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Attacco russo su Kyiv: cinque feriti e danni al Ponte Nord
Nella notte tra il 6 e il 7 novembre missili e droni hanno colpito Kyiv. Il sindaco riferisce cinque feriti nella capitale; Zelensky parla di nove in tutto il Paese. Danneggiato e chiuso il Ponte Nord, mentre si segnalano disagi ai servizi.
Nella notte tra venerdì 6 e sabato 7 novembre 2026, un attacco russo con missili e droni ha colpito Kyiv e altre zone dell’Ucraina. Il sindaco Vitali Klitschko ha riferito di cinque feriti nella capitale, compresa una ragazza di 14 anni; due persone sono state ricoverate. Il presidente Volodymyr Zelensky ha indicato invece nove feriti complessivi nel Paese. Il Ponte Nord, che attraversa il Dnipro, è stato danneggiato e chiuso al traffico in entrambe le direzioni. Le autorità cittadine hanno segnalato inoltre disagi alle forniture di elettricità, acqua e riscaldamento.
Il bilancio iniziale dei feriti a Kyiv è riportato nel resoconto ucraino sull’attacco e sui danni al ponte. I due numeri sui feriti riguardano ambiti diversi: cinque nella capitale, nove in tutto il Paese secondo Zelensky. Alcuni aggiornamenti successivi citano sei feriti a Kyiv, ma le fonti consultate per questa revisione non consentono di confermare quel dato come bilancio definitivo.
Missili e droni: il bilancio provvisorio della difesa aerea
L’Aeronautica militare ucraina ha riferito di 172 droni impiegati nell’attacco e di un numero non precisato di missili. Nel bollettino diffuso alle 9, ora locale, ha comunicato che la difesa aerea aveva abbattuto o neutralizzato quattro missili e 149 droni; alcune operazioni erano ancora in corso. Il dato è quindi provvisorio e non equivale a un conteggio finale degli ordigni lanciati o dei danni provocati. Zelensky ha fornito una cifra distinta: 36 missili balistici, diretti contro Kyiv e la regione circostante. Anche questa è una dichiarazione del presidente ucraino, non una verifica indipendente.
Il giorno prima, in un messaggio diffuso dalla presidenza ucraina, Zelensky aveva detto che l’intelligence segnalava la preparazione di un nuovo attacco contro infrastrutture energetiche, ponti sul Dnipro e obiettivi civili. La successione degli eventi non dimostra, da sola, quale fosse lo scopo specifico del raid.
| Dato | Quanto riferito | Attribuzione e limite |
|---|---|---|
| Feriti a Kyiv | 5 | Bilancio riferito dal sindaco; due persone ricoverate, tra i feriti una ragazza di 14 anni. |
| Feriti in Ucraina | 9 | Dato complessivo comunicato da Zelensky. |
| Droni impiegati | 172 | Dato dell’Aeronautica ucraina. |
| Obiettivi neutralizzati entro le 9 | 149 droni e 4 missili | Bilancio provvisorio dell’Aeronautica; le operazioni erano ancora in corso. |
Il Ponte Nord chiuso, danni alle reti e servizi sotto pressione
Secondo Klitschko, sul Ponte Nord sono stati danneggiati il manto stradale, i cavi della linea di contatto dei filobus e una linea elettrica. Le squadre municipali hanno avviato gli interventi, ma le comunicazioni disponibili non fissano un orario di riapertura. La chiusura interrompe un collegamento stradale importante per attraversare il Dnipro; non è stata resa nota una stima completa delle persone coinvolte nei disagi alla mobilità.
Klitschko ha riferito anche danni a impianti energetici nelle regioni di Kyiv e Žytomyr, con ripercussioni sulle forniture di elettricità e sui sistemi cittadini di riscaldamento e acqua. Le autorità non hanno quantificato quante persone siano rimaste senza servizio né indicato quando le forniture saranno pienamente ripristinate. La capitale aveva già affrontato interruzioni dopo gli attacchi alle infrastrutture energetiche di inizio novembre, come ricostruito nell’aggiornamento sui blackout in Ucraina del 1° novembre.
Il ministero della Difesa russo ha dichiarato di aver preso di mira il Ponte Nord, sostenendo che fosse usato per trasferire armi e materiale militare alle forze ucraine. È la motivazione fornita da Mosca: le informazioni disponibili non verificano in modo indipendente quale funzione svolgesse il ponte al momento dell’attacco.
Abu Dhabi: date annunciate, ma resoconti non coincidenti
Il raid si inserisce nella settimana in cui sono attesi nuovi colloqui trilaterali tra Ucraina, Russia e Stati Uniti ad Abu Dhabi. L’inviato statunitense Steve Witkoff aveva annunciato un incontro per il 10 e 11 novembre, secondo RFE/RL; un dispaccio dell’Associated Press del 7 novembre riferisce invece che i negoziatori si sarebbero incontrati martedì 10. Il comunicato della presidenza ucraina del 6 novembre conferma che Zelensky ha discusso i preparativi con i leader nordici e baltici, ma non specifica le date.
Zelensky ha collegato politicamente il raid ai negoziati, accusando Mosca di prepararsi all’incontro colpendo infrastrutture critiche. È una sua valutazione: le informazioni consultate non dimostrano che l’attacco sia stato condotto per influenzare il tavolo diplomatico e non anticipano l’esito dei colloqui. I prossimi elementi da verificare sono l’aggiornamento del bilancio dei feriti, i tempi di riapertura del ponte e di ripristino dei servizi, oltre alla conferma del calendario dei negoziati.
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