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Energia

Confcommercio: spesa elettrica del terziario a 3,8 miliardi nel terzo trimestre

Nel terzo trimestre 2026 la spesa elettrica delle imprese del terziario è salita del 46,2% su base annua, secondo Confcommercio. Il tetto al gas resta una proposta legata al decreto non approvato.

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Illustrazione di un contatore elettrico in primo piano, con cavi della rete e una facciata commerciale generica sullo sfondo.
La spesa elettrica complessiva delle imprese del terziario è stimata in 3,8 miliardi di euro nel terzo trimestre 2026. Illustrazione editoriale. Illustrazione generata con intelligenza artificiale. (© DiariodelWeb.it / AI)

Nel terzo trimestre 2026 le imprese del terziario hanno speso complessivamente 3,8 miliardi di euro per l’elettricità, il 46,2% in più rispetto allo stesso periodo del 2025 e il 66,4% in più sul trimestre precedente. La stima è attribuita all’Osservatorio Energia di Confcommercio in una nota dell’associazione riportata da Radiocor. Il dato descrive la spesa complessiva del settore: non indica l’aumento della bolletta di ogni singola attività.

Per il gas la spesa complessiva stimata è di 788 milioni di euro, in aumento del 72,7% rispetto al 2025. Confcommercio segnala inoltre che la bolletta mensile media ha sfiorato i 29.700 euro per l’elettricità e superato gli 11mila euro per il gas; per il gas l’aumento medio mensile su base annua è del 66,9%. Sono valori aggregati, che non consentono da soli di ricostruire i costi di una singola impresa.

Voce Spesa stimata nel terzo trimestre 2026 Variazioni riportate
Elettricità 3,8 miliardi di euro; bolletta media mensile vicina a 29.700 euro +46,2% su base annua; +66,4% sul trimestre precedente
Gas 788 milioni di euro; bolletta media mensile oltre 11mila euro Spesa complessiva +72,7% rispetto al 2025; bolletta media mensile +66,9% su base annua

Bar, alberghi e grandi superfici tra gli aumenti segnalati

Tra i comparti, Confcommercio indica rincari del 133% per i bar, del 68% per gli alberghi e del 67% per le grandi superfici di vendita. La fonte consultata non specifica la base temporale di queste tre variazioni, quindi non è possibile attribuire loro un confronto annuale o trimestrale.

L’associazione collega il peso delle bollette ai costi di gestione e alla competitività delle attività. I dati disponibili, tuttavia, non quantificano l’effetto sui margini delle singole imprese né eventuali rincari trasferiti sui prezzi per i clienti: consumi e condizioni di fornitura possono variare da un’attività all’altra.

Il tetto al gas è una proposta, non uno sconto già applicato

Confcommercio valuta positivamente l’ipotesi di fissare a 58,9 euro per megawattora il prezzo del gas usato per produrre elettricità. Secondo l’associazione, la misura potrebbe contribuire a ridurre le bollette «fino al 10%»: è una stima riferita a un intervento proposto, non un risparmio già ottenuto o garantito.

Il tetto ipotizzato riguarda il gas impiegato nella generazione elettrica: non è un limite diretto al prezzo del gas in bolletta per tutte le imprese. L’obiettivo dichiarato è incidere sui costi dell’elettricità, ma l’effetto concreto dipenderebbe dal testo definitivo e dalle regole di applicazione. La ricostruzione del secondo rinvio del decreto Bollette illustra alcuni nodi tecnici e finanziari ancora discussi.

Il Consiglio dei ministri del 5 novembre non ha approvato il decreto. Palazzo Chigi ha indicato la necessità di ulteriori interlocuzioni con l’Unione europea e delle conseguenti verifiche del ministero dell’Economia. Un nuovo esame era atteso per il 9 novembre, ma al 7 novembre il provvedimento non era ancora in vigore. Per gli aggiornamenti sul rinvio, il sito ha già pubblicato un approfondimento sul decreto Bollette rinviato.

Le richieste di Confcommercio

Oltre a un intervento immediato, l’associazione chiede di agire sul meccanismo di formazione dei prezzi dell’elettricità e di ridurne la dipendenza dalle quotazioni del gas. Considera il tetto uno strumento utile soprattutto nelle fasi di emergenza, non sostitutivo di riforme strutturali. Per capire se le misure annunciate potranno incidere sulle spese delle attività, i passaggi concreti da seguire sono l’esame del decreto e la successiva definizione delle modalità operative.

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