USA
Gli USA promettono visti a Flávio Bolsonaro dopo la sconfitta in Brasile
Un alto funzionario statunitense ha annunciato i visti per il senatore brasiliano e la sua famiglia. I registri argentini confermano il passaggio verso un volo per l’Ecuador; la destinazione finale negli Usa è riferita da fonti, ma non confermata ufficialmente.
Gli Stati Uniti rilasceranno visti a Flávio Bolsonaro e alla sua famiglia e ne consentiranno l’ingresso: lo ha dichiarato un alto funzionario del Dipartimento di Stato, citato dall’Associated Press. L’annuncio arriva dopo la sconfitta del senatore al ballottaggio brasiliano del 25 ottobre e mentre la sua partenza dal Paese è al centro di ricostruzioni in parte discordanti.
La distinzione è essenziale: l’annuncio riguarda i visti e l’ingresso negli Stati Uniti, non una richiesta o concessione di asilo. Le autorità argentine hanno registrato l’ingresso di Bolsonaro e dei familiari in Argentina e la loro partenza su un volo con destinazione dichiarata Guayaquil, in Ecuador. Fonti citate da Reuters e CNN indicano però gli Stati Uniti come destinazione finale; al momento non c’è una conferma ufficiale pubblica del loro arrivo negli Usa.
La cronologia: dall’Argentina a un volo per Guayaquil
Le prime notizie diffuse martedì 27 ottobre riferivano che Bolsonaro avesse già raggiunto gli Stati Uniti, sulla base di fonti vicine al senatore e al governo statunitense. La sequenza è stata precisata nelle ore successive dalla Direzione nazionale delle Migrazioni argentina: secondo il suo comunicato, Flávio Bolsonaro, la moglie Fernanda e le figlie Carolina e Luiza sono entrati in Argentina alle 22.50 del 27 ottobre attraverso il ponte internazionale Tancredo Neves, tra Foz do Iguaçu e Puerto Iguazú.
Alle 23.30, riferisce l’autorità, i quattro sono saliti su un volo privato operato da Baires Fly. Il piano di volo presentato indicava Guayaquil, in Ecuador. La ricostruzione di CNN Brasil riporta sia i dati comunicati dalle autorità argentine sia le successive informazioni di fonti che indicano gli Stati Uniti come meta finale. I due elementi non si escludono necessariamente, ma il piano di volo verso l’Ecuador, da solo, non prova quale sia stata la destinazione successiva.
La cronologia ufficiale argentina modifica quindi le prime ricostruzioni sulla partenza diretta dal Brasile verso gli Usa. Reuters aveva riferito che Bolsonaro era arrivato in Florida, citando un alleato della famiglia; l’Associated Press, nell’articolo sull’annuncio dei visti, riportava invece che il funzionario statunitense non aveva precisato se il senatore fosse già partito o fosse in viaggio. L’eventuale arrivo negli Stati Uniti resta da confermare con informazioni ufficiali.
Che cosa ha deciso Washington e che cosa non ha annunciato
La promessa dei visti è stata attribuita da AP a un alto funzionario statunitense che ha parlato in anonimato, in ragione della riservatezza prevista per le pratiche di visto. Non risulta, nelle fonti consultate, un comunicato nominativo del Dipartimento di Stato. Il presidente Donald Trump ha detto mercoledì 28 ottobre che approverebbe l’arrivo di Bolsonaro negli Stati Uniti, definendo lui e la famiglia «brave persone», secondo AP.
Il contenuto dell’annuncio va tenuto distinto da una decisione sull’asilo: le fonti riferiscono che saranno emessi visti e che la famiglia potrà entrare negli Stati Uniti, non che abbia chiesto protezione internazionale o che questa sia stata concessa. Il dato concreto, per ora, è dunque l’intenzione dichiarata da Washington di autorizzare l’ingresso; non è una conferma del luogo in cui si trova la famiglia.
La sconfitta elettorale e la contestazione del risultato
Il Tribunale superiore elettorale brasiliano (TSE) ha proclamato la rielezione di Luiz Inácio Lula da Silva con 64.256.232 voti, pari al 51,79% dei voti validi. Flávio Bolsonaro ha ottenuto 59.826.041 voti, il 48,21%: uno scarto di oltre 4,4 milioni di preferenze. Dopo il voto Bolsonaro ha chiesto che il risultato fosse annullato, contestando le regole applicate durante la giornata elettorale; il suo partito, il PL, ha riconosciuto la vittoria di Lula.
Il 26 ottobre Trump aveva definito il voto simile a «un’altra elezione truccata», senza presentare prove a sostegno. La contestazione si è concentrata anche sulla proroga dell’orario di voto in alcune sezioni. Per il contesto sulle dichiarazioni e sulle procedure elettorali, si può consultare l’articolo già pubblicato sul dubbio sollevato da Trump e sul risultato ufficiale. Le accuse politiche non costituiscono, da sole, una prova di irregolarità.
L’ordine sui passaporti e l’indagine in Brasile
La partenza è avvenuta dopo che il giudice della Corte suprema Alexandre de Moraes aveva vietato a Bolsonaro di lasciare il Brasile e ordinato il ritiro dei suoi passaporti. Secondo la ricostruzione di CNN Brasil, l’ordine risale al 25 ottobre ed è legato a un’indagine per presunto riciclaggio di denaro che coinvolge il senatore e l’avvocato Willer Tomaz. La stessa fonte riferisce che i passaporti brasiliani sono stati cancellati e che era stata chiesta la consegna di eventuali documenti stranieri.
Il senatore aveva detto in un video diffuso lunedì 26 ottobre che avrebbe consegnato i passaporti e si sarebbe difeso. Reuters ha riferito che l’ordine di consegna non è stato rispettato entro il termine indicato e che gli investigati negano ogni irregolarità. L’indagine non equivale a una condanna; per ricostruire il contenuto integrale dell’ordinanza occorre consultare il provvedimento giudiziario, non disponibile tra i materiali esaminati.
I prossimi passaggi da chiarire
Restano due verifiche distinte: se i visti annunciati siano stati effettivamente emessi e dove si trovi ora la famiglia Bolsonaro. Il comunicato argentino documenta l’ingresso nel Paese e il piano di volo per Guayaquil; le fonti citate da Reuters e CNN indicano gli Stati Uniti come destinazione finale, ma non sostituiscono una conferma ufficiale dell’arrivo. Sul fronte brasiliano, la vicenda resta legata all’ordine sui passaporti e all’indagine in corso.
Continua a leggere le notizie di DiariodelWeb.it e segui la nostra pagina Facebook