Esteri
G20 ad Atlanta, salta la foto con Lavrov: atteso un testo senza consenso
Il 30 ottobre le obiezioni europee hanno portato alla cancellazione della foto di gruppo. Secondo l’AP, i ministri chiuderanno senza un comunicato comune: la presidenza USA dovrebbe pubblicare una propria dichiarazione.
Il G20 dei ministri degli Esteri ad Atlanta si avvia alla chiusura senza un’intesa comune sui principali dossier di sicurezza. Venerdì 30 ottobre 2026 è stata cancellata la tradizionale foto di gruppo dopo le obiezioni di diplomatici europei alla presenza del ministro russo Sergej Lavrov. L’Associated Press riferisce che, al termine dei colloqui previsto per sabato 31 ottobre, non è atteso un comunicato condiviso: al suo posto dovrebbe uscire una dichiarazione della presidenza statunitense, affidata al segretario di Stato Marco Rubio.
La distinzione conta: la foto era un gesto simbolico, mentre l’assenza di un testo concordato segnala che i partecipanti non sono riusciti a presentare una posizione comune. Secondo il resoconto dell’AP pubblicato il 31 ottobre, la dichiarazione della presidenza era ancora attesa, non risultava già diffusa.
Prima la foto, poi il nodo del comunicato
La fotografia era prevista all’avvio della riunione di venerdì. Secondo l’AP, diversi diplomatici europei avevano minacciato di boicottarla o di lasciare la scena se vi fosse comparso Lavrov; Rubio ha quindi annullato lo scatto. Il ministro polacco Radosław Sikorski ha osservato che la presenza al tavolo di Paesi coinvolti nelle guerre rende difficile concordare una linea comune.
Il confronto si è svolto comunque. Ma, sempre secondo l’AP, le distanze riguardano non solo la guerra tra Russia e Ucraina, ma anche altri temi di sicurezza e commercio. La mancata intesa, dunque, non può essere ridotta alla disputa sulla fotografia: il gesto ha reso visibile una frattura che pesa anche sui negoziati.
Che cosa chiedono Kallas e Lavrov
Nel suo intervento del 30 ottobre, l’Alta rappresentante dell’UE Kaja Kallas ha chiesto ai partner del G20 di sostenere un’intesa sulla libertà di navigazione nel Mar Nero, per proteggere il traffico civile, le infrastrutture e le esportazioni agricole. Ha affermato che l’Ucraina ha accettato la proposta e la Russia l’ha respinta: è la posizione espressa dall’UE, non un accordo raggiunto dal gruppo.
La versione russa è diversa. Nelle dichiarazioni diffuse dal ministero degli Esteri di Mosca dopo la riunione, Lavrov ha elogiato l’impostazione statunitense volta, a suo dire, a «depoliticizzare» il confronto e concentrarlo su energia, cibo e catene di approvvigionamento. Ha inoltre attribuito gli effetti economici delle crisi alle sanzioni e alle politiche occidentali. Sono valutazioni del governo russo, che non coincidono con l’accusa europea sull’invasione e sulle conseguenze degli attacchi russi alle infrastrutture ucraine.
Perché un testo comune avrebbe un peso politico
Il G20 è un forum di cooperazione economica, non un organismo che risolve direttamente i conflitti. Le sue dichiarazioni non equivalgono a un ordine operativo, ma possono indicare su quali obiettivi i governi riescono a convergere. Nel 2022, dopo l’invasione russa, i leader riuscirono comunque ad adottare la dichiarazione di Bali: il testo riconosceva le diverse valutazioni sulla guerra e sulle sanzioni, pur registrando la condanna della guerra da parte della maggioranza dei membri.
Ad Atlanta il punto concreto è se le divergenze consentiranno almeno un seguito diplomatico su rotte marittime, commercio agricolo e sicurezza energetica. Kallas ha chiesto di portare avanti la proposta sul Mar Nero; Lavrov ha contestato l’impostazione occidentale e ha richiamato l’impatto delle sanzioni. Senza il documento finale, non è ancora possibile stabilire quali formulazioni o impegni la presidenza includerà nella propria dichiarazione. La frattura, da sola, non dimostra un effetto immediato sui prezzi o sulle forniture in Italia.
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