Lavoro
Pensioni, Durigon annuncia 850 milioni per la flessibilità: requisiti da definire
Per il 2027 il sottosegretario indica un fondo da 850 milioni e circa 60mila possibili aderenti. Ma non sono ancora definiti requisiti, platea e decorrenza; le cifre differiscono da una precedente ipotesi governativa.
Per il 2027 il governo ha annunciato un fondo da 850 milioni di euro per la flessibilità in uscita dal lavoro. Claudio Durigon, sottosegretario al Lavoro, ha stimato che la misura potrebbe interessare circa 60mila persone e consentire loro di andare in pensione a 64 anni. Ma il meccanismo deve ancora essere definito: l’annuncio non apre una procedura e non specifica chi potrà presentare domanda, con quali requisiti o da quando.
Nell’intervista pubblicata il 28 ottobre 2026, Durigon ha detto che le risorse sono state previste nella manovra e che su questa base sarà costruita la norma per l’uscita a 64 anni. Lo stesso giorno Matteo Salvini ha affermato che il fondo sarà definito nelle settimane successive. Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge di Bilancio 2027, ma il testo e i prospetti della misura non sono tra i documenti consultati: al momento, quindi, la dotazione e la platea restano informazioni riferite dai rappresentanti del governo, non condizioni d’accesso già operative.
Che cosa è stato annunciato e che cosa manca
| Elemento | Quanto è stato riferito | Che cosa non è ancora definito |
|---|---|---|
| Risorse | 850 milioni di euro per il 2027, secondo Durigon. | La disposizione normativa e i relativi prospetti finanziari. |
| Possibili aderenti | Circa 60mila, nella stima del sottosegretario. | La platea costruita sulla base di requisiti verificabili e il metodo della stima. |
| Età obiettivo | Uscita a 64 anni, indicata da Durigon e Salvini. | Eventuali requisiti anagrafici diversi o adeguamenti legati alle regole pensionistiche. |
| Accesso e importo | Il governo parla di flessibilità in uscita; non è stato illustrato il calcolo della nuova prestazione. | Anzianità contributiva, categorie ammesse, eventuale ricalcolo dell’assegno, decorrenza e modalità di domanda. |
La dotazione indicata non equivale a un importo individuale da ripartire tra i lavoratori: da sola non permette di calcolare né il valore della pensione né quante persone riusciranno effettivamente ad accedere. Anche la stima dei 60mila aderenti è attribuita a Durigon; nell’intervista non è accompagnata da un metodo di calcolo.
Che cosa prevede già la pensione a 64 anni
L’età di 64 anni non è una soglia generale valida per tutti. Esiste già la pensione anticipata contributiva, riservata a chi ha iniziato a versare contributi dal 1° gennaio 1996. Per il 2027 l’INPS indica 64 anni e un mese e almeno 20 anni e un mese di contribuzione effettiva; è inoltre richiesto che la prima rata raggiunga una soglia minima collegata all’assegno sociale. Per le donne con figli la soglia è ridotta. La decorrenza è prevista dopo una finestra di tre mesi e, fino al raggiungimento dell’età per la pensione di vecchiaia, l’importo è soggetto a un limite massimo. I dettagli sono riportati nella scheda INPS sulla pensione anticipata.
Il canale attuale riguarda dunque chi ricade interamente nel sistema contributivo e rispetta le condizioni previste. L’annuncio di una nuova flessibilità non chiarisce se la platea sarà estesa anche a chi ha contributi versati prima del 1996, né se verranno modificati il calcolo dell’assegno o la soglia minima. Sono proprio queste condizioni a determinare l’effetto concreto per i lavoratori: avere 64 anni, da solo, non basterebbe a stabilire il diritto alla pensione.
Un’ipotesi precedente aveva numeri e condizioni diversi
La proposta era stata descritta in modo più dettagliato a settembre. In un resoconto del 17 settembre, l’ANSA riferiva di un’ipotesi governativa triennale che avrebbe esteso l’uscita a 64 anni anche a lavoratori con contributi anteriori al 1996, applicando il calcolo interamente contributivo. Nello stesso resoconto erano riportate stime di circa 80mila possibili pensionamenti nel primo anno e 180mila nel triennio, con un costo superiore a 1,6 miliardi l’anno e di circa 5 miliardi nel triennio. Restavano allora da chiarire anche gli anni di contribuzione richiesti e l’eventuale riduzione della soglia minima dell’assegno. Sono cifre e condizioni riferite a quell’ipotesi, non parametri confermati per il fondo ora annunciato.
Il confronto segnala una questione ancora aperta: a settembre si parlava di 80mila persone nel primo anno e di un intervento pluriennale; il 28 ottobre Durigon ha indicato circa 60mila potenziali aderenti e 850 milioni per il 2027. Le informazioni disponibili non consentono di stabilire se si tratti di una revisione della stessa proposta o di un meccanismo diverso, né di confrontare le stime su basi omogenee. La precedente ricostruzione è disponibile nel resoconto dell’ANSA sull’ipotesi di settembre.
La misura non è ancora richiedibile
Il via libera del Consiglio dei ministri al disegno di legge di Bilancio non rende automaticamente operative le misure annunciate: il provvedimento deve affrontare l’esame parlamentare. Per il fondo pensionistico serviranno inoltre le regole che precisano platea, contributi richiesti, eventuali effetti sull’assegno e decorrenza. Fino alla pubblicazione e all’approvazione delle disposizioni applicabili, non è possibile sapere chi potrà lasciare il lavoro a 64 anni né valutare l’importo della pensione. Il prossimo passaggio utile per i lavoratori sarà quindi la lettura del testo della manovra e delle successive norme attuative, non la presentazione di una domanda sulla base dell’annuncio.
Continua a leggere le notizie di DiariodelWeb.it e segui la nostra pagina Facebook