Seguici su

Europa

Slovacchia-Russia, Blanár riattiva la commissione: intesa sulla continuità del petrolio via Druzhba

Il 26 ottobre 2026 Bratislava e Mosca hanno ripreso i lavori della commissione bilaterale, ferma dal 2021. Le parti hanno detto di voler mantenere stabili le forniture di greggio via Druzhba, senza annunciare nuovi volumi o contratti. Sul gas resta il divieto europeo graduale.

Avatar

Pubblicato

il

Ritratto illustrato del soggetto della foto di riferimento davanti a un tratto di oleodotto.
La commissione bilaterale ha concordato sulla necessità di mantenere stabili le forniture di greggio via Druzhba, senza annunciare nuovi volumi o contratti. (© Diario del Web / AI)

La Slovacchia riapre il canale economico con Mosca e punta a mantenere le forniture di petrolio russo attraverso l’oleodotto Druzhba. Lunedì 26 ottobre 2026 il ministro degli Esteri slovacco Juraj Blanár ha guidato a Mosca la delegazione alla 22ª riunione della commissione intergovernativa bilaterale, il formato di cooperazione economica e tecnico-scientifica che non si riuniva dal 2021. Le parti hanno concordato sulla necessità di garantire la stabilità dei flussi petroliferi e firmato un protocollo per proseguire le attività della commissione. Non hanno annunciato nuovi volumi, un nuovo contratto di fornitura o un accordo sul gas.

Bratislava presenta la ripresa dei lavori come cooperazione limitata ai settori non colpiti dalle sanzioni e compatibile con gli obblighi europei. La riunione, però, riporta al centro una dipendenza energetica concreta: secondo la Commissione europea, nel 2024 il greggio russo rappresentava oltre l’80% delle importazioni petrolifere slovacche. Il protocollo mantiene aperto un tavolo di confronto, ma non modifica da solo né i flussi né le regole dell’Unione.

Che cosa è stato concordato a Mosca

La commissione, copresieduta da Blanár e dal ministro russo della Scienza e dell’Istruzione superiore Valery Falkov, ha trattato sei ambiti: energia, nucleare civile, agricoltura, tutela ambientale, turismo, sport e cultura. Al termine, i due copresidenti hanno firmato un protocollo che individua settori e possibilità di attività presenti e future. La prossima sessione dovrebbe svolgersi in Slovacchia nel 2027.

La formula sull’oleodotto Druzhba è circoscritta: le delegazioni hanno riconosciuto la necessità di assicurare forniture stabili di greggio russo alla Slovacchia. Il comunicato slovacco non riporta quantità, date, impegni contrattuali nuovi o un calendario di consegne. È quindi un’intesa sulla priorità politica, non la prova di un cambiamento operativo nei flussi.

Blanár ha detto che Bratislava intende rispettare gli obblighi dei contratti in vigore, citando accordi per il gas del 2008 e per il petrolio del 2015. Sono dichiarazioni del ministro: la riunione non risulta aver rinnovato quei contratti né averne modificato le condizioni. Il resoconto di Reuters riferisce che l’accordo di SPP, l’azienda statale slovacca del gas, con la controparte russa arriva al 2034. Prima della missione Blanár ha prospettato possibili costi molto elevati in caso di controversia; le cifre citate sono una stima attribuita al ministro, non un risarcimento riconosciuto da un tribunale o da un arbitrato.

Fascicolo Esito o quadro attuale Che cosa non risulta deciso
Petrolio via Druzhba Impegno dichiarato a mantenere stabili le forniture; importazioni slovacche ammesse in deroga alle restrizioni europee. Nuovi volumi, scadenze o un nuovo contratto.
Gas russo Contratto esistente richiamato da Blanár; divieto europeo graduale già adottato. Nuovo accordo di fornitura o deroga alle scadenze europee.
Commissione bilaterale Protocollo firmato; prossima riunione prevista in Slovacchia nel 2027. Progetti specifici già attuati o autorizzati.

Le versioni slovacca e russa non coincidono del tutto

Il ministero slovacco ha descritto la visita come un’iniziativa per tutelare gli interessi nazionali e mantenere rapporti con la Russia nei settori non soggetti a sanzioni. Ha indicato sicurezza energetica, cooperazione economica e guerra in Ucraina fra i temi della missione. Il distinto colloquio tra Blanár e il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov non va confuso con la riunione della commissione, copresieduta da Falkov.

Nel resoconto russo del bilaterale Blanár-Lavrov, diffuso dal ministero degli Esteri di Mosca e riportato dall’agenzia slovacca TASR, figurano il dialogo politico, la cooperazione commerciale, economica, culturale e umanitaria, la guerra in Ucraina e la crisi dei rapporti tra Russia e Unione europea. Sono temi attribuiti alla versione russa, non punti di un’intesa congiunta. Reuters riferisce che Blanár ha rivendicato la volontà di proseguire i rapporti pragmatici, affermando al tempo stesso che la Slovacchia rispetta le regole dell’Ue e della NATO.

La distinzione è importante: la firma del protocollo mantiene un formato istituzionale aperto, ma non equivale a un’intesa politica generale né a un’autorizzazione a cooperare in settori sanzionati. Il governo slovacco dice di voler operare entro i vincoli europei; spetterà alle iniziative concrete, se annunciate, chiarire come quel limite si tradurrà nella pratica.

Petrolio: dipendenza elevata, ma esiste una rotta alternativa

La riunione si è svolta mentre la vulnerabilità della rotta Druzhba era ancora un problema recente. La Commissione europea riferisce che il transito di greggio fu interrotto tra il 27 gennaio e il 23 aprile 2026. Durante la sospensione, Slovacchia e Ungheria utilizzarono scorte d’emergenza e aumentarono gli approvvigionamenti non russi attraverso l’oleodotto Adria, dalla Croazia. In un aggiornamento del 26 febbraio, la Commissione riportò che gli Stati membri non vedevano rischi immediati per la sicurezza degli approvvigionamenti e che ulteriori carichi non russi erano diretti al terminale croato di Omišalj.

Questo precedente chiarisce la posta in gioco senza dimostrare che l’alternativa abbia già sostituito Druzhba: l’Adria ha contribuito a mantenere le forniture durante l’interruzione, mentre la Slovacchia continua a dipendere in larga misura dal greggio russo. Perciò l’intesa di Mosca ha un significato di continuità politica e commerciale, ma non prova che il sistema sia diventato meno esposto a un’interruzione del transito.

Il gas e la contestazione slovacca delle regole europee

Per il gas, la commissione bilaterale non cambia la normativa. Il calendario europeo per l’uscita dal gas russo prevede che, per i contratti di lungo periodo, il divieto si applichi dal 1° gennaio 2027 al gas naturale liquefatto e dal 30 settembre 2027 al gas trasportato via gasdotto. Per quest’ultimo la data può slittare al 1° novembre 2027 se non sono raggiunti gli obiettivi europei di riempimento degli stoccaggi. Si tratta di una disciplina distinta dalle restrizioni petrolifere, per le quali alcuni Paesi senza sbocco al mare beneficiano temporaneamente di deroghe.

La Slovacchia ha contestato il regolamento davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea. La causa C-398/26, avviata il 24 aprile 2026 e tuttora pendente, chiede l’annullamento del regolamento; il ricorso, di per sé, non sospende le scadenze. Per cambiarle servirebbe un esito giudiziario o un altro atto pertinente delle istituzioni europee: la riunione di Mosca non ha prodotto una deroga.

Il significato per l’Europa e i prossimi passaggi

Per l’Ue, la ripresa della commissione segnala la scelta di Bratislava di mantenere un canale istituzionale con Mosca anche dopo l’invasione su vasta scala dell’Ucraina e mentre l’Unione procede con l’uscita dal gas russo. Il dato politico va distinto da quello giuridico: l’incontro non revoca sanzioni, non modifica il regolamento sul gas e non vincola gli altri Stati membri.

Per l’Italia, le comunicazioni sulla missione non documentano effetti immediati su prezzi o forniture. Il passaggio concreto da seguire è la prossima riunione, prevista in Slovacchia nel 2027, e l’eventuale traduzione del protocollo in progetti specifici. Sul piano energetico, restano da osservare l’evoluzione dei flussi via Druzhba, l’uso delle rotte alternative e il contenzioso slovacco davanti alla Corte Ue. Nessuno di questi sviluppi è stato deciso dall’incontro del 26 ottobre.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI

Continua a leggere le notizie di DiariodelWeb.it e segui la nostra pagina Facebook

Clicca per commentare

Tu cosa ne pensi?

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *