Ciclismo
Seixas chiede standard più rigorosi dopo la morte di Tarling
Dopo la morte di Finlay Tarling, Paul Seixas chiede gare più sicure. L’UCI ha approvato nuove regole per le barriere agli arrivi dal 2027; per il tracciamento GPS restano da definire protocolli e tempi.
Paul Seixas chiede standard più rigorosi per organizzare le gare su strada dopo la morte di Finlay Tarling, il corridore britannico di 19 anni investito da un veicolo estraneo alla corsa durante la Volta a Portugal. L’appello del francese arriva mentre l’UCI ha già approvato nuove regole per le barriere negli ultimi 200 metri degli arrivi, ma deve ancora definire come e quando estendere il tracciamento GPS a tutte le gare professionistiche.
Parlando a Canal+ in un’intervista ripresa il 29 ottobre da Cycling Weekly, Seixas ha detto che un corridore investito in gara «non dovrebbe succedere» e ha chiesto standard migliori. Ha aggiunto che la morte di Tarling ha colpito il gruppo e le famiglie. Il suo è un appello, non una proposta tecnica dettagliata né una nuova regola.
Tarling è morto il 14 agosto 2026 in seguito a un incidente nella tappa da Melgaço a Fafe. La radiotelevisione pubblica portoghese RTP ha riferito che il ciclista, rimasto indietro rispetto al gruppo, si è scontrato con un’auto che procedeva in direzione opposta sul percorso; il veicolo non faceva parte della corsa. La tappa fu sospesa. La dinamica va distinta dalle successive decisioni regolamentari dell’UCI: gli interventi approvati riguardano le barriere, mentre il sistema GPS è ancora in fase di definizione.
Dalle proteste dei corridori alle decisioni dell’UCI
Seixas aveva preso parte anche alla protesta di cinque minuti prima del Giro di Lombardia, disputato il 10 ottobre. I corridori fermarono temporaneamente la partenza e chiesero all’UCI e agli organizzatori di intervenire sulle condizioni di sicurezza e sulla gestione dei percorsi. La protesta si è svolta dopo altri episodi con veicoli sul tracciato: Cycling Weekly ha riferito, tra gli altri, di due corridori sfiorati da un’auto al Tour of Britain Women e di una moto della polizia che aveva viaggiato contromano durante la Tre Valli Varesine.
Per gli organizzatori, presidiare ogni accesso è una difficoltà concreta. Kiko García, direttore tecnico della Vuelta a España e dirigente dell’associazione internazionale degli organizzatori, ha detto a Cycling Weekly che una corsa di 200 chilometri può avere, a seconda della zona, «300, 400, 500 strade secondarie» che si immettono sul percorso. È una spiegazione delle complessità operative, non una giustificazione per lasciare accessi non protetti: il compito di definire e applicare le misure resta condiviso tra organizzatori e autorità competenti.
Il Comitato direttivo dell’UCI ha approvato le nuove regole sulle barriere nella riunione di Montréal del 20-22 settembre. Dal 2027, nelle gare UCI WorldTour e UCI Women’s WorldTour, negli ultimi 200 metri prima del traguardo dovranno essere usate barriere conformi agli standard derivati da uno studio dell’Università di Scienze applicate e Arti della Svizzera occidentale, nel Vallese. L’UCI ha precisato che il protocollo sarà messo a disposizione dei produttori. La regola riguarda la protezione nell’area d’arrivo: non disciplina la chiusura delle strade lungo il percorso.
GPS: direzione indicata, modalità ancora da stabilire
Sul tracciamento, il Comitato direttivo ha ribadito la necessità di localizzare in tempo reale corridori e veicoli durante le gare professionistiche, con una prima estensione prevista per WorldTour maschile e femminile. L’UCI ha già impiegato il sistema ai Mondiali su strada di Kigali nel 2025 e lo ha utilizzato di nuovo a Montréal nel 2026. Ma la federazione deve ancora elaborare protocolli, quadro regolamentare e calendario di attuazione: non è stata comunicata una data generale di avvio né un obbligo operativo per tutte le corse.
Il tracciamento potrebbe offrire a chi gestisce la gara informazioni sulla posizione di atleti e mezzi e facilitare la segnalazione di situazioni anomale. Non è però una barriera fisica e, da solo, non impedisce a un veicolo non autorizzato di entrare sul percorso. Per questo non sostituisce il presidio degli accessi, la gestione della viabilità e il coordinamento sul posto: sono misure diverse, che devono essere integrate nell’organizzazione della corsa.
| Intervento | Stato al 30 ottobre 2026 | Ambito |
|---|---|---|
| Standard per le barriere | Approvati; applicazione dalla stagione 2027 | Ultimi 200 metri delle gare WorldTour e Women’s WorldTour |
| Tracciamento GPS | Estensione indicata dall’UCI; protocolli e tempi da definire | Prima fase prevista per WorldTour maschile e femminile |
I prossimi passaggi
Per le barriere, il passaggio successivo è rendere disponibili le specifiche tecniche e applicare la regola nelle gare interessate dal 2027. Per il GPS, l’UCI deve tradurre l’indirizzo approvato in procedure, regole e un calendario. Resta inoltre da seguire l’esito dell’indagine sull’incidente di Tarling. Le due misure federali affrontano aspetti differenti della sicurezza: l’appello di Seixas mantiene aperta la richiesta più ampia di percorsi meglio protetti e gare organizzate con standard più rigorosi.
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