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Torino

Agricoltori a Torino, la Regione ribadisce 8 milioni: aiuti ancora da definire

Oltre mille agricoltori hanno manifestato a Torino contro caro gasolio e costi di produzione. La Regione ha ribadito l’impegno per circa 8 milioni, ma restano da definire criteri e tempi; il sostegno nazionale ha già un periodo di riferimento indicato.

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Tre agricoltori in primo piano durante una protesta, con altri manifestanti e una facciata istituzionale sullo sfondo.
La mobilitazione degli agricoltori a Torino riporta al centro il caro gasolio e l’impegno regionale per aiuti ancora da definire. (© Diario del Web / AI)

Oltre mille agricoltori e allevatori hanno manifestato a Torino il 27 ottobre 2026 contro il caro gasolio e l’aumento dei costi di produzione. La Regione Piemonte ha ribadito l’intenzione di destinare circa 8 milioni di euro al comparto, ma l’impegno non equivale ancora a contributi richiedibili: non sono stati resi noti criteri, beneficiari e calendario della misura regionale. Intanto, il Governo ha approvato un intervento nazionale sul carburante agricolo, con spese ammissibili riferite al periodo dal 1° giugno al 15 ottobre 2026.

La protesta, organizzata da Coldiretti, è partita da piazza Solferino ed è arrivata davanti a Palazzo Lascaris, sede del Consiglio regionale. I manifestanti hanno chiesto sostegni per le aziende, indicando fra i problemi il costo del carburante e dei fertilizzanti, le difficoltà climatiche e la pressione sui ricavi nei rapporti con la grande distribuzione. La mobilitazione ha portato queste richieste davanti alle istituzioni, ma la loro traduzione in misure operative è ancora il passaggio da chiarire.

Gli 8 milioni sono stati ribaditi, ma manca la misura attuativa

L’assessore regionale all’Agricoltura Paolo Bongioanni aveva annunciato la ricerca di risorse prima della manifestazione. Durante l’audizione di Coldiretti in Consiglio regionale, la Regione ha poi ribadito uno stanziamento di circa 8 milioni per contrastare il rincaro del gasolio agricolo. Il resoconto dell’audizione, attribuito all’ufficio stampa del Consiglio regionale, riferisce che i temi sollevati saranno approfonditi nella terza Commissione.

Secondo i resoconti locali, le risorse potrebbero provenire dalle economie dei bandi per lo sviluppo rurale e diventare disponibili dall’inizio del 2027. Questa indicazione non è però un calendario formalizzato: dalle informazioni disponibili non emerge un atto che specifichi come e quando le imprese potranno presentare domanda.

Per le aziende, la differenza è concreta. Finché non saranno pubblicate le regole, non si può sapere quali imprese potranno accedere all’aiuto, quali spese saranno ammesse, quale sarà l’importo massimo per beneficiario o quando potranno arrivare eventuali pagamenti. Al momento è quindi possibile riferire l’impegno politico della Regione, non considerare gli 8 milioni come una somma già assegnata o disponibile per le singole aziende.

Il prezzo del gasolio e il confronto con l’aiuto nazionale

Un dato riportato alla vigilia della protesta aiuta a inquadrare una delle richieste: secondo rilevazioni della Camera di commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte, citate da La Stampa, una fornitura fino a 2.000 litri di gasolio agricolo costava 1,438 euro al litro, IVA esclusa. La stessa rilevazione riportava 0,921 euro nello stesso periodo dell’anno precedente: un aumento del 56,1%. È un dato riferito a quella rilevazione e a quel tipo di fornitura, non un prezzo uniforme per tutte le aziende piemontesi.

La misura nazionale annunciata dal Consiglio dei ministri il 22 ottobre è più definita nei parametri, ma non va confusa con un rimborso generale dei costi agricoli. Il comunicato del Ministero dell’Agricoltura indica 60 milioni di euro per le imprese agricole, con un contributo a fondo perduto pari al 20% delle spese per carburante sostenute dal 1° giugno al 15 ottobre 2026 e un limite massimo di 45 centesimi al litro. I restanti 10 milioni del pacchetto sono destinati alla pesca, con una misura distinta.

Intervento Parametri comunicati Passaggi ancora da seguire
Regione Piemonte Circa 8 milioni annunciati e ribaditi per contrastare il rincaro del gasolio agricolo; secondo resoconti locali, le risorse verrebbero dalle economie dei bandi di sviluppo rurale. Atto operativo, platea, requisiti, spese ammesse, importi per impresa e calendario.
Governo 60 milioni per le imprese agricole; contributo del 20% sulle spese di carburante dal 1° giugno al 15 ottobre 2026, fino a 45 centesimi al litro. Il Ministero indica che termini e modalità saranno definiti entro cinque giorni dall’entrata in vigore del decreto; i pagamenti sono previsti entro i trenta giorni successivi.

Per l’aiuto nazionale, dunque, il Ministero ha comunicato sia il periodo di spesa sia la formula del contributo, oltre a una tempistica collegata all’entrata in vigore del decreto. Senza la data di decorrenza non è però possibile tradurre quei termini relativi in scadenze di calendario. E la misura riguarda il carburante nel periodo indicato: il comunicato non la presenta come copertura di fertilizzanti, mangimi o di ogni altra voce di costo.

Le richieste di Coldiretti vanno oltre il carburante

Per l’organizzazione agricola, la pressione sui bilanci non dipende da una sola spesa. Nel resoconto dell’audizione, Coldiretti ha richiamato il caro gasolio e gli altri costi di produzione, oltre al rapporto con la grande distribuzione, che a suo giudizio può comprimere il potere contrattuale dei produttori e il valore riconosciuto alle materie prime. Sono valutazioni dell’associazione, non una misurazione indipendente degli effetti sui conti di tutte le aziende.

La presidente di Coldiretti Piemonte, Cristina Brizzolari, ha chiesto anche di sbloccare risorse e realizzare bacini per conservare l’acqua disponibile. Il tema collega le richieste di sostegno immediato alle difficoltà climatiche indicate dall’organizzazione, ma non risulta associato, nelle informazioni disponibili, a una specifica misura regionale annunciata il 27 ottobre.

Coldiretti ha descritto il settore piemontese come composto da 43 mila imprese e oltre 70 mila addetti, con un valore di circa 5 miliardi di euro e più di 903 mila ettari destinati alla produzione agricola: dati riportati dalla stampa locale e presentati dall’organizzazione nel contesto della protesta. Danno la misura della posta in gioco secondo Coldiretti, ma non sostituiscono la verifica delle singole richieste né indicano quante aziende potrebbero beneficiare degli aiuti.

Che cosa resta da chiarire

Il prossimo passaggio regionale è la definizione di un provvedimento che trasformi l’impegno sugli 8 milioni in una procedura: serviranno indicazioni su destinatari, spese coperte, importi e scadenze. Sul fronte nazionale, occorre invece conoscere l’entrata in vigore del decreto per ricavare le date effettive di domanda e pagamento, che il Ministero ha collegato a termini successivi a quella decorrenza.

Per ora i due interventi hanno quindi livelli diversi di definizione: quello nazionale ha una percentuale, un tetto e un periodo di spesa comunicati; quello piemontese resta un impegno di risorse senza regole pubblicate. Per le aziende che devono programmare gli acquisti, la disponibilità effettiva degli aiuti dipenderà dai successivi atti e dalle relative scadenze.

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