USA
Fonti: Flávio Bolsonaro è arrivato in Florida, ma la rotta resta incerta
Gli Stati Uniti hanno annunciato i visti per il senatore brasiliano e la famiglia. Fonti citate dai media riferiscono che è arrivato in Florida; le autorità argentine, però, registrano un volo con destinazione Guayaquil.
Flávio Bolsonaro è arrivato in Florida, secondo fonti citate da CNN e BBC, dopo che il Dipartimento di Stato aveva annunciato il rilascio dei visti per il senatore brasiliano e la sua famiglia. Il percorso resta da chiarire: le autorità migratorie argentine hanno riferito che il gruppo è partito da Puerto Iguazú su un volo con destinazione registrata a Guayaquil, in Ecuador. Un successivo resoconto di Infobae indica invece Guayaquil come possibile scalo di rifornimento prima della prosecuzione verso gli Stati Uniti. Al momento, i resoconti pubblici non ricostruiscono in modo univoco l’itinerario.
L’annuncio dei visti è stato attribuito a un alto funzionario del Dipartimento di Stato, che ne ha parlato con CNN Brasil e con l’Associated Press. Separatamente, CNN ha riferito che Bolsonaro era diretto in Florida e che fonti lo davano già arrivato negli Stati Uniti. Sono informazioni attribuite a fonti, non un comunicato pubblico nominativo sul caso. La notizia della concessione dei visti riguarda l’ingresso negli Stati Uniti: non equivale alla concessione di asilo politico.
La sequenza: l’ordine giudiziario e il passaggio in Argentina
Il 26 ottobre il giudice della Corte suprema brasiliana Alexandre de Moraes ha vietato a Bolsonaro di lasciare il Brasile e gli ha ordinato di consegnare i passaporti alla polizia federale. La decisione, coperta da segreto giudiziario, è stata resa pubblica dal senatore. Secondo Agência Brasil, il provvedimento è legato a un’indagine nella quale sono coinvolti Bolsonaro e l’avvocato Willer Tomaz: le ipotesi investigative non sono una condanna. Dopo la scadenza del termine fissato per la consegna, la stampa brasiliana ha riferito che la polizia federale ha annullato i passaporti brasiliani del senatore, comune e diplomatico.
Le versioni sul suo spostamento sono cambiate nell’arco di due giorni. Il 27 ottobre il governo argentino aveva detto che non risultava registrato il suo ingresso nel Paese. Il giorno successivo la Direzione nazionale delle Migrazioni ha riferito che quattro persone, fra cui Bolsonaro e familiari, erano entrate dal ponte Tancredo Neves alle 22:50 del 27 ottobre. Secondo i dati diffusi dall’ente, alle 23:30 il gruppo è salito su un volo privato della compagnia Baires Fly diretto, nel piano di volo, a Guayaquil.
| Data e ora riferite | Informazione | Che cosa risulta |
|---|---|---|
| 26 ottobre | Ordine del giudice Alexandre de Moraes | Divieto di lasciare il Brasile e consegna dei passaporti |
| 27 ottobre, 22:50 | Ingresso in Argentina | Quattro persone registrate al ponte Tancredo Neves, secondo le autorità migratorie |
| 27 ottobre, 23:30 | Imbarco su un volo privato | Guayaquil indicata come destinazione nel piano di volo argentino |
| 28 ottobre | Resoconti sull’arrivo negli Stati Uniti | Fonti citate da media riferiscono l’arrivo in Florida; l’itinerario completo non è stato chiarito pubblicamente |
La destinazione registrata e quella finale non sono necessariamente la stessa cosa. Un successivo resoconto di Infobae riferisce che il Gulfstream G400, identificato con la sigla LV-JQW, avrebbe fatto scalo a Guayaquil per rifornirsi prima di proseguire verso gli Stati Uniti. Anche il canale argentino C5N ha riferito di una partenza successiva verso gli Usa. Questi resoconti possono spiegare la differenza tra il piano di volo indicato dalle autorità argentine e la destinazione finale riportata dai media, ma non costituiscono una ricostruzione ufficiale e completa di ogni tratta.
Visti annunciati, asilo non confermato
Il Dipartimento di Stato ha detto che concederà i visti a Bolsonaro e ai familiari e permetterà loro di entrare negli Stati Uniti. Il presidente Donald Trump ha dichiarato il 27 ottobre che avrebbe approvato l’ingresso del senatore, aggiungendo di aver sentito che si trovava in Argentina e di non sapere dove fosse in quel momento. Le dichiarazioni precedono i successivi resoconti sull’arrivo in Florida e non vanno confuse con una conferma ufficiale del luogo in cui si trovava.
Alcuni alleati avevano parlato di una possibile richiesta di asilo. Il portavoce della presidenza argentina aveva dichiarato il 27 ottobre che non risultava presentata una domanda. Nelle fonti consultate non c’è conferma pubblica né di una richiesta successiva né della concessione dell’asilo. Perciò l’annuncio dei visti e l’eventuale status di protezione restano due questioni distinte.
Il significato diplomatico e ciò che resta da stabilire
La vicenda si svolge in una fase di tensione fra Washington e Brasilia. Il Congressional Research Service ha ricostruito i contrasti bilaterali su giustizia, contenuti online e commercio; nel luglio 2026 l’Ufficio del rappresentante commerciale statunitense ha annunciato un dazio del 25% su alcuni prodotti brasiliani, nell’ambito di un’azione ai sensi della Sezione 301. L’apertura dei visti è politicamente rilevante in questo contesto, ma i fatti disponibili non dimostrano un accordo di asilo o un collegamento diretto fra i visti e le misure commerciali.
I prossimi elementi da chiarire sono l’itinerario effettivamente seguito dal volo, l’eventuale scalo a Guayaquil e la conferma ufficiale dell’ingresso negli Stati Uniti. Sul piano giudiziario, resta da accertare quale documento sia stato utilizzato per l’ingresso in Argentina dopo l’annullamento dei passaporti brasiliani. Le fonti consultate non forniscono ancora risposte pubbliche a questi punti.
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