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Cinema

Cinema, il progressivo di ottobre segna +43% di presenze sul 2025

Il riepilogo pubblicato il 27 ottobre conta 4,45 milioni di presenze nel mese, ma il dato è ancora provvisorio. La ricerca ANICA-Ergo mostra una platea tornata vicino ai livelli pre-Covid, con meno ingressi medi per spettatore.

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Illustrazione di poltrone in una sala cinematografica, con le file che proseguono sullo sfondo.
Le presenze nelle sale italiane sono in crescita nel progressivo di ottobre, mentre la frequenza media resta inferiore ai livelli pre-pandemia. Illustrazione generata con intelligenza artificiale. (© Diario del Web / AI)

Nel riepilogo pubblicato il 27 ottobre 2026, le presenze nelle sale italiane per il mese erano arrivate a 4.446.063: il 43% in più rispetto all’ottobre 2025 e il 20% in più rispetto all’ottobre 2024. È un progressivo, non il bilancio definitivo del mese. Il dato, elaborato da CineGuru sui numeri Cinetel e ripreso nel resoconto del 27 ottobre, segnala un mese più forte dei due ottobre precedenti, ma non basta a dire che si sia tornati ad andare al cinema con la stessa frequenza di prima della pandemia.

Il punto è distinguere le presenze dalle persone: ogni biglietto conta come un ingresso, mentre la ricerca Sala e salotto di Ergo Research per ANICA misura anche quante persone diverse sono state in sala e quante volte, in media, sono tornate. Nel confronto con il 2018-2019, il bacino di spettatori è di nuovo vicino ai 30 milioni; gli ingressi medi, però, restano inferiori.

Un progressivo mensile, non il consuntivo di ottobre

Lo stesso riepilogo riporta per ottobre 2026 incassi per 33.954.118 euro, in aumento del 53% sul 2025 e del 27% sul 2024. Questi confronti riguardano un mese ancora in corso rispetto a mesi precedenti conclusi: le percentuali descrivono il progressivo riportato, non un confronto tra periodi di identica durata. Il totale non separa inoltre l’effetto dei singoli film o della programmazione.

Nel fine settimana dal 22 al 25 ottobre, secondo CineGuru, il box office era stato di 6.254.356 euro per 790.540 presenze. Un aggiornamento successivo, relativo a martedì 27 ottobre, ha registrato 724.050 euro d’incasso e 147.762 spettatori, il 23% in meno rispetto a martedì 28 ottobre 2025. È un confronto di una singola giornata, non una misura dell’andamento complessivo del mese; mostra però perché un totale mensile in crescita non equivalga a un aumento uniforme degli ingressi ogni giorno.

Quasi lo stesso pubblico del pre-Covid, ma meno ingressi

La ricerca presentata da ANICA il 22 ottobre confronta finestre di 18 mesi. Tra gennaio 2025 e giugno 2026 sono andate al cinema almeno una volta 29,6 milioni di persone dai 3 anni in su, contro i 29,5 milioni tra gennaio 2018 e giugno 2019. Nel primo periodo sono stati registrati 109 milioni di ingressi, nel secondo 134 milioni: 25 milioni in meno, pari al 19%. La media è passata da 4,5 a 3,7 ingressi per spettatore.

Periodo di 18 mesi Persone al cinema, dai 3 anni Ingressi totali Media ingressi per spettatore
Gennaio 2018 – giugno 2019 29,5 milioni 134 milioni 4,5
Gennaio 2024 – giugno 2025 26,1 milioni 104 milioni 4,0
Gennaio 2025 – giugno 2026 29,6 milioni 109 milioni 3,7

I valori per spettatore sono medie riferite a ciascuna finestra, non il conteggio delle abitudini individuali mese per mese. Le finestre 2024-2025 e 2025-2026 si sovrappongono per sei mesi: lette insieme, mostrano un bacino più ampio e più ingressi rispetto alla finestra precedente, ma non ancora il recupero dei volumi del 2018-2019. Il confronto pre-pandemia resta il più netto: tante persone raggiunte, meno biglietti complessivi.

La ripresa recente e il peso delle diverse fasce d’età

Il quadro non è soltanto di arretramento. Nella prima metà del 2026 le presenze sono state 40,6 milioni, il 19% in più rispetto allo stesso semestre del 2025; nello stesso intervallo gli ingressi medi per spettatore sono rimasti stabili a 1,9. Sui 18 mesi, invece, il confronto con gennaio 2024-giugno 2025 mostra un aumento da 104 a 109 milioni di ingressi e da 26,1 a 29,6 milioni di persone. La frequenza più bassa emerge soprattutto quando il riferimento diventa il periodo pre-Covid.

La ricerca segnala anche un cambiamento nella composizione del pubblico. Nel 2025, su 68,4 milioni di ingressi, gli under 35 hanno rappresentato il 56%; la fascia 15-24 anni è stata l’unica ad aver staccato più biglietti che nel 2019. Gli over 50, pur costituendo circa metà della popolazione, hanno generato il 25% degli ingressi. Sono dati di composizione: non dimostrano che l’età spieghi da sola la minore media complessiva.

La sala è una parte del consumo di film, non il suo totale

Per comprendere il contesto, ANICA ha affiancato ai dati di sala una rilevazione sperimentale di quattro settimane, dal 21 maggio al 17 giugno 2026, su un campione di 7.000 persone dai 15 anni. La stima conta 32,55 milioni di visioni di film sulle offerte a pagamento e 4,206 milioni di ingressi in sala nello stesso periodo. Sono misure diverse: le prime sono stime di visioni ricavate da interviste, i secondi ingressi rilevati da Cinetel. Non vanno lette come un confronto tra persone o come prova che lo streaming causi meno visite al cinema.

Il presidente ANICA Alessandro Usai ha avvertito che «limitare il giudizio sul successo» dei film «al solo dato di Box office è completamente fuorviante»: la ricerca rileva infatti che i film continuano a essere visti anche dopo il passaggio in sala, in particolare sulle offerte a pagamento. Il dato del botteghino resta utile per misurare gli ingressi e gli incassi, ma non descrive da solo tutte le modalità con cui il pubblico guarda i film.

Che cosa chiariranno i prossimi dati

Il progressivo di ottobre fotografa un mese in crescita rispetto agli ottobre precedenti citati; la ricerca ANICA-Ergo mostra invece una frequenza media ancora inferiore al livello del 2018-2019, insieme a una ripresa rispetto alla finestra di 18 mesi precedente. Per capire se il risultato mensile si consoliderà occorre attendere il consuntivo di ottobre. Per valutare un eventuale recupero strutturale serviranno poi confronti omogenei su più periodi, separando il numero di persone raggiunte dal totale dei biglietti venduti.

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