Seguici su

EuropaRussia

Droni su Kstovo: danni a un impianto, benzina limitata

Dopo l’attacco del 1° novembre, a Kstovo è stata ripristinata l’elettricità e le autorità regionali hanno limitato la vendita di benzina. Fire Point afferma di aver colpito la raffineria Lukoil, ma l’entità dei danni e l’eventuale fermo della produzione non sono noti.

Avatar

Pubblicato

il

Illustrazione di una pompa di benzina davanti al profilo di un impianto industriale, nel contesto delle restrizioni regionali annunciate a Kstovo.
Dopo l’attacco di droni a Kstovo, le autorità regionali hanno introdotto limiti alla vendita di benzina. Non è confermato che la raffineria Lukoil sia stata colpita o abbia interrotto la lavorazione. Illustrazione generata con intelligenza artificiale. (© Diario del Web / AI)

Un attacco di droni ha danneggiato un impianto industriale e una struttura comunale nel distretto di Kstovo, nella regione russa di Nizhny Novgorod. Il governatore Gleb Nikitin ha riferito che nella notte e nella mattina del 1° novembre 2026 sono stati abbattuti più di cento droni, senza precisare quale impianto industriale sia stato colpito: lo ha scritto nel suo messaggio sul raid e sui danni.

L’attacco ha provocato disagi ai servizi locali e ha spinto le autorità regionali a introdurre limiti alla vendita di benzina. L’elettricità nel distretto è stata ripristinata; nella serata del 1° novembre erano in fase conclusiva anche gli interventi per riportare a regime acqua calda e riscaldamento in parte dei condomìni. Una donna è rimasta ferita da detriti mentre si trovava in auto: secondo le autorità, è stata curata e dimessa senza essere in pericolo di vita.

Che cosa si sa della raffineria Lukoil

La raffineria Lukoil-Nizhegorodnefteorgsintez si trova nella zona industriale di Kstovo. La società ucraina Fire Point, che produce droni, ha dichiarato di aver colpito l’impianto; la sua rivendicazione è stata pubblicata su Telegram. È una dichiarazione della società, non una verifica indipendente dei danni: il governatore russo non ha identificato l’impresa colpita e, nelle informazioni consultate, Lukoil non ha confermato danni alla raffineria né un’interruzione della lavorazione.

La distinzione è rilevante per valutare le possibili conseguenze. Secondo una ricostruzione di The New Voice of Ukraine, l’impianto ha una capacità progettuale di circa 17 milioni di tonnellate di petrolio l’anno ed è il quarto in Russia per capacità di raffinazione e il secondo per produzione di benzina. La scheda di Lukoil-Nizhegorodnefteorgsintez elenca tra i prodotti benzina, diesel e carburante per l’aviazione. Queste caratteristiche spiegano perché l’identificazione del sito sia significativa, ma non permettono di dedurre quanta produzione sia stata persa dopo il raid.

Secondo il conteggio di The Insider, l’episodio del 1° novembre è almeno il settimo attacco alla raffineria dal mese di aprile 2026. Gli effetti dei precedenti non sono stati uguali: per alcuni sono state riportate interruzioni della lavorazione, mentre le stime successive sul funzionamento di alcune unità sono risultate più articolate. Il conteggio offre un contesto sulla frequenza degli attacchi, non prova da solo quali impianti siano stati colpiti questa volta o per quanto tempo resteranno fuori servizio.

Le restrizioni regionali alla benzina

Il governo della regione ha spiegato che le misure servono a garantire carburante alle stazioni di servizio e a contenere gli acquisti. Il limite riguarda la benzina, non il diesel; le autorità hanno dichiarato che il sistema di approvvigionamento locale resta stabile. Le regole annunciate il 1° novembre comprendono:

Misura Ambito
Massimo 40 litri Per veicolo a ogni rifornimento.
Vendita in taniche sospesa Divieto temporaneo di vendere benzina in taniche e altri contenitori.
Rifornimento alle stazioni di confine Vendita limitata alle auto con targa di altre regioni russe.
Uscita di carburante dai depositi Trasferimento fuori regione limitato, con eccezioni per le necessità del ministero della Difesa e dei servizi di emergenza.
Diesel Nessuna restrizione alla vendita.

Le autorità hanno anche rafforzato i controlli sul sistema di rifornimento a giorni alterni in base alla targa e previsto la presenza di volontari e pattuglie di polizia presso le stazioni. I dettagli delle misure sono riportati nel resoconto delle decisioni regionali.

Che cosa resta da accertare

Le restrizioni alla vendita sono una misura regionale: non dimostrano, da sole, che nella regione ci sia una carenza generalizzata di carburante. Allo stesso modo, la capacità nominale della raffineria non indica quanto petrolio o carburante l’impianto stesse effettivamente trattando al momento dell’attacco.

Il dato operativo più recente disponibile riguarda i servizi di Kstovo: secondo il sindaco di Nizhny Novgorod, in serata l’elettricità era stata ripristinata e si stavano completando gli interventi su acqua calda e riscaldamento. Per valutare l’impatto industriale servono invece conferme sui danni agli impianti e sui tempi di ripristino; le informazioni consultate non documentano conseguenze sui rifornimenti in Italia o nel resto d’Europa.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI

Continua a leggere le notizie di DiariodelWeb.it e segui la nostra pagina Facebook

Clicca per commentare

Tu cosa ne pensi?

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *