Cinema
È morto Sebastián Lelio, il regista cileno premiato con l’Oscar
Il cineasta è morto a 52 anni. Stava girando Poeta chileno, dopo aver portato il cinema cileno sulla scena internazionale con Gloria e Una donna fantastica.
Sebastián Lelio è morto il 6 novembre 2026, a 52 anni, mentre era impegnato nelle riprese di Poeta chileno, tratto dal romanzo di Alejandro Zambra. La Cineteca Nazionale del Cile ha confermato la scomparsa; la famiglia, secondo l’Associated Press, ha parlato di motivi di salute senza precisare la causa. Non è stato comunicato come proseguirà il film rimasto in lavorazione.
La notizia interrompe il percorso di un regista che aveva portato il cinema cileno a un pubblico internazionale, prima con Gloria e poi con Una donna fantastica, premiato con l’Oscar nel 2018. Dopo quei successi Lelio aveva alternato produzioni cilene e film in lingua inglese, mantenendo al centro personaggi alle prese con identità, legami e pressioni sociali.
Il film in lavorazione: l’adattamento di “Poeta chileno”
Lelio aveva iniziato a girare a settembre l’adattamento di Poeta chileno, romanzo pubblicato da Alejandro Zambra nel 2020. L’Associated Press riferisce che il regista era al lavoro sul progetto al momento della morte; a settembre la televisione pubblica cilena TVN aveva anticipato l’avvio delle riprese e indicato Felipe Zepeda e Clemente Rodríguez tra gli interpreti. Le fonti consultate non chiariscono lo stato del materiale già girato né se la produzione verrà completata.
Prima di questo progetto, il suo ultimo lungometraggio era La Ola, musical cileno presentato al Festival di Cannes nel 2025. La scheda ufficiale del Festival descrive Julia, studentessa di musica coinvolta nelle proteste contro molestie e abusi. Il film intreccia la sua vicenda personale con una mobilitazione collettiva: un ritorno a una storia radicata nella società cilena dopo lavori realizzati anche all’estero.
Da “Gloria” all’Oscar per “Una donna fantastica”
Nato a Mendoza, in Argentina, nel 1974, Lelio si trasferì da bambino in Cile. Il suo primo lungometraggio, La sagrada familia, fu presentato nel 2005. Dopo Navidad ed El año del tigre, la svolta arrivò con Gloria: presentato in concorso alla Berlinale nel 2013, il film racconta una donna divorziata che cerca una nuova relazione e una vita autonoma. La protagonista Paulina García vinse l’Orso d’argento come migliore attrice, come documenta la scheda del festival.
Nel 2017 Lelio diresse Una donna fantastica (Una mujer fantástica), con Daniela Vega nel ruolo di Marina, una donna trans che affronta il lutto per la morte del compagno e l’ostilità di chi contesta la sua identità. Il film vinse nel 2018 l’Oscar allora denominato per il miglior film in lingua straniera; l’archivio ufficiale dell’Academy registra la vittoria del Cile con quel titolo. Fu il primo lungometraggio cileno a ottenere il premio, e il secondo Oscar del Paese dopo il cortometraggio animato Historia de un oso, vincitore nel 2016.
Il riconoscimento contribuì a dare ampia visibilità internazionale a una protagonista trans e a un racconto che affronta discriminazione e dignità senza separare il conflitto sociale dall’esperienza del lutto. Il risultato consolidò la notorietà di Lelio, ma non esaurisce i temi della sua filmografia: nei suoi film ricorrono anche l’autonomia personale, il desiderio e il rapporto tra scelte individuali e regole imposte dall’ambiente.
Una carriera tra Cile e produzioni internazionali
Dopo l’Oscar, Lelio diresse Disobedience, con Rachel Weisz e Rachel McAdams, e Gloria Bell, versione statunitense del film del 2013 con Julianne Moore. Nel 2022 arrivò Il prodigio (The Wonder), con Florence Pugh. Lavorare con cast e produzioni internazionali ampliò la portata della sua carriera; Gloria Bell, in particolare, riprese una storia già raccontata da Lelio in Cile, adattandola a un nuovo contesto.
La sua traiettoria collega così il cinema cileno dei primi film, il riconoscimento nei festival europei e l’Oscar, fino ai progetti realizzati in inglese e al ritorno a una storia ambientata in Cile con La Ola. L’ultimo capitolo, Poeta chileno, resta anche una questione aperta per la produzione: le informazioni disponibili confermano l’avvio delle riprese, ma non indicano quali saranno i prossimi passaggi per portare il film a compimento.
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