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«La Finlandia non è più sola a difendere se stessa»

Il ministro degli Esteri finlandese Pekka Haavisto parla in una video intervista ad askanews – la prima rilasciata a un media italiano dopo lo storico ingresso della Finlandia nella Nato, il 4 aprile

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Nave da guerra della NATO
Nave da guerra della NATO (© Depositphotos)

“Ciò che sta cambiando è che se qualcuno sta minacciando la Finlandia, in qualsiasi circostanza, non è solo la Finlandia a difendere se stessa, ma anche tutti gli stati membri della Nato ai sensi dell’articolo 5”. Il ministro degli Esteri finlandese Pekka Haavisto parla in una video intervista ad askanews – la prima rilasciata a un media italiano dopo lo storico ingresso della Finlandia nella Nato, il 4 aprile.

“La Finlandia ovviamente, porta come membro della Nato un lungo confine: quello con la Russia è lungo più di 1300 km: ora è un confine Nato-Russia” precisa Haavisto. “La nostra volontà è quella di portare un confine pacifico alla Nato e mantenerlo pacifico e speriamo che il confine sia pacifico in futuro. E attualmente non ci sono tensioni militari al confine finlandese tra Finlandia e Russia. In realtà il nostro confine non permette al momento il turismo dalla Russia, a causa delle sanzioni, ma ammettiamo chi studia in Finlandia, chi lavora in Finlandia o ha parenti in Finlandia. Quindi il confine non è totalmente chiuso”.

Un grande cambiamento, anche se molte cose restano le stesse. “Molte molte cose rimangono: siamo membri attivi dell’Unione Europea” prosegue il ministro. “Abbiamo sempre detto che non siamo più politicamente neutrali da quando abbiamo aderito all’Unione Europea perché l’Unione Europea assume anche una posizione politica globale. Ora stiamo terminando il nostro non allineamento militare, unendoci alla Nato. Abbiamo una forte forza militare. Abbiamo un esercito di coscrizione, quindi tutti prestano servizio, abbiamo una grande riserva di 300.000 persone pronte nella nostra riserva”.

Già a dicembre la Finlandia ha dichiarato che avrebbe sostituito i suoi vecchi jet da combattimento F/A-18 con 64 aerei F-35 e sistemi d’arma: il paese utilizza più del 2% del suo Pil per le spese militari.

Askanews: Che cosa ha pensato e quali sentimenti prova e ha provato in un momento così storico come l’ingresso come 31esimo Paese membro della Nato?
“Ovviamente l’innalzamento della bandiera finlandese davanti al quartier generale della NATO a Bruxelles è stata una grande festa non solo a Bruxelles, ma anche qui in Finlandia” dice Haavisto, concentrandosi anche sui sentimenti provati in un momento storico. “Molti dei miei amici l’hanno festeggiato; mio fratello mi ha detto che anche lui stava alzando la bandiera qui in Finlandia perché si sentiva così emozionato per l’adesione della Finlandia alla Nato. Nonostante questo processo sia stato abbastanza rapido – se si guarda allo standard della Nato, abbiamo iniziato lo scorso maggio e ora siamo già membri, quindi è meno di un anno – nelle circostanze in cui l’Europa è in guerra, quando c’è un’aggressione russa contro l’Ucraina, ogni giorno sembrava abbastanza lungo mentre aspettavamo l’ultima ratifica Siamo grati all’Italia, perché l’Italia è stata uno di quei Paesi che ha ratificato molto rapidamente”.

Il ministro nota inoltre che “fortunatamente” le ultime ratifiche sono arrivate anche da Ungheria e Turchia.

Cosa ci può dire dei rapporti con Paesi come l’Italia all’interno e al di fuori della Nato?
“L’Italia è già un nostro buon partner già nel contesto dell’Unione Europea e siamo uno dei Paesi che guarda all’importante ruolo degli italiani nel Mediterraneo. L’Italia ha molti confini di migrazione e per i rifugiati. Vorrebbe condividere maggiormente con gli altri Paesi Ue la questione. Ho chiamato il vostro ministro degli Esteri Antonio Tajani, per parlare dell’incontro del ministri degli Esteri Ue in Lussemburgo di lunedì (24 aprile, ndr): abbiamo discusso diverse questioni. Abbiamo discusso i risultati dell’incontro G7 di cui è parte l’Italia. Abbiamo discusso anche degli aiuti italiani all’Ucraina e abbiamo sentito che ci sono molti aiuti commerciali per la ricostruzione che arriveranno dall’Italia per l’Ucraina”, ha proseguito Haavisto. Nel corso del colloquio avvenuto giovedì i due ministri hanno parlato anche della questione migranti e della “attuale situazione in Sudan, dove entrambi i nostri Paesi – ha detto Haavisto – hanno propri connazionali in circostanze davvero difficili, a Khartoum e in altri luoghi in Sudan”.

Se c’è un punto in comune fra Finlandia e Italia è proprio quello di avere entrambi confini impegnativi, che richiedono molta attenzione. Condivide questo punto di vista?
“Condivido pienamente questa visione. L’Italia è uno di quei Paesi che conosce molto bene la situazione nordafricana, in particolare la Libia certamente. Dobbiamo dare ascolto molto attentamente all’esperienza italiana su questi temi. Noi (finlandesi) abbiamo un confine molto lungo con la Russia e abbiamo analizzato molto spesso gli sviluppi in Russia e abbiamo anche cercato di aumentare la nostra conoscenza, ma queste sono dinamiche interne. Penso che entrambi i Paesi (Italia e Finlandia, ndr) si prendono cura dei confini esterni della Nato e Ue”.

Sappiamo che non ci sono piani per una base Nato in Finlandia. Ma sicuramente c’è molto nel vostro futuro di Paese Nato e Paese Nato nel Mar Baltico, anche alla luce delle attuali esercitazioni in Svezia. Insomma, dopo il vostro ingresso, cosa verrà ora?
“Prima di tutto ora che siamo membri della NATO, uno dei problemi più acuti è ovviamente quello di coinvolgere la Svezia, anche come membro della NATO. Ci auguriamo che ciò accada prima del vertice di Vilnius in estate, perché quando si fa qualsiasi pianificazione militare nella Nato intorno al Mar Baltico e agli Stati del Mar Baltico, è molto difficile fare a meno della Svezia. La Svezia è una parte importante della difesa nordica, la Svezia è una parte molto importante della difesa del Mar Baltico. E allo stesso tempo, ora che siamo membri della NATO i nostri colleghi del Baltico, di Estonia, Lituania e Lettonia sono abbastanza interessati a cooperare più strettamente e probabilmente faremo parte della sorveglianza (del Baltico, ndr) in futuro. Ed è molto importante che anche noi, non solo pensiamo alla Nato come a un tutto, ma anche a diverse regioni della Nato, e che rafforziamo la nostra cooperazione con la Svezia. E ora che siamo membri della NATO, ci sono più esercitazioni militari, in Svezia ci sono grandi esercitazioni in corso, ma accoglieremo anche in Finlandia diverse esercitazioni e ci saranno più esercitazioni di questo tipo in futuro. Non stiamo parlando tanto di una base NATO permanente: sappiamo che il nostro paese è ben controllato dai nostri stessi militari ma, ovviamente, questi sono problemi che saranno poi risolti nella pianificazione militare della NATO in futuro”.

Cosa vi attendete dal summit di Vilnius a luglio?
“Il vertice di Vilnius in Lituania sarà una pietra miliare molto importante per la NATO. Penso che l’argomento chiave da discutere sia come continuare il nostro intenso sostegno all’Ucraina. La Finlandia ha già aiutato l’Ucraina con 14 pacchetti militari – per un valore di circa 1 miliardo di euro – e continueremo il nostro sostegno militare all’Ucraina. L’Ucraina avrà anche bisogno di ricostruzione, aiuti umanitari e quindi è importante che l’UE e la NATO siano coinvolte nel sostenere l’Ucraina. E poi c’è la questione indopacifica: la tensione tra Cina e Taiwan sarà discussa dagli Stati membri della Nato a Vilnius”.

Quando la guerra in Ucraina finalmente sarà conclusa, sarà il momento della ricostruzione. Cosa può fare la Finlandia in questo senso?
“La ricostruzione in Ucraina, ovviamente, è molto importante dopo gli effetti devastanti della guerra e tutto ciò che è stato distrutto. E penso che ci siano alcuni settori in cui la Finlandia potrebbe aggiungere qualcosa, prima di tutto abbiamo già lavorato attivamente nel settore energetico: piccoli generatori e altro sono stati forniti dalla Finlandia all’Ucraina. La nostra primo ministro e ora anche il nostro ministro dell’ambiente hanno visitato l’Ucraina e hanno offerto aiuto nel settore ambientale, con analisi ambientali e bonifiche. Poi anche sulla questione della sicurezza nucleare abbiamo visto tutti quei problemi intorno all’impianto nucleare di Zaporizhzhia: la sicurezza nucleare è sicuramente un argomento chiave in Ucraina. E infine la Finlandia è ben nota per il sistema scolastico, il sistema educativo e così via tutto quello che possiamo fare per sostenere il settore dell’istruzione in Ucraina. Abbiamo circa 50.000 rifugiati ucraini in Finlandia e ovviamente è nostro dovere aiutare queste persone. Sono ben accolti e apprezzati dalla società finlandese e abbiamo cercato di offrire loro una scuola adeguata qui in Finlandia”.

(Di Cristina Giuliano e Serena Sartini – Askanews)

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1 Commento

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    Tiziana

    26 Aprile 2023 at 19:41

    Questo ministro finnico non si rende conto del gravissimo errore che ha compiuto a danno del suo Paese e della pace mondiale, scegliendo di fare il solo interesse dell’imperialismo americano. Gli U.S.A. unici “padroni” della NATO, decidono il bello e il cattivo tempo, con chi combattere e con chi no, e lo fanno anche da soli, qualora gli “alleati” (mai in posizione realmente paritaria) non approvino. La neutralità sarebbe stata molto preziosa per la Finlandia, prima di tutto, ma anche per l’intera Europa orientale; sarebbe stata “coccolata” dalla NATO da una parte e dalla Russia dall’altra, mantenendosi equidistante, pur potendo inviare aiuti umanitari alle popolazioni coinvolte nel conflitto. L’Europa si sarebbe assicurata un “confine sereno”. Qualcuno aveva forse temuto un’incursione di Putin in Finlandia? ma dài! Chissà quanti milioni di dollari hanno speso gli yankees (e per chi!), allo scopo di ottenere questo ennesimo allargamento dell’area NATO, alla faccia delle promesse fatte in occasione della 8presunta) fine della guerra fredda Est-Ovest.

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