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Lavoro

Manovra 2027, il ddl propone 6.974 posti scolastici in meno

Il disegno di legge propone dal 2027/28 4.925 posti in meno per i docenti e 2.049 per il personale ATA. I risparmi stimati sono 83,9 milioni nel 2027 e 251,7 milioni annui dal 2028; la misura deve ancora completare l’iter parlamentare.

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Illustrazione di una docente davanti agli studenti in un’aula scolastica.
Un’aula scolastica rappresenta il contesto della proposta di riduzione degli organici di docenti e personale ATA dal 2027/28. Illustrazione generata con intelligenza artificiale. (© Diario del Web / AI)

Il disegno di legge della manovra 2027 propone di ridurre di 6.974 posti gli organici della scuola statale dall’anno scolastico 2027/28: 4.925 nell’organico dell’autonomia dei docenti e 2.049 nel personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA). La relazione tecnica quantifica i risparmi in 83,9 milioni di euro nel 2027 e 251,7 milioni annui dal 2028, secondo i dettagli ricostruiti da LaPresse sulla base del disegno di legge e delle tabelle allegate.

La riduzione è una proposta, non una misura già entrata in vigore. Il Consiglio dei ministri ha approvato il ddl il 28 ottobre; il 30 ottobre il presidente della Repubblica ha autorizzato la presentazione alle Camere, come registra la scheda ufficiale del Quirinale sul disegno di legge di Bilancio 2027. Il Parlamento dovrà esaminarlo e approvarlo: durante l’iter le disposizioni possono essere modificate.

Come si compone la riduzione proposta

La norma interviene sulle dotazioni organiche, cioè sul numero di posti previsto per le diverse categorie di personale. I 4.925 posti riguardano l’organico dell’autonomia dei docenti; i 2.049 sono attribuiti al personale ATA nella ricostruzione della disposizione e della relazione tecnica. Il dato nazionale, però, non stabilisce come la riduzione sarebbe ripartita tra territori, scuole e singoli profili professionali.

Personale Riduzione già prevista dalla legge di Bilancio 2025 Ulteriore riduzione proposta dal 2027/28
Docenti 5.660 posti dal 2025/26 4.925 posti
Personale ATA 2.174 posti dal 2026/27 2.049 posti

Le riduzioni precedenti sono state disposte dalla legge 30 dicembre 2024, n. 207: il testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale riporta le decorrenze e i contingenti. La proposta del 2027 si aggiungerebbe a quelle misure, senza sostituirle. I due interventi hanno decorrenze diverse: non vanno quindi presentati come un unico taglio simultaneo di posti in un solo anno scolastico.

Risparmi stimati, non ancora realizzati

La relazione tecnica stima un risparmio di 83,9 milioni di euro nel 2027 e di 251,7 milioni all’anno dal 2028. Sono importi riferiti agli anni finanziari, mentre la riduzione degli organici decorrerebbe dall’anno scolastico 2027/28: la stima per il 2027 non significa che l’intero effetto annuale si realizzi già in quell’anno.

La proposta riguarda il numero dei posti, ma non annuncia di per sé licenziamenti. Può incidere sulle disponibilità per le assunzioni e sulla consistenza degli organici; le conseguenze concrete dipenderanno dal testo definitivo e dai criteri con cui i contingenti verranno applicati. Anche gli eventuali effetti su supplenze, organizzazione didattica e servizi delle segreterie restano da determinare.

Un aspetto da distinguere è la regola generale sul turnover al 75% prevista per altre amministrazioni: secondo l’analisi di Orizzonte Scuola, la limitazione generale non si applicherebbe direttamente alle assunzioni del comparto scolastico, che restano regolate da norme specifiche. Questa distinzione non cambia il contenuto della proposta sugli organici: il ddl prevede comunque la riduzione aggiuntiva dei posti scolastici.

Le critiche e le richieste di modifica

Irene Manzi, responsabile scuola del Partito democratico, ha contestato la riduzione e annunciato: «Presenteremo emendamenti per cancellare questa norma». Tra i rischi che indica ci sono ricadute sull’inclusione, sul recupero degli apprendimenti e sul funzionamento delle segreterie. Sono valutazioni politiche sugli effetti attesi, non risultati già accertati; la sua posizione è riportata da Tecnica della Scuola.

Anche il sindacato ANIEF ha criticato la misura e chiesto chiarezza sui criteri di distribuzione, in particolare sulla possibile incidenza sui posti di sostegno. Il presidente nazionale Marcello Pacifico ha definito la riduzione una scelta inaccettabile; le ricadute indicate dal sindacato sono preoccupazioni e richieste, non effetti già misurati. La presa di posizione è riportata da Orizzonte Scuola. La Flc Cgil ha a sua volta contestato i tagli nell’ambito delle critiche alla manovra, secondo la ricostruzione di Orizzonte Scuola sulle posizioni della Cgil e della Flc Cgil.

Che cosa resta da stabilire

Il testo disponibile non consente di sapere quali regioni, scuole, classi di concorso o profili ATA sarebbero interessati in misura maggiore. Per i docenti, il riferimento all’organico dell’autonomia non specifica la distribuzione tra posti comuni, di sostegno e di potenziamento; per il personale ATA occorre attendere i criteri applicativi. Non è quindi possibile quantificare ora l’impatto su un singolo istituto.

I prossimi passaggi sono l’avvio e lo svolgimento dell’esame parlamentare, la presentazione degli eventuali emendamenti e il voto sul testo definitivo. Solo dopo l’approvazione e la definizione delle modalità di riparto si potrà stabilire se i numeri resteranno invariati e come si tradurranno negli organici delle scuole.

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