Seguici su

Nord America

Kevin McCarthy è il nuovo speaker della Camera USA

Nel round decisivo il candidato Gop ha raccolto 216 voti su 428, con il quorum fissato a 215 preferenze dato che sei ‘dissidenti’ repubblicani, pur presenti, non si sono espressi.

Pubblicato

il

Kevin McCarthy eletto presidente della Camera degli Stati Uniti al 15esimo voto (© ANSA)
Kevin McCarthy eletto presidente della Camera degli Stati Uniti al 15esimo voto (© ANSA)

WASHINGTON – Alla quindicesima votazione, dopo una lunga serie di umilianti flop e momenti di tensione, anche fisica, il repubblicano Kevin McCarthy, 57 anni, rappresentante della California, è stato eletto speaker della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti. Nel round decisivo, dopo la mezzanotte di Washington, il candidato Gop ha raccolto 216 voti su 428, con il quorum fissato a 215 preferenze dato che sei ‘dissidenti’ repubblicani, pur presenti, non si sono espressi. Lo sfidante democratico Hakeem Jeffries ha ottenuto 212 voti e sarà il leader della minoranza dem alla Camera, la prima volta di un rappresentante afroamericano. Jeffries, penalista di 52 anni, è anche il primo leader dei democratici alla Camera nato dopo la fine della Seconda guerra mondiale.

Secondo la Cnn, a rompere l’impasse avrebbe contribuito Donald Trump con una telefonata ai deputati ribelli Matt Gaetz e Andy Biggs per persuaderli a cedere e votare per McCarthy. Dopo i due colloqui, i Repubblicani avrebbero ritirato la mozione per aggiornare i lavori della Camera a lunedì e al quindicesimo round è stata chiusa la più lunga votazione per lo speaker 164 anni a questa parte, che ha visto i parlamentari americani sull’orlo della rissa. A un certo punto il repubblicano Mike Rogers, rappresentante dell’Alabama, si è avvicinato minacciosamente al ribelle Gaetz ed è stato trattenuto da un altro deputato, mentre qualcuno gridava “comportatevi civilmente!”.

McCarthy ce l’ha fatta, ma esordisce indebolito

La svolta è arrivata comunque dopo che McCarthy ha ceduto a molte delle richieste di chi gli si opponeva, compreso il ripristino di una vecchia regola della Camera che consentirebbe a ogni singolo membro di convocare un voto per estromettere il nuovo speaker dalla carica. McCarthy ce l’ha fatta, ma esordisce indebolito, reduce da un braccio di ferro estenuante che lo ha costretto a cedere alcune prerogative nel tempo accumulate dal presidente della House. Ma alcuni media americani fanno notare come, d’altra parte, il nuovo speaker può considerarsi coriaceo sopravvissuto a una gara per la guida della Camera che non ha precedenti per durata e complessità dai tempi della guerra civile americana.

La resa dei conti è avvenuta sullo sfondo del secondo anniversario dell’attacco al Campidoglio del 6 gennaio 2021, quando una folla di sostenitori di Donald Trump ha cercato di impedire al Congresso di certificare la sconfitta dell’allora presidente alle elezioni del 2020 contro il democratico Joe Biden. “L’America è una terra di leggi, non di caos”, ha dichiarato ieri Biden.

Clicca per commentare

Tu cosa ne pensi?

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *