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Zucca, acquisti GDO in crescita del 24% nei primi otto mesi

Tra gennaio e agosto 2026 gli acquisti di zucca nella distribuzione moderna sono aumentati del 24% in volume e del 10% in valore. Il confronto con la stima Coldiretti per Halloween richiede cautela: misura un fenomeno più ampio.

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Illustrazione di una zucca intera in primo piano su un banco essenziale di ortaggi.
Una zucca intera richiama la crescita degli acquisti nella distribuzione moderna nei primi otto mesi del 2026, senza attribuirla a Halloween. Illustrazione generata con intelligenza artificiale. (© Diario del Web / AI)

Tra gennaio e agosto 2026 gli acquisti di zucca nella distribuzione moderna italiana sono cresciuti del 24% in volume rispetto allo stesso periodo del 2025, sfiorando le 20mila tonnellate. La spesa ha raggiunto quasi 35 milioni di euro, in aumento del 10%. I numeri sono attribuiti a elaborazioni CSO Italy su dati YouGov per Il Sole 24 Ore e sono riportati in questo articolo pubblicato il 31 ottobre 2026. Il dettaglio della rilevazione non è consultabile nel materiale pubblico reperito.

Il dato segnala un aumento dei volumi più rapido di quello della spesa, ma non dice da solo perché siano stati comprati più ortaggi. Soprattutto, riguarda gli otto mesi precedenti alla parte più intensa della stagione autunnale: non misura l’effetto di Halloween né consente di anticipare il bilancio dell’intero anno.

In breve: i numeri sulla GDO descrivono le vendite nel canale considerato; la “zucca economy” stimata da Coldiretti include anche attività agricole ed esperienze legate ai campi. Le due cifre hanno perimetri diversi e non vanno sommate.

Volumi in crescita più della spesa: che cosa si può dedurre

Se i due tassi di crescita hanno lo stesso perimetro, il rapporto tra aumento dei volumi (+24%) e aumento della spesa (+10%) implica una spesa media per chilogrammo inferiore di circa l’11% rispetto ai primi otto mesi del 2025. È una deduzione matematica dai tassi riportati, non una misura diretta del prezzo dello stesso prodotto: possono incidere anche il mix di varietà, formati e prodotti acquistati. Senza il dettaglio della serie, non è possibile distinguere questi fattori.

Il confronto con il mercato ortofrutticolo offre un altro riferimento, ma non una conferma indipendente del dato sulle zucche. Secondo il report CSO Italy sui consumi di agosto, nei primi otto mesi dell’anno gli acquisti domestici di ortofrutta hanno raggiunto 3,68 milioni di tonnellate, con un aumento del 2% sul 2025; la spesa è salita del 3%. È un aggregato che comprende frutta e verdura, con un perimetro diverso da quello delle vendite di zucca nella distribuzione moderna.

Una crescita decennale, ma non lineare

La ricostruzione pubblicata insieme ai dati 2026 descrive un andamento irregolare. Tra il 2016 e il 2025 i quantitativi di zucca venduti nella GDO sarebbero aumentati del 10%, con un picco nel 2021, una successiva flessione e una ripartenza dal 2024. Nel 2025 i volumi sarebbero cresciuti del 13%, avvicinandosi alle 51mila tonnellate.

Nello stesso arco di dieci anni, sempre secondo quella ricostruzione, il valore delle vendite è aumentato del 52% e il prezzo medio è salito del 38%, fino a 1,63 euro al chilo. Dal 2024, invece, la riduzione dei prezzi avrebbe contribuito alla ripresa degli acquisti. Il pezzo riferisce inoltre che nella GDO acquistano zucche circa 11 milioni di famiglie italiane: il dato descrive la diffusione del prodotto, ma non chiarisce quante di queste famiglie abbiano contribuito alla crescita registrata nel 2026.

La “zucca economy” include più delle vendite nei supermercati

Per il 2026 Coldiretti stima in oltre 30 milioni di euro il valore della “zucca economy” legata ad Halloween. La cifra comprende, oltre alla vendita del prodotto, attività delle aziende agricole come la vendita diretta, le iniziative nei campi e le esperienze per i visitatori. Non è quindi un’altra misura delle vendite nella GDO. La stima è riportata in una ripresa del comunicato Coldiretti del 31 ottobre; nel testo consultato non è illustrato il metodo di calcolo. Anche nel 2025 Coldiretti aveva indicato un valore superiore a 30 milioni, riferendolo a produzione, trasformazione e attività agrituristiche: le due stime, senza una metodologia comune pubblicata, non dimostrano un aumento da un anno all’altro.

Nel comunicato del 2026, Coldiretti riferisce anche una stima iniziale di produzione italiana superiore a 110 milioni di chili, in calo del 15% rispetto all’anno precedente, su dati Istat. Indica inoltre circa 6mila ettari coltivati. Produzione agricola e acquisti nella GDO misurano fasi e quantità diverse della filiera: il calo stimato del raccolto non smentisce la crescita degli acquisti, ma non permette neppure di concludere che la domanda sia stata soddisfatta solo da produzione nazionale.

Halloween pesa sulla stagione, ma il dato annuale non c’è ancora

Secondo la ricostruzione sulle vendite GDO, oltre un terzo degli acquisti si concentra nell’ultimo quadrimestre dell’anno. La stessa fonte riferisce che, in alcune catene, la zucca proposta per Halloween può generare in 15 giorni il 5% del giro d’affari annuo della categoria; non indica però gli operatori né il metodo della stima. Visibilità a scaffale, allestimenti e prodotti stagionali sono descritti come strumenti con cui retailer e produttori valorizzano il prodotto. Sono elementi che aiutano a capire perché Halloween possa avere un ruolo commerciale, ma non isolano il suo effetto sui volumi complessivi.

La previsione di un 2026 con il miglior risultato degli ultimi cinque anni resta perciò condizionata all’andamento dell’ultimo quadrimestre, che include ottobre-dicembre. Alla data del 31 ottobre il dato annuale non è disponibile. Il prossimo passaggio utile sarà il consuntivo delle vendite di fine anno, da confrontare con il 2025 e da leggere tenendo distinti volumi, spesa e canali commerciali.

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