Vaticano
Leone XIV: «Nello sport gli avversari non sono nemici»
Alla vigilia delle partite di basket tra Villanova e Notre Dame a Roma, Leone XIV richiama alla fraternità tra avversari e al valore educativo dello sport, dal campo alla vita quotidiana.
Alla vigilia della doppia sfida di basket tra Villanova e Notre Dame a Roma, Leone XIV ha ricordato che la rivalità agonistica non trasforma gli avversari in nemici. Ricevendo in Vaticano le delegazioni delle due università, il 31 ottobre 2026, il Papa ha detto che «in qualsiasi competizione i membri di due squadre, anche se tra loro c’è rivalità agonistica, di certo non sono nemici».
Il messaggio riguarda il modo di vivere la competizione, non la rinuncia al tifo o alla voglia di vincere. Nel discorso integrale pubblicato dalla Santa Sede, Leone XIV auspica che giocatori e sostenitori possano conoscersi durante la permanenza a Roma. L’udienza nell’Aula Paolo VI ha preceduto l’Eternal City Tip-Off, il doppio incontro maschile e femminile in programma domenica 1° novembre al Palazzo dello Sport.
La rivalità non deve diventare ostilità
Il Papa riconosce la passione con cui si sostiene la propria squadra, ma pone al centro il rispetto di chi compete dall’altra parte. La sua indicazione è concreta: vivere la gara con intensità senza ridurre l’avversario a un nemico, e usare l’incontro anche per creare relazioni. Non ha annunciato nuove regole sportive o iniziative operative; ha proposto un criterio educativo e umano per atleti e tifosi.
Nel discorso, lo sport è descritto come un mezzo capace di riunire le persone e insegnare cooperazione e condivisione, anche in un’epoca in cui la tecnologia può aumentare la distanza tra loro. Il Papa collega questi aspetti a fraternità, solidarietà e pace, e richiama una concezione dello sport che mette al centro la dignità della persona, la sua crescita, l’educazione e le relazioni.
Il richiamo riprende temi sviluppati da Leone XIV nella lettera La vita in abbondanza, sul valore dello sport, pubblicata il 6 febbraio 2026. In quel testo il Pontefice presenta la pratica sportiva come esperienza che può favorire la coesione e il bene comune, e lega il confronto regolato al rispetto delle regole e dell’avversario. Nell’udienza, la stessa prospettiva viene applicata alla rivalità tra le due università.
Un appuntamento sportivo, una cornice spirituale
L’incontro cade alla vigilia di Ognissanti. Leone XIV ha unito il tema dello sport a quello della santità quotidiana: ha ricordato Pier Giorgio Frassati, patrono degli atleti, e ha spiegato che, come non si nasce campioni, la santità richiede un «allenamento quotidiano nell’amore». Ha invitato i presenti a fare in modo che anche l’attività sportiva aiuti ad amare Dio e il prossimo.
La conclusione distingue il risultato sul campo dal traguardo della vita cristiana: vincere una partita non è, nella prospettiva richiamata dal Papa, il fine ultimo. È un passaggio spirituale rivolto alle delegazioni, non una previsione sul risultato degli incontri né una richiesta di attenuare la competizione.
Le partite a Roma
Le squadre maschili e femminili di Villanova e Notre Dame sono attese domenica 1° novembre al Palazzo dello Sport per l’Eternal City Tip-Off, un doppio incontro di pallacanestro. L’appuntamento apre la stagione universitaria statunitense, secondo le informazioni pubblicate dalle università e dagli organizzatori. La Santa Sede ha riferito che Leone XIV ha accolto studenti, docenti, personale, ex allievi e sostenitori delle due istituzioni.
La visita ha avuto anche un tono leggero: secondo Associated Press, il Papa ha scherzato sulla propria neutralità sportiva, pur essendo un ex allievo di Villanova. Vatican News e AP riferiscono la presenza di circa 7.000 persone all’udienza. Il prossimo passaggio concreto è il doppio incontro del 1° novembre; il discorso papale, invece, lascia alle squadre e al pubblico un’indicazione che va oltre la partita: competere con passione, senza perdere di vista la dignità di chi sta dall’altra parte.
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