Europa
Ucraina, attacchi russi lasciano centinaia di migliaia di famiglie senza elettricità
Zelensky riferisce danni alla rete elettrica in quattro regioni ucraine. Mosca segnala danni a un impianto nel distretto di Kstovo, senza identificarlo.
Nella notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre 2026, gli attacchi russi hanno colpito infrastrutture energetiche in quattro regioni ucraine e lasciato senza elettricità centinaia di migliaia di famiglie, secondo il presidente Volodymyr Zelensky. Nelle stesse ore, il governatore della regione russa di Nižnij Novgorod ha riferito danni a un impianto industriale dopo un attacco con droni attribuito a Kiev. Le autorità non hanno identificato pubblicamente il sito russo colpito.
Nel messaggio diffuso su Telegram, Zelensky ha indicato le regioni di Dnipropetrovsk, Vinnycja, Žytomyr e Chmel’nyc’kyj e ha citato sottostazioni, trasformatori e linee elettriche. Ha aggiunto che le squadre di riparazione erano al lavoro. Il numero delle famiglie senza corrente e la ricostruzione dei danni sono dichiarazioni delle autorità ucraine, non verifiche indipendenti.
La versione ucraina sui droni lanciati da Mosca
L’aeronautica ucraina ha dichiarato che la Russia ha lanciato 433 droni dall’inizio della sera di sabato e che 371 sono stati abbattuti o neutralizzati. Il dato è stato riportato anche dall’Associated Press; non equivale a una verifica autonoma del numero di velivoli impiegati o degli esiti dell’intercettazione.
Zelensky ha descritto l’attacco come parte della pressione sulla rete energetica in vista dell’inverno. Le interruzioni di corrente sono la conseguenza immediata riferita da Kiev; le informazioni disponibili non precisano per quanto tempo dureranno né quali aree siano rimaste senza servizio.

Nižnij Novgorod: danni confermati dal governatore, obiettivo non identificato
Il governatore Gleb Nikitin ha parlato di un attacco di grandi dimensioni nel distretto di Kstovo e di danni «significativi» a un’impresa industriale. Secondo RFE/RL, ha riferito che oltre 100 droni sono stati distrutti nella regione e che, al momento del suo aggiornamento, non risultavano vittime.
Immagini e resoconti circolati sui media russi hanno indicato un incendio alla raffineria Lukoil di Kstovo. Tuttavia, la ricostruzione Reuters riferisce che le autorità regionali non hanno nominato l’impianto; anche l’Associated Press segnala che la raffineria è stata indicata da media russi, non dal governatore. L’identificazione del bersaglio resta quindi da confermare.
Il ministero della Difesa russo ha dichiarato di aver abbattuto complessivamente 235 droni ucraini nelle regioni russe durante la notte. È un conteggio distinto da quello fornito dal governatore per Nižnij Novgorod e, come gli altri bilanci militari diffusi dalle parti, non è stato verificato autonomamente. Kiev, dal canto suo, ha rivendicato anche un attacco contro un impianto nella regione russa di Rostov: Mosca non aveva commentato questa operazione nei resoconti disponibili il 1° novembre.
Una tregua locale non ha fermato gli attacchi a distanza
Il bombardamento è avvenuto mentre era in vigore, nel suo ultimo giorno, una tregua circoscritta all’area di Oleshky, nella regione ucraina di Cherson. La pausa locale non riguardava il resto del fronte: secondo l’Associated Press, gli attacchi aerei sono proseguiti altrove. Per l’Ucraina, i blackout rendono concreta la vulnerabilità delle infrastrutture civili all’avvicinarsi della stagione fredda. Le informazioni raccolte non documentano invece conseguenze dirette sugli approvvigionamenti o sui prezzi dell’energia in Italia.
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