Medio Oriente
Cisgiordania, italiani fermati vicino a Kafr Ni’ma: trasferimento previsto il 7 novembre
La Farnesina chiede il rilascio dei connazionali e riferisce che tra i fermati potrebbero esserci quattro attivisti e due giornalisti italiani. Numero e identità sono ancora in verifica; il trasferimento a Ben Gurion è previsto per il 7 novembre.
Cittadini italiani sono stati fermati dalle autorità israeliane vicino a Kafr Ni’ma, in Cisgiordania, mentre partecipavano ad attività di sostegno ai contadini palestinesi impegnati nella raccolta delle olive. La Farnesina riferisce che tra i connazionali coinvolti potrebbero esserci quattro attivisti e due giornalisti, ma precisa che il numero esatto e le identità sono ancora in fase di verifica. Il ministero chiede il loro rilascio e ha attivato l’assistenza consolare.
Secondo il comunicato della Farnesina del 6 novembre, l’ambasciata italiana a Tel Aviv e il consolato generale a Gerusalemme hanno chiesto alle autorità israeliane il rilascio immediato dei connazionali, chiarimenti sulle circostanze del fermo e la garanzia dell’assistenza consolare.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha detto che il governo sta seguendo il caso e ha auspicato il rientro dei connazionali. «Non hanno fatto nulla, erano soltanto lì a fare attività agricola nella raccolta delle olive», ha dichiarato, secondo quanto riportato dall’agenzia ANSA. È una valutazione del ministro; il comunicato della Farnesina non riporta le contestazioni formulate dalle autorità israeliane.
Il trasferimento a Ben Gurion è annunciato, non ancora avvenuto
Al momento della nota ministeriale, il gruppo si trovava nella stazione di polizia di Modi’in Illit. Per la mattina di sabato 7 novembre era previsto il trasferimento al centro dell’aeroporto Ben Gurion destinato ai cittadini stranieri in attesa di rimpatrio. La Farnesina ha indicato che il passaggio dovrebbe precedere l’avvio delle procedure di espulsione, con partenza sui primi voli disponibili.
La nota descrive quindi passaggi programmati: non conferma che il trasferimento o l’espulsione siano già avvenuti. Il prossimo aggiornamento dovrà chiarire se il gruppo arriverà al centro aeroportuale e quando inizieranno le procedure di rimpatrio.
Le ricostruzioni sul fermo e sul numero dei volontari divergono
Il ministero italiano non indica quanti volontari internazionali siano stati fermati né ricostruisce le circostanze dell’operazione. Un resoconto dell’agenzia palestinese WAFA, basato su fonti locali, riferisce che coloni israeliani avrebbero aggredito un agricoltore palestinese e alcuni attivisti stranieri vicino al villaggio; dopo l’episodio, sarebbero stati fermati 15 volontari internazionali. La ricostruzione dell’aggressione e il conteggio sono attribuiti a quelle fonti, non confermati dalla Farnesina.
Un altro resoconto ANSA riporta la dichiarazione del deputato Angelo Bonelli, secondo cui i volontari internazionali fermati sarebbero stati 14, tra cui la consigliera comunale della Spezia Giorgia Lombardi e altri italiani. Il dato non coincide con quello riferito da WAFA. La Farnesina, che sta ancora verificando numero e identità dei connazionali, non ha confermato nessuno dei due conteggi complessivi.
Il caso si aggiunge ad altri fermi di cittadini italiani avvenuti in Cisgiordania durante la stagione della raccolta delle olive. Un precedente distinto, del 29 ottobre, riguardò cinque attivisti fermati vicino ad Al-Lubban al-Gharbiyye; la situazione di quel gruppo è ricostruita nel resoconto sul precedente fermo. La somiglianza del contesto non permette di stabilire che le circostanze operative dei due episodi siano state identiche.
Per il gruppo fermato vicino a Kafr Ni’ma restano dunque da chiarire le identità e il numero definitivo degli italiani, oltre alla sequenza effettiva dei passaggi annunciati. La Farnesina ha chiesto il rilascio immediato; il trasferimento e l’avvio delle procedure di espulsione erano previsti per il 7 novembre, ma al momento della comunicazione non risultavano ancora completati.
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