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Midterm USA, oltre 43 milioni di voti anticipati: aumenti in Texas e negli Stati delle sfide al Senato

A cinque giorni dalle elezioni del 3 novembre, oltre 43 milioni di americani avevano votato in anticipo: quasi 10 milioni in più rispetto allo stesso momento del 2022. L’aumento non rivela per chi abbiano votato.

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Illustrazione di una mano anonima che inserisce una scheda chiusa in un’urna, con la cupola del Campidoglio sullo sfondo.
Oltre 43 milioni di americani avevano già votato in anticipo a cinque giorni dalle elezioni di midterm, secondo l’analisi citata nell’articolo. Illustrazione generata con intelligenza artificiale. (© Diario del Web / AI)

A cinque giorni dalle elezioni di martedì 3 novembre 2026, oltre 43 milioni di americani avevano già votato di persona o restituito una scheda per posta: quasi 10 milioni in più rispetto allo stesso momento delle midterm del 2022. L’aumento è particolarmente evidente in alcuni Stati con gare per il Senato considerate competitive. Ma il dato misura la partecipazione anticipata: non dice quali candidati abbiano ricevuto quei voti e non anticipa il risultato.

La cifra e i confronti tra Stati provengono dall’analisi dell’Associated Press sui dati del voto anticipato, pubblicata cinque giorni prima dell’Election Day. Il raffronto nazionale non comprende lo stesso numero di Stati nei due cicli: 47 Stati e Washington, D.C., nel 2026, contro 48 Stati e Washington nel 2022. È una differenza da tenere presente quando si confrontano i totali.

In breve: il Texas registra più di 6,3 milioni di voti anticipati, il 50% in più rispetto allo stesso punto del 2022. Anche Carolina del Sud, Maine, Kansas e Michigan mostrano incrementi. I conteggi non permettono però di stabilire quale partito ne tragga vantaggio: l’affiliazione degli elettori è disponibile solo in alcuni Stati e non equivale alla scelta sulla scheda.

Gli aumenti nei principali Stati con gare al Senato

In Texas, dove si vota anche per il Senato, la Camera e il governatore, oltre 6,3 milioni di persone avevano votato entro mercoledì 28 ottobre, contro 4,2 milioni alla stessa data del 2022: un aumento del 50%, secondo l’AP. La consultazione riguarda, tra gli altri, la sfida al Senato tra il repubblicano Ken Paxton e il democratico James Talarico.

Stato Variazione rispetto al 2022 Contesto elettorale
Texas +50% Gare per Senato, Camera e governatore
Carolina del Sud +83% Voto per il Senato e per il governatore
Maine +44% Gara per il Senato
Kansas +34% Gara per il Senato
Michigan +32% Gara per il Senato

Le percentuali confrontano i voti anticipati con quelli registrati nello stesso momento del ciclo elettorale del 2022, secondo l’analisi AP. In Kansas l’incremento corrisponde a circa 83.000 schede in più; in Michigan a circa 409.000. In quest’ultimo Stato è la prima elezione di midterm in cui il voto anticipato di persona è disponibile su tutto il territorio: gli elettori hanno approvato il cambiamento costituzionale nel novembre 2022, come ricorda il Dipartimento di Stato del Michigan.

La tabella offre un confronto tra Stati, non una misura uniforme delle modalità di voto: tempi e opzioni disponibili dipendono dalle regole statali. Perciò l’aumento dei conteggi non va interpretato, da solo, come prova di un cambiamento nelle preferenze politiche.

Perché i voti anticipati non indicano chi è in vantaggio

Nei soli Stati che registrano l’affiliazione di partito, l’AP riferisce circa 6,8 milioni di elettori registrati democratici e 5,2 milioni registrati repubblicani tra chi aveva votato in anticipo. Questi numeri non coprono tutti gli elettori del Paese e, soprattutto, la registrazione partitica non rivela per chi sia stata votata la scheda.

Il tracker 2026 dell’University of Florida Election Lab precisa che i dati sull’affiliazione descrivono la registrazione, non i voti effettivamente espressi. L’università indica inoltre che le autorità elettorali non iniziano a conteggiare le schede prima del giorno delle elezioni, anche se possono avviarne la preparazione in anticipo.

Un totale anticipato più alto segnala dunque che più persone hanno già partecipato rispetto allo stesso momento del ciclo precedente; non chiarisce quante altre voteranno il 3 novembre né come si distribuiranno le preferenze. Anche quando è disponibile una ripartizione per affiliazione, dedurre da quei dati chi vincerà sarebbe un’inferenza non dimostrata dai conteggi.

Che cosa può cambiare con il controllo del Congresso

Le elezioni stabiliranno gli equilibri alla Camera e al Senato nel nuovo Congresso. La composizione delle due Camere incide sull’esame e sull’approvazione delle leggi e delle risorse federali. Il Senato ha inoltre un ruolo costituzionale nell’approvazione dei trattati e delle nomine di ambasciatori, come riassume la pagina ufficiale sui poteri e le procedure del Senato.

Per Italia ed Europa, l’esito può essere rilevante per le successive decisioni di Washington, comprese quelle che richiedono interventi legislativi o risorse. Ma il voto anticipato non permette di prevedere quale partito controllerà il Congresso né quali decisioni verranno prese. Il prossimo dato da osservare sarà quindi il risultato dello scrutinio dopo il voto del 3 novembre, non la sola crescita delle schede già depositate.

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