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Cina e Usa, telefonata sul commercio: Washington chiede impegni di Busan
Il 6 novembre He Lifeng ha parlato in videoconferenza con Scott Bessent e Jamieson Greer. Washington chiede progressi su acquisti agricoli e minerali critici; Pechino contesta le restrizioni Usa. I comunicati non annunciano una nuova intesa.
Washington chiede a Pechino di tradurre in risultati concreti gli impegni commerciali assunti a Busan, con particolare attenzione agli acquisti agricoli e alle terre rare. È il messaggio portato dal segretario al Tesoro Scott Bessent e dal rappresentante commerciale Jamieson Greer al vicepremier cinese He Lifeng, nella videoconferenza del 6 novembre 2026. Il resoconto del Tesoro e quello dell’Ufficio del rappresentante commerciale Usa descrivono le richieste americane; la nota cinese segnala invece le proteste di Pechino per le restrizioni commerciali statunitensi. Nessuna delle comunicazioni annuncia un nuovo accordo o un calendario operativo condiviso.
La nota del Tesoro statunitense sulla telefonata dice che i tre interlocutori hanno discusso i rapporti economici bilaterali e l’attuazione degli accordi di Busan. Bessent ha richiamato la necessità che la Cina rispetti «pienamente e immediatamente» gli impegni e ha menzionato preoccupazioni per recenti azioni cinesi. Il comunicato non specifica quali siano queste ultime né riferisce decisioni prese durante la chiamata.
Il resoconto dell’Ufficio del rappresentante commerciale Usa precisa i settori indicati da Greer: acquisti di prodotti agricoli, terre rare e altri minerali critici. È la posizione di Washington sulla verifica degli impegni, non l’annuncio di nuove concessioni cinesi. Dal canto suo, il ministero degli Esteri cinese riferisce che He ha espresso «seria preoccupazione» per le recenti misure commerciali restrittive statunitensi. La nota di Pechino parla di un confronto franco e costruttivo e dell’intenzione di continuare a usare il meccanismo bilaterale di consultazione per gestire le divergenze; non offre una ricostruzione condivisa dei singoli scambi.
Che cosa comprendono gli impegni di Busan
Il riferimento è all’intesa annunciata dopo l’incontro tra Donald Trump e Xi Jinping a Busan, in Corea del Sud, nell’ottobre 2025. La scheda pubblicata dalla Casa Bianca il 1° novembre 2025 attribuisce alla Cina impegni su controlli all’esportazione di terre rare e minerali critici, acquisti di soia statunitense e sospensione di alcune misure tariffarie e non tariffarie di ritorsione. La stessa scheda elenca contromisure statunitensi, tra cui la sospensione per un anno di alcune restrizioni. È una descrizione ufficiale americana: non equivale a un testo completo e congiunto dell’intesa.
Il tema è rimasto nell’agenda anche dopo gli incontri e le consultazioni del 2026. A settembre, secondo il resoconto cinese dei risultati della visita di Xi negli Stati Uniti, i due presidenti hanno sostenuto il lavoro del meccanismo di consultazione economica e commerciale, compresa la creazione e l’attività del Board of Trade e un’intesa per ridurre reciprocamente i dazi su prodotti per un valore indicato di 30 miliardi di dollari. Nello stesso mese la Casa Bianca ha riferito che le parti avevano concordato raccomandazioni per un trattamento tariffario più favorevole su beni non sensibili e che continuavano a lavorare sulle preoccupazioni statunitensi relative alle forniture di minerali critici.
Questi passaggi aiutano a distinguere le intese precedenti dalla telefonata del 6 novembre: il confronto tra i funzionari si inserisce in un processo già in corso, ma i comunicati della chiamata non annunciano l’approvazione di nuove misure, né chiariscono in che modo o entro quando debbano essere attuate quelle richiamate da Washington. Anche l’eventuale riduzione dei dazi descritta nei documenti di settembre va distinta da un risultato della telefonata: non risulta annunciata come decisione presa il 6 novembre.
Il nodo resta la verifica, non una svolta annunciata
Per gli Stati Uniti, la telefonata serve a sollecitare progressi verificabili sugli impegni che riguardano agricoltura e minerali strategici. Pechino mette in evidenza le restrizioni imposte da Washington e la prosecuzione del dialogo. Le due versioni confermano il contatto e i temi generali, ma non forniscono una trascrizione comune né documentano concessioni reciproche o scadenze concordate. Anche il quadro pubblico degli impegni di Busan resta parziale: i dettagli consultati provengono da comunicazioni ufficiali delle singole parti, non da un testo bilaterale completo.
Le dichiarazioni citano settori rilevanti per il commercio e le catene di approvvigionamento, ma non documentano effetti immediati della telefonata per imprese italiane o europee. Per valutare se il confronto produrrà cambiamenti concreti occorreranno comunicazioni successive che specifichino gli impegni, le modalità di attuazione e le verifiche. Per ora, il passaggio successivo indicato dalle parti è mantenere aperto il canale di consultazione.
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