Politica
Salvini apre a un contributo aggiuntivo delle banche: decide il Parlamento
Salvini rimette al Parlamento l’eventuale richiesta di risorse ulteriori agli istituti. Il disegno di legge di bilancio stima già 5,8 miliardi nel 2027 da banche e assicurazioni, attraverso diverse misure fiscali.
Matteo Salvini lascia aperta la possibilità di chiedere alle banche un contributo ulteriore rispetto a quello già previsto dalla manovra 2027, ma non annuncia una nuova misura né indica un importo aggiuntivo. Il 31 ottobre, dopo un gazebo della Lega a Ponte Milvio, a Roma, il vicepremier ha detto: «Se poi il Parlamento riterrà» di chiedere altro, «il Parlamento è sovrano». Nel video delle dichiarazioni Salvini ringrazia gli istituti per i «più di 5 miliardi» già previsti e menziona la possibilità di ottenere qualcosa in più. È un’apertura politica, non una decisione del governo o delle Camere.
Il contesto è cambiato rispetto alle prime stime: il disegno di legge di bilancio, autorizzato alla presentazione alle Camere il 30 ottobre, quantifica in 5,8 miliardi di euro nel 2027 il gettito atteso da misure che riguardano banche e assicurazioni. La cifra non rappresenta un versamento volontario unitario e non va confusa con l’eventuale contributo aggiuntivo evocato da Salvini.
Da dove arrivano le stime: dal Dpb al disegno di legge
Le due cifre diffuse finora si riferiscono a documenti e momenti diversi della preparazione della manovra. Il Documento programmatico di bilancio (Dpb), trasmesso a Bruxelles, stimava circa 5 miliardi nel 2027 e quasi 11 miliardi complessivi nel triennio 2027-2029. La relazione tecnica che accompagna il disegno di legge porta la stima per il solo 2027 a 5,8 miliardi. Il confronto segnala un aggiornamento della previsione annuale, ma non permette di dedurre da solo quanto verrà effettivamente incassato né di sommare le cifre.
| Documento | Stima riportata | Periodo |
|---|---|---|
| Documento programmatico di bilancio | Circa 5 miliardi nel 2027; quasi 11 miliardi complessivi | 2027 e triennio 2027-2029 |
| Relazione tecnica al disegno di legge | 5,8 miliardi | 2027 |
Secondo la ricostruzione del testo e della relazione tecnica, il gettito atteso deriva da più interventi fiscali, tra cui modifiche a Ires, Irap, imposte differite attive (Dta) e Tobin Tax. Coinvolge il settore finanziario, incluse le assicurazioni: non è quindi corretto descriverlo come una singola tassa volontaria chiesta alle sole banche. La ricostruzione delle misure nel testo della manovra riporta le stime della relazione tecnica. Per l’autorizzazione alla presentazione del disegno di legge, il documento del Quirinale del 30 ottobre attesta il passaggio istituzionale: il testo deve ancora essere esaminato e votato dal Parlamento.
Le posizioni nella maggioranza e il nodo del “di più”
La dichiarazione di Salvini si inserisce in un confronto già aperto nella maggioranza sul modo di coinvolgere il settore finanziario. Il 9 ottobre il leader della Lega aveva auspicato un contributo «volontario» di 5 miliardi da banche e assicurazioni, preferendo il confronto a una nuova norma. Quel contributo atteso è distinto dalle misure fiscali poi quantificate nel disegno di legge.
Il 31 ottobre Antonio Tajani ha sostenuto che il settore debba contribuire, ma ha avvertito che «gli utili non sono una colpa» e che sarebbe un errore punire chi crea ricchezza. Il vicepremier di Forza Italia ha inoltre detto che il partito si è battuto per tutelare le banche di prossimità, sostenendo che un onere uguale può pesare in modo diverso su un grande istituto e su uno piccolo. Sono valutazioni politiche di Tajani, non una descrizione degli effetti già misurati delle norme. La sua posizione sul contributo e sulle banche territoriali chiarisce una delle condizioni poste da Forza Italia nel dibattito.
Che cosa può cambiare durante l’iter parlamentare
Il richiamo alla sovranità delle Camere non equivale alla presentazione di un emendamento né rende operativo un nuovo prelievo. Il disegno di legge deve essere discusso e votato; eventuali modifiche devono essere formalizzate e valutate anche per i loro effetti finanziari e per la copertura. Le verifiche parlamentari sulle coperture sono parte di questo esame.
Salvini ha anche affermato che le banche chiuderanno il 2026 con oltre 50 miliardi di euro di guadagni, attribuendo in parte quel risultato a commissioni e interessi pagati dai cittadini. La cifra resta una sua dichiarazione: non è verificata qui né coincide con i 5,8 miliardi di gettito stimato per le misure della manovra. I prossimi passaggi concreti saranno l’esame del disegno di legge, la presentazione e valutazione di eventuali emendamenti e il voto delle Camere. Solo il testo approvato stabilirà se ci saranno ulteriori obblighi, per quali soggetti e con quali importi.
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