non consente di parlare, sulla base delle informazioni disponibili, di un’unica indagine internazionale o di competenze già definite pubblicamente. Repubblica ha riferito che i tecnici della commissione incaricata dalla Difesa sono arrivati a Brčko e che il lavoro sui rottami e la raccolta delle testimonianze dei superstiti sono elementi utili alla ricostruzione. Queste informazioni descrivono attività riportate dalla stampa, non conclusioni tecniche già pubblicate.

Il contesto della missione EUFOR Althea

Il Chinook era impiegato nell’operazione EUFOR Althea, la missione militare dell’Unione europea in Bosnia-Erzegovina. Avviata nel 2004, opera a sostegno delle autorità locali per mantenere un ambiente sicuro e svolge attività di addestramento con le forze armate bosniache, come spiega la scheda ufficiale di EUFOR sulla missione. La missione ha confermato che il velivolo italiano è precipitato durante un’attività di addestramento e ha annunciato un’indagine sull’incidente.

La distinzione è importante: il fatto che l’elicottero fosse impegnato in un’attività di routine descrive il contesto operativo comunicato da EUFOR, ma non spiega perché sia precipitato. Per chiarirlo serviranno gli accertamenti sul velivolo e la ricostruzione della dinamica, senza che le ipotesi circolate possano sostituire i risultati delle indagini.

I prossimi passaggi

Le attività ora indicate dalle autorità riguardano la messa in sicurezza del luogo, i sopralluoghi, gli esami tecnici e la raccolta di elementi e testimonianze. Il team bosniaco deve essere formato su disposizione della Procura; le verifiche della Difesa, di EUFOR e delle procure proseguiranno secondo i rispettivi percorsi. Non è stata comunicata una scadenza per i risultati. Finché non saranno resi noti, restano da stabilire sia la causa dello schianto sia eventuali responsabilità.

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