Politica
La Corte conferma la decadenza di Testolin: in Valle d’Aosta si apre la successione
La Corte d’Appello di Torino conferma l’ineleggibilità di Renzo Testolin per il limite ai mandati previsto dalla legge valdostana. Il Consiglio Valle deve avviare il percorso per eleggere un nuovo presidente e una nuova Giunta; restano da chiarire il calendario e la gestione della fase transitoria.
La Corte d’Appello di Torino ha confermato il 27 ottobre 2026 la decadenza di Renzo Testolin dalla presidenza della Valle d’Aosta: i giudici hanno ribadito la sua ineleggibilità in base al limite ai mandati in Giunta previsto dalla legge regionale. Il Consiglio Valle è chiamato ad avviare la transizione e a eleggere un nuovo presidente e una nuova Giunta. La seduta convocata per il 28 ottobre deve affrontare anche la gestione dei lavori consiliari e la possibilità di esaminare il bilancio consolidato regionale.
In sintesi: la sentenza chiude il grado d’appello, ma non indica chi guiderà il prossimo esecutivo. La scelta spetta al Consiglio regionale e dipende dalla capacità delle forze politiche di trovare una maggioranza. La legge prevede una fase di amministrazione limitata e fissa un termine di sessanta giorni per eleggere il nuovo governo regionale.
Perché la Corte ha dichiarato Testolin ineleggibile
La pronuncia respinge l’appello contro la decisione del Tribunale di Aosta, che il 2 maggio aveva dichiarato Testolin ineleggibile e decaduto. Secondo il resoconto della sentenza della Corte d’Appello depositata il 27 ottobre, i giudici hanno ritenuto che gli incarichi ricoperti da Testolin nella Giunta in legislature consecutive determinassero l’ineleggibilità alla presidenza nella legislatura attuale. La decisione applica una norma valdostana: non introduce una regola valida automaticamente per le altre Regioni.
La difesa aveva contestato, tra l’altro, i tempi e l’ammissibilità del ricorso di primo grado. La Corte ha respinto le contestazioni. La sentenza conferma così la decadenza già dichiarata ad Aosta, ma la decisione giudiziaria non sceglie il successore: questo passaggio resta politico e istituzionale.
Che cosa prevede la legge nella fase transitoria
Il quadro è definito dalla legge regionale 21 del 2007, che disciplina l’elezione del presidente e degli assessori. In caso di decadenza, il Consiglio deve eleggere un nuovo presidente e una nuova Giunta entro sessanta giorni. Nel frattempo la Giunta resta in carica per l’ordinaria amministrazione e può adottare gli atti indifferibili e urgenti; le funzioni di presidente sono assunte dal vicepresidente.
Se entro il termine non si forma una nuova maggioranza, la legge prevede conseguenze che possono condurre allo scioglimento anticipato del Consiglio. Il termine è riferito dalla norma al verificarsi della decadenza, non alla successiva presa d’atto consiliare. La data formale da cui computarlo in questa fase va però chiarita negli atti istituzionali: non è corretto fissarla automaticamente al giorno della seduta del 28 ottobre.
Un precedente mostra perché la presa d’atto dell’Assemblea non equivale a un nuovo giudizio sul merito. Dopo la pronuncia di primo grado del 2 maggio, il Consiglio ne prese atto; il successivo appello sospese gli effetti della decisione e Testolin fu reintegrato. La deliberazione consiliare sul reintegro ricostruisce quel passaggio e il computo dei sessanta giorni assunto allora. Ora la Corte d’Appello ha confermato la decadenza: all’Assemblea spetta recepire la pronuncia e organizzare la transizione, non annullarla o confermarla politicamente.
La successione si decide in Consiglio Valle
In Valle d’Aosta il presidente della Regione è eletto dal Consiglio regionale, non direttamente dagli elettori. Perciò la sentenza apre una trattativa tra le forze consiliari: serve un candidato e una Giunta che ottengano i voti necessari in Aula. La maggioranza dovrà inoltre decidere come mantenere la continuità amministrativa mentre cerca un’intesa.
La seduta del 28 ottobre era stata convocata per affrontare i passaggi istituzionali conseguenti alla sentenza. Secondo la ricostruzione pubblicata quella mattina da una testata locale, tra i temi da chiarire c’era anche se proseguire con il voto sul bilancio consolidato regionale relativo al 2025: un documento contabile riferito alla situazione economica e patrimoniale della Regione e degli enti inclusi nel perimetro di consolidamento. La possibilità di esaminarlo durante la fase transitoria non va confusa con la regola sugli atti urgenti della Giunta: l’organizzazione dei lavori consiliari e l’eventuale voto richiedono valutazioni specifiche.
I prossimi passaggi sono dunque la presa d’atto della pronuncia, la definizione delle attività ammissibili nella fase transitoria e il confronto per eleggere presidente e Giunta entro il termine previsto. Fino alla comunicazione degli esiti consiliari e alla chiarificazione del computo dei sessanta giorni, restano aperti sia il calendario della successione sia l’eventuale prosecuzione dei lavori sul bilancio.
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