Lavoro
Electrolux, Urso fissa al 3 novembre il termine per l’intesa: i contratti di espansione restano aperti
Il confronto al Mimit è previsto il 2 e 3 novembre, prima delle decisioni del board mondiale. L’accordo industriale non c’è ancora e i fondi per i contratti di espansione dipenderanno dalla manovra.
Adolfo Urso indica martedì 3 novembre come termine per cercare un’intesa tra Electrolux, governo e sindacati sul futuro degli stabilimenti italiani. Il confronto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) dovrebbe partire lunedì 2 novembre nel pomeriggio e proseguire a oltranza, prima delle decisioni del board mondiale del gruppo sulla ristrutturazione. La scadenza è un obiettivo negoziale, non un accordo già raggiunto né una garanzia per i lavoratori.
Il ministro lo ha dichiarato in un’intervista al Gazzettino, ripresa il 1° novembre dall’agenzia ANSA. Secondo Urso, il consiglio mondiale di Electrolux si riunirà subito dopo la scadenza per assumere decisioni nell’ambito del piano straordinario di ristrutturazione.
Che cosa c’è sul tavolo e che cosa manca
Il confronto deve ancora portare a una soluzione industriale condivisa e sostenibile. Urso ha detto che il governo punta a mettere al riparo gli stabilimenti italiani; questa è la posizione dell’esecutivo, non l’esito della trattativa. Nell’ultimo quadro reso pubblico dal Mimit, il 5 ottobre, Electrolux aveva presentato elementi di una nuova proposta: nessuna chiusura, un percorso di reindustrializzazione per il sito di Cerreto d’Esi, uscite volontarie incentivate nell’arco di tre anni, ammortizzatori sociali e nuovi investimenti. Il ministero aveva indicato come obiettivo una soluzione ancora da definire con le parti.
La vertenza interessa siti distribuiti in cinque regioni: Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Marche ed Emilia-Romagna. Perciò l’intesa, se sarà raggiunta, dovrà tradurre gli impegni industriali in prospettive concrete per stabilimenti e occupazione in territori diversi. Il comunicato del Mimit del 5 ottobre descriveva la proposta allora illustrata dall’azienda; non certifica che quei punti siano già diventati un accordo definitivo.
Contratti di espansione: il rifinanziamento non è deciso
Tra le richieste sindacali c’è il rifinanziamento dei contratti di espansione, strumento che può accompagnare riorganizzazioni aziendali e percorsi di ricambio generazionale. Urso ha riferito di averne parlato con la ministra del Lavoro Marina Calderone, ma ha legato l’eventuale copertura alle risorse disponibili e alle scelte della legge di bilancio. Al 1° novembre, quindi, non è annunciato uno stanziamento né una misura già operativa per Electrolux.
Il punto è rilevante perché una richiesta al tavolo non equivale a una decisione di spesa: servono risorse e una scelta formalizzata nell’iter della manovra. Anche un’intesa aziendale, da sola, non renderebbe disponibile un finanziamento pubblico non ancora approvato.
Il passaggio successivo dipende dal gruppo
La trattativa è compressa nei tempi perché il board mondiale deve decidere sulla riorganizzazione del gruppo. Se governo, azienda e sindacati trovassero un’intesa entro il 3 novembre, questa potrebbe offrire una base al confronto con il consiglio; non è però possibile anticipare quali decisioni prenderà Electrolux o se recepirà integralmente gli eventuali impegni. Se invece il negoziato non si chiudesse, resterebbero da chiarire i tempi e le modalità dei passaggi successivi: nelle informazioni disponibili non è indicata una procedura alternativa.
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