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Ucraina, Ushakov: Mosca pronta a dialogare con l’Europa e a riprendere i colloqui dopo il 4 novembre

Il consigliere del Cremlino apre al dialogo con l’Europa e dice che Mosca è disponibile a riprendere i negoziati trilaterali dopo il 4 novembre. Non indica una data, una sede o un formato che coinvolga i governi europei.

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Il Cremlino sullo sfondo e un tavolo negoziale vuoto in primo piano
Illustrazione editoriale sul possibile coinvolgimento europeo nei colloqui sull’Ucraina. (© Diario del Web / AI)

La Russia deve dialogare anche con l’Europa sulla soluzione della guerra in Ucraina. Lo ha dichiarato il 25 ottobre 2026 Yuri Ushakov, consigliere per la politica estera del presidente russo Vladimir Putin, aggiungendo che Mosca è pronta a riprendere i negoziati trilaterali con Kiev e Washington dopo il 4 novembre. Non ha però annunciato un incontro già fissato né precisato come dovrebbero partecipare i governi europei.

Ushakov ha sostenuto che la posizione europea possa avere un peso centrale, perché i Paesi del continente appoggiano Kiev. Ha anche affermato di non ritenere che Washington sia riuscita a imporre all’Ucraina condizioni per la pace: una valutazione del consigliere russo, non un riscontro indipendente sull’esito dei colloqui.

Nessuna data o sede concordata

Il 4 novembre è la Giornata dell’unità nazionale in Russia. Ushakov ha detto che Mosca sarebbe disponibile a riavviare i colloqui dopo quella data, senza indicare una data precisa o una sede. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva parlato di un possibile nuovo round nella prima metà di novembre e indicato Abu Dhabi come sede possibile. Il 21 ottobre, l’inviato statunitense Steve Witkoff aveva riferito che il lavoro sarebbe proseguito a livello tecnico.

La sequenza diplomatica comprende l’incontro del 20 ottobre a Oslo tra Witkoff, Jared Kushner, Zelensky e interlocutori europei, e quello del giorno successivo tra Witkoff e Putin a San Pietroburgo. Dopo quest’ultimo, Mosca aveva espresso disponibilità a riprendere il formato trilaterale. Il centro studi polacco OSW ha rilevato che a San Pietroburgo non erano stati concordati ulteriori incontri e ha descritto le posizioni russe come ancora distanti da concessioni. La dichiarazione di Ushakov aggiunge un’apertura al dialogo con l’Europa, ma non chiarisce quale ruolo concreto le verrebbe riservato.

Il ruolo europeo resta da definire

Un negoziato trilaterale tra Russia, Ucraina e Stati Uniti non equivale a un accordo sul coinvolgimento europeo nelle questioni di sicurezza. Ushakov non ha specificato se Mosca accetterebbe rappresentanti europei al tavolo, colloqui separati con le capitali o un confronto su temi circoscritti. La dichiarazione riporta quindi al centro la questione della voce europea, senza annunciare modifiche a sanzioni, aiuti o impegni di sicurezza.

Restano inoltre le divergenze tra Mosca e Kiev. Secondo l’Associated Press, i precedenti round trilaterali del 2026 avevano prodotto pochi progressi oltre agli scambi di prigionieri. La disponibilità annunciata dalla Russia non basta, da sola, a confermare che un nuovo incontro si terrà o che sia vicina un’intesa.

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