Politica
Manovra, Landini chiede un incontro alla maggioranza: Delmastro replica
Il segretario della Cgil vuole illustrare ai capigruppo di maggioranza gli effetti della manovra sui lavoratori. La richiesta è distinta dal confronto con undici sigle sindacali annunciato a Palazzo Chigi per il 13 novembre.
Maurizio Landini chiede ai capigruppo di maggioranza alla Camera un incontro per illustrare le ricadute della manovra sui lavoratori. La richiesta e la replica del deputato di Fratelli d’Italia Andrea Delmastro sono riportate da un resoconto pubblicato il 7 novembre. Il colloquio chiesto dalla Cgil non va confuso con il tavolo, già annunciato a Palazzo Chigi per il 13 novembre, tra una delegazione governativa e undici organizzazioni sindacali. La presenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni a quest’ultimo incontro non è confermata.
«Hanno già deciso tutto», ha detto Landini, contestando il momento del confronto con il governo: secondo il segretario della Cgil, le parti sociali dovrebbero essere ascoltate prima che le decisioni siano prese. Delmastro ha risposto sostenendo che con il governo il confronto è aperto e ha rivolto a Landini una battuta sul campo largo. Il botta e risposta non modifica il calendario parlamentare né documenta un’intesa sulle richieste sindacali.
La lettera ai capigruppo e la replica di Delmastro
Secondo il resoconto, Landini ha scritto a Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, ed Enrico Costa, capogruppo di Forza Italia. La richiesta è di incontrare la maggioranza per presentare le valutazioni della Cgil sugli effetti della legge di Bilancio. La lettera integrale non è disponibile tra le fonti consultate e non risulta comunicata una data per l’eventuale incontro.
La Cgil contesta diversi aspetti del testo: il segretario ha richiamato la perdita di potere d’acquisto dei salari, la pressione fiscale su lavoratori dipendenti e pensionati e i tagli a sanità e scuola; ha inoltre criticato le misure sulle pensioni. Sono valutazioni e richieste del sindacato, non effetti accertati in modo indipendente in questo articolo. La stessa ricostruzione riferisce che la Cgil ha rilanciato lo sciopero del 20 novembre.
Il tavolo del 13 novembre non è un accordo sulla manovra
L’incontro a Palazzo Chigi è annunciato per venerdì 13 novembre con una delegazione governativa e undici sigle: Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Confsal, Usb, Cida, Cisal, Confedir, Confintesa e Cse. Secondo il resoconto, l’invito è stato firmato da Nicola Guerzoni per conto del sottosegretario Alfredo Mantovano. La convocazione non equivale a un’intesa e non significa che le richieste dei sindacati siano state accolte.
La distinzione è rilevante anche per l’iter della manovra: gli incontri politici e sindacali possono alimentare il confronto, ma per cambiare il disegno di legge servono proposte e decisioni parlamentari. La scheda ufficiale della Camera registra che il testo risultante dallo stralcio di tre disposizioni è stato assegnato il 4 novembre alla commissione Bilancio.
Le prossime tappe tra audizioni, emendamenti e mobilitazione
Il confronto governativo si colloca mentre prosegue l’esame parlamentare e la Cgil prepara la mobilitazione annunciata. Il calendario riportato da RaiNews indica la scadenza per gli emendamenti alle 18 del 17 novembre; le audizioni parlamentari sono previste dal 9 al 12 novembre. La sequenza aiuta a distinguere i diversi passaggi: ascolto delle parti, confronto a Palazzo Chigi, presentazione delle proposte di modifica e mobilitazione sindacale.
| Data | Passaggio | Che cosa comporta |
|---|---|---|
| 9-12 novembre | Audizioni parlamentari | La commissione ascolta istituzioni e parti sociali. |
| 13 novembre | Incontro a Palazzo Chigi | È previsto il confronto tra una delegazione governativa e undici sigle sindacali. |
| 17 novembre, ore 18 | Scadenza per gli emendamenti | Termine indicato per presentare proposte di modifica alla manovra. |
| 20 novembre | Sciopero generale della Cgil | Mobilitazione annunciata dal sindacato. |
Gli incontri non sostituiscono il lavoro della commissione e non anticipano l’esito delle modifiche. Il passaggio successivo sarà quindi verificare quali proposte verranno effettivamente presentate e quali, eventualmente, saranno approvate durante l’esame parlamentare.
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