Politica
CSM, oggi il primo scrutinio per eleggere dieci componenti
Il Parlamento in seduta comune si riunisce a Montecitorio il 28 ottobre alle 16.30 per il primo scrutinio. Le candidature aggiuntive possono arrivare entro le 10, con il sostegno di parlamentari di almeno due gruppi.
Il Parlamento in seduta comune è convocato oggi, mercoledì 28 ottobre 2026 alle 16.30, a Montecitorio per il primo scrutinio nell’elezione di dieci componenti del Consiglio superiore della magistratura. Alla fotografia delle 8.41, la votazione non è ancora cominciata e non si può sapere se i dieci seggi saranno assegnati oggi o quanti scrutini serviranno. Fino alle 10 possono inoltre essere presentate candidature aggiuntive, ma solo per conto degli interessati e con il sostegno di almeno dieci parlamentari appartenenti ad almeno due gruppi.
In breve: il voto riguarda la componente di designazione parlamentare del CSM; per le prime due votazioni serve una maggioranza qualificata calcolata sull’Assemblea, mentre dal terzo scrutinio la base diventa il numero dei votanti. La convocazione ufficiale della Camera conferma orario, sede e quorum; l’agenda parlamentare specifica che quello delle 16.30 è il primo scrutinio e che la chiama comincerà dai senatori.
Chi può candidarsi e quali sono le scadenze
I dieci componenti sono scelti tra professori ordinari di università in materie giuridiche e avvocati con almeno quindici anni di esercizio effettivo. L’avviso della Camera sulle candidature prevede che la persona interessata possa presentarsi direttamente oppure essere candidata da almeno dieci parlamentari di almeno due gruppi diversi. Dopo la scadenza ordinaria e la riapertura riservata alle donne, le candidature dell’ultimo termine possono essere trasmesse soltanto per iniziativa dei parlamentari e devono arrivare entro le 10 del 28 ottobre.
La riapertura per le donne, disposta il 23 ottobre, si è chiusa alle 10 del 26 ottobre. Non era la stessa procedura del termine odierno: la prima consentiva alle sole candidate di presentare la propria candidatura; la finestra di oggi ammette invece ulteriori nomi sostenuti da parlamentari, senza distinzione di genere. L’avviso stabilisce inoltre che almeno il 40% dei candidati appartenga al genere meno rappresentato: la soglia riguarda le candidature, non determina automaticamente la composizione finale degli eletti.
Il quorum e il possibile peso delle schede bianche
Nelle prime due votazioni occorrono i tre quinti dell’Assemblea; dal terzo scrutinio sono sufficienti i tre quinti dei votanti. Cambia quindi la base su cui si calcola la maggioranza: il passaggio al terzo scrutinio può rendere più raggiungibile la soglia, ma il numero concreto di voti necessari dipende anche da quanti parlamentari partecipano alla votazione.
La maggioranza qualificata rende necessario un accordo più ampio di quello richiesto per una decisione a maggioranza semplice. Alla vigilia, Open riferiva di trattative ancora aperte sulla distribuzione dei dieci posti: il centrodestra aveva ottenuto sette componenti su dieci nella precedente elezione, mentre Fratelli d’Italia avrebbe puntato a otto seggi, lasciandone due alle opposizioni. Lo stesso resoconto indicava la possibilità che nel primo scrutinio il centrodestra votasse scheda bianca. Si tratta di scenari e intenzioni riferiti alla vigilia, non di un accordo formalizzato né dell’esito del voto.
Nel quadro riportato da Open figuravano, tra gli altri, Antonio Di Pietro e Pierantonio Zanettin per il centrodestra e diversi nomi nell’area del centrosinistra, fra cui Anna Rossomando, Alfredo Bazoli ed Enrico Grosso. La testata segnalava Zanettin come l’unico, nell’elenco allora pubblicato dalla Camera, ad aver formalizzato la candidatura con il sostegno di parlamentari. La finestra odierna può aggiungere altri nomi; l’elenco e le indicazioni di partito non equivalgono a candidature già elette.
Che cosa decide il voto e che cosa resta da fare
I componenti eletti dal Parlamento sono comunemente chiamati laici: partecipano al CSM insieme ai magistrati eletti e ai membri di diritto. Il Consiglio è un organo di garanzia dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura e decide su aspetti dello status dei magistrati, fra cui assegnazioni, trasferimenti e promozioni; giudica inoltre le condotte disciplinarmente rilevanti, come ricorda la scheda istituzionale del Quirinale.
L’elezione dei dieci componenti non assegna di per sé la vicepresidenza del CSM: sarà il Consiglio a eleggere il vicepresidente scegliendolo tra i componenti di designazione parlamentare. Prima, il passaggio da seguire è l’apertura del primo scrutinio alle 16.30; per conoscere eventuali nuove candidature occorre attendere la scadenza delle 10, mentre nomi eletti e numero delle votazioni potranno essere riferiti soltanto dopo lo svolgimento della seduta.
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