Torino
Torino, M5S e Pd: alleanza ancora da definire
La road map nazionale del centrosinistra non decide le alleanze per le Comunali di Torino: nel M5S restano posizioni diverse e il Pd punta a chiudere i tavoli locali a gennaio.
L’intesa nazionale del centrosinistra non scioglie il nodo delle alleanze per le prossime Comunali di Torino. Il Movimento 5 Stelle rimanda la decisione ai territori e, al suo interno, affiorano posizioni differenti sul rapporto con il sindaco Stefano Lo Russo. Il Partito Democratico vorrebbe invece chiudere entro gennaio i tavoli locali, liste comprese. Nel resoconto del 31 ottobre del quotidiano sul confronto tra Pd e M5S a Torino non viene annunciata un’intesa tra i due partiti né una candidatura condivisa.
Il 30 ottobre i leader nazionali hanno concordato un calendario per la coalizione progressista: confronto sul programma da concludere entro novembre, primarie entro febbraio e una mobilitazione nazionale a dicembre. La ricostruzione della road map nazionale chiarisce però che regole e perimetro dell’alleanza restano da definire. Le primarie annunciate riguardano la leadership della coalizione nazionale: non stabiliscono automaticamente come scegliere il candidato sindaco di Torino. Sul calendario nazionale, Diario del Web ha già ricostruito scadenze e passaggi ancora aperti.
Il M5S rimanda la decisione ai territori
La coordinatrice regionale del Movimento 5 Stelle, Sarah Disabato, ha detto che «la decisione la prendono i territori» e che il Movimento ascolterà le realtà locali. Ha anche riferito che in alcuni Comuni, quando ci sono le condizioni, si stanno svolgendo tavoli programmatici. Per Torino, il resoconto non indica l’avvio di un negoziato conclusivo: la linea ufficiale lascia aperta la valutazione locale.
Disabato ha inoltre ricordato che il Movimento ha chiesto una regia comunale per decidere i candidati e garantire equilibrio e rappresentanza. Secondo il resoconto, il nodo politico comprende anche la possibile candidatura di Lo Russo: i rapporti restano segnati dai contrasti del mandato di Chiara Appendino e dai successivi cinque anni del M5S all’opposizione in Consiglio comunale.
Russi chiede discontinuità, Sganga vede spazio per un progetto comune
Il capogruppo comunale Andrea Russi considera importante che il percorso nazionale parta dal programma. Indica lavoro, welfare e ambiente tra le priorità pentastellate e sostiene che ogni ragionamento sul futuro debba partire da una «discontinuità reale e riconoscibile» rispetto all’amministrazione Lo Russo. È una richiesta politica espressa da Russi, non una condizione formalizzata in un accordo tra i partiti.
La consigliera comunale Valentina Sganga legge invece l’intesa nazionale come un’occasione per rilanciare il confronto anche a Torino e verificare se esistano le condizioni per un progetto comune. Le dichiarazioni mostrano sensibilità diverse tra esponenti del Movimento, ma non equivalgono a una deliberazione del gruppo consiliare o degli organi del M5S.
Il sindaco Lo Russo aveva già aperto al campo largo, sostenendo che gli attriti del passato dovessero essere superati. Secondo il resoconto locale, il Movimento non ha raccolto quell’apertura con un’intesa formale. Resta quindi da chiarire se un’eventuale alleanza possa comprendere il sindaco uscente o richieda un’altra candidatura.
Il Pd indica gennaio, ma non c’è una scadenza condivisa
Il capogruppo dem in Comune, Claudio Cerrato, ha detto che sarebbe preferibile chiudere a gennaio i tavoli sulle alleanze, comprese le liste. La motivazione è evitare che la campagna delle primarie allarghi le distanze tra le forze politiche. Si tratta dell’obiettivo auspicato dal Pd, non di un calendario concordato con il M5S e gli altri interlocutori.
Anche Alice Ravinale, capogruppo regionale di Alleanza Verdi e Sinistra, ha ribadito l’auspicio che a Torino e in Piemonte il campo progressista possa presentarsi unito alle urne. La sua dichiarazione segnala l’interesse di Avs per un’intesa, ma non documenta che siano già stati fissati un tavolo comune o le condizioni della coalizione.
La road map nazionale non risolve il confronto torinese
La distinzione è tra due percorsi collegati politicamente, ma non sovrapponibili. A livello nazionale i leader hanno annunciato le tappe per lavorare al programma e scegliere la leadership della coalizione; a Torino restano da verificare il perimetro dell’alleanza, i contenuti del programma amministrativo e la candidatura a sindaco. Il calendario nazionale non assegna una scadenza automatica a queste decisioni locali.
I prossimi passaggi indicati sono l’ascolto del territorio da parte del M5S e i tavoli che il Pd vorrebbe chiudere entro gennaio. Per capire se l’apertura nazionale produrrà un accordo cittadino serviranno decisioni esplicite dei partiti su programma, alleanze e candidato: al 31 ottobre, il resoconto locale non ne registra una condivisa.
Continua a leggere le notizie di DiariodelWeb.it e segui la nostra pagina Facebook