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Contship Jet colpita da droni, salvati 18 marinai: Bulgaria, Romania e Turchia chiedono lo stop agli attacchi

Il cargo è stato attaccato al largo della Bulgaria mentre a Sofia i ministri della Difesa dei tre Paesi discutevano la sicurezza del Mar Nero. Tutti i 18 marinai sono stati soccorsi; i governi chiedono lo stop agli attacchi e indicano nuove forme di coordinamento, ancora da tradurre in misure operative.

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Illustrazione di una nave cargo affiancata da un’unità di soccorso e da una scialuppa nel Mar Nero.
Una nave cargo e un’unità di soccorso nel Mar Nero, richiamo all’attacco alla Contship Jet e al salvataggio del suo equipaggio. Illustrazione generata con intelligenza artificiale. (© Diario del Web / AI)

La nave cargo Contship Jet, battente bandiera liberiana e diretta da Haifa a Costanza, è stata colpita da droni il 28 ottobre nel Mar Nero, al largo della costa bulgara. Tutti i 18 membri dell’equipaggio sono stati salvati. L’attacco è avvenuto mentre a Sofia erano riuniti i ministri della Difesa di Bulgaria, Romania e Turchia: al termine dell’incontro, i tre Paesi hanno condannato gli attacchi alle navi commerciali e ne hanno chiesto l’immediata cessazione.

La responsabilità dell’attacco alla Contship Jet non risulta accertata nelle fonti consultate. I governi hanno indicato la necessità di cooperare più rapidamente sulla sicurezza marittima, ma non hanno pubblicato dettagli sufficienti per descrivere un nuovo sistema di risposta come già operativo.

Dall’allarme al soccorso dei 18 marinai

Il ministero bulgaro dei Trasporti riferisce che il centro di coordinamento dei soccorsi marittimi di Costanza ha ricevuto la segnalazione alle 12:01, ora locale. La nave aveva lasciato Haifa, in Israele, ed era diretta al porto rumeno di Costanza; secondo i dati forniti dall’equipaggio, trasportava 421 container. Il ministero non specifica che cosa contenessero.

Il ministro bulgaro della Difesa Dimitar Stoyanov ha detto che la nave era stata colpita da tre droni. Secondo la ricostruzione di Radio Bulgaria, la nave cisterna inviata in assistenza non era l’unica presenza nell’area: durante l’evacuazione un altro drone si sarebbe diretto verso i marinai in mare.

Ora Operazione di soccorso
12:01 Il centro di soccorso di Costanza riceve la segnalazione.
12:13 L’equipaggio abbandona la nave.
12:53 Otto marinai sono a bordo di un’unità della Marina bulgara; gli altri dieci si trovano ancora sulla scialuppa.
Comunicazione successiva Il ministero bulgaro conferma il salvataggio di tutti e 18 e il trasferimento verso Varna.

Per la ricerca e il soccorso sono state inviate tre unità della Marina bulgara e una della Guardia di frontiera. Le fonti disponibili riportano due indicazioni diverse sulla posizione: il ministero dei Trasporti parla di circa 17 miglia nautiche a est di capo Kaliakra; Stoyanov, secondo Radio Bulgaria, di circa 21 miglia a sud-est di Shabla. Le due descrizioni sono entrambe riferite dalle rispettive fonti e non vengono qui ricondotte a una sola misura.

Che cosa hanno deciso — e che cosa resta da definire

Al vertice hanno partecipato Stoyanov, il ministro rumeno Ștefan-Radu Oprea e il ministro turco Yașar Güler, insieme ai vertici militari. Prima dei colloqui, Stoyanov aveva anticipato la proposta di un meccanismo di coordinamento per reagire più rapidamente alle situazioni che minacciano la sicurezza nel Mar Nero. Dopo l’incontro, i resoconti della dichiarazione bulgara indicano un’intesa per rafforzare lo scambio di informazioni, la consapevolezza di ciò che accade in mare e le capacità di allerta.

Il ministro rumeno Oprea ha detto che gli attacchi alle navi commerciali richiedono una risposta coordinata in mare e in aria. Güler ha invitato le parti alla prudenza e ha affermato che le forze armate turche, bulgare e rumene dispongono di capacità per intervenire. Sono posizioni politiche espresse dopo il vertice: le informazioni pubblicate non precisano regole d’ingaggio, catene di comando, risorse assegnate o tempi per rendere operativo un dispositivo comune.

I ministri hanno inoltre previsto di proseguire il confronto con un incontro politico a Bucarest e uno, a livello di esperti militari, ad Ankara. Non sono state comunicate date. La dichiarazione sugli esiti è stata consultata attraverso un resoconto giornalistico che la attribuisce al ministero bulgaro della Difesa; il testo integrale del comunicato non è disponibile tra le fonti esaminate.

Un precedente: la cooperazione antimine nel Mar Nero

Bulgaria, Romania e Turchia hanno già una struttura navale comune, ma nata con compiti specifici. Il gruppo MCM Black Sea, operativo dal 1° luglio 2024, è stato istituito per contribuire alla libertà di navigazione con attività di sorveglianza, neutralizzazione delle minacce al traffico marittimo e operazioni di ricerca e soccorso. A luglio 2026 i tre Paesi hanno ampliato le missioni includendo la protezione delle infrastrutture sottomarine, come spiega il ministero della Difesa rumeno.

Questo precedente mostra che la cooperazione trilaterale dispone già di un quadro e di attività regolari, ma non dimostra che il gruppo antimine possa rispondere agli attacchi con droni. L’eventuale meccanismo di coordinamento discusso a Sofia è un dossier distinto: il suo rapporto con le strutture esistenti e le sue capacità concrete non sono stati chiariti.

Una serie di attacchi, senza attribuzione accertata per la Contship Jet

L’episodio si inserisce in una fase di attacchi ripetuti contro navi commerciali nel Mar Nero. Radio Bulgaria ha definito la Contship Jet la quinta nave presa di mira da droni nella zona economica esclusiva bulgara. In precedenti episodi di ottobre, riferisce l’Associated Press, una nave è affondata e un’altra è stata evacuata; l’agenzia riporta anche un attacco a una nave cargo al largo della Romania, concluso con l’affondamento e la morte di due persone. Sono casi distinti dall’attacco del 28 ottobre e non chiariscono chi abbia colpito la Contship Jet.

La distinzione sull’attribuzione è essenziale: il fatto documentato per questa nave è l’attacco riferito dal ministro bulgaro e dalle autorità di soccorso; le fonti consultate non identificano chi lo abbia compiuto. La Bulgaria aveva già dichiarato, in relazione a precedenti episodi, che mancavano prove conclusive per attribuire gli attacchi. Anche le posizioni espresse in altri casi da governi o rappresentanti non costituiscono una prova sulla responsabilità di questo episodio.

Che cosa cambia per la navigazione

La Contship Jet era diretta a un porto rumeno, ma le fonti consultate non riferiscono interruzioni delle rotte commerciali né conseguenze dirette per l’Italia. Il rischio concreto emerso dall’incidente riguarda l’incolumità degli equipaggi: i marinai hanno dovuto abbandonare una nave colpita mentre un drone minacciava l’area della scialuppa. Per i Paesi rivieraschi, l’urgenza è quindi duplice: poter soccorrere rapidamente chi si trova in pericolo e condividere informazioni utili mentre l’evento è ancora in corso.

Il prossimo passaggio annunciato è la prosecuzione del dialogo a Bucarest e ad Ankara. Solo quando saranno comunicati contenuti, responsabilità e tempi del coordinamento si potrà valutare se l’intesa politica produrrà procedure operative nuove. Nel frattempo, il gruppo MCM Black Sea resta una cooperazione già esistente con missioni proprie, non la prova di una risposta comune agli attacchi con droni.

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