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L’alfabetizzazione finanziaria sta diventando un problema per gli investitori della Generazione Z?

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Grafici finanziari
Grafici finanziari (© Depositphotos)

La Generazione Z, più avvezza alla finanza digitale come le azioni meme e le criptovalute, è sufficientemente educata per conoscere e sapere dove investire, oppure ha scarse conoscenze? Vediamo come si gestiscono questi giovani che hanno una forte influenza sui comportamenti di acquisto e certe priorità in finanza.

L’alfabetizzazione finanziaria

Con alfabetismo finanziario si intende la capacità di usare efficacemente le abilità di lettura, calcolo e analisi e di comprendere e valutare al meglio le informazioni dei fenomeni finanziari, economici e assicurativi, fondamentali per prendere decisioni e per poter partecipare in maniera sana e attiva alla crescita economica.

Chi sono i membri della Generazione Z

La Generazione Z comprende i nati tra la metà/fine anni ’90 e i primi del 2010. Sono persone scarsamente inclini all’alcool, quindi si distaccano dai predecessori, parlano poco dei loro problemi psicologici, hanno regole proprie sull’amore e sono attratti da una certa stabilità, hanno voglia di una casa e una famiglia, si battono per un mondo più ecologico, pacifico, paritario e giusto, e vogliono che i loro investimenti riflettano questi valori. Soprattutto sono cresciuti avendo accesso ad Internet fin da piccoli, quindi hanno familiarità con la tecnologia e i social media, per questo vengono definiti anche nativi digitali.

Si avvalgono di servizi fintech, hanno visto nascere le diverse app di pagamento con smartphone e sono abbastanza precoci nel risparmiare. Sono particolarmente interessati al mondo delle criptovalute, nonostante i rischi ad esse collegati, ai nuovi investimenti che esulano la finanza tradizionale. Sono gli unici che mettono gli NFT nella lista di investimenti primari, forse perché ripongono grande fiducia nel campo dell’online.

Molti membri di questa generazione non vogliono dipendere da un lavoro, ma sono più propensi all’autonomia e a costruire dei propri progetti innovativi, alla ricerca della realizzazione dei propri sogni. Cresciuti in un’economia più flessibile dimostrano delle buone capacità imprenditoriali e voglia di dare più risalto alla qualità della vita, piuttosto che alla ricerca del posto fisso e sicuro.

Finanziatori oculati o incerti?

Da un’indagine di Morningstar risulta che il 35% dei soggetti in questione si consideri un investitore e il 53% vorrebbe che la finanza entrasse come materia obbligatoria nelle scuole. Tutti utilizzano delle app finanziarie anche se c’è ancora un po’ di resistenza a interagire con un consulente finanziario. Solo il 30% ne ha usufruito almeno una volta. La Gen Z è comunque una potenza economica. Si prevede che il suo reddito cresca di 5 volte entro il 2030, raggiungendo circa il 27% di quello mondiale.

Nonostante questi dati positivi risulta anche che: questi giovani lavorino poco, che percepiscano denaro in forma mista e variabile da somme fisse ricevute dai genitori, che il 12% di loro raccolga dei soldi dalle vincite di scommesse, lotterie e giochi, una parte da regali occasionali e, anche se amministrano autonomamente il proprio patrimonio, abbiano scarse conoscenze del settore e che potrebbero utilizzare meglio le proprie risorse economiche. Manca la consapevolezza delle dinamiche finanziarie. Una falla che dovrebbe essere sopperita da docenti e corsi utili a formare e a gestire il proprio denaro, per evitare di commettere errori spesso anche irreparabili.

Gli ostacoli della Generazione Z

Maxim Manturov, Responsabile della ricerca sugli investimenti presso Freedom Finance Europe, afferma che: “Quando si analizzano alcune delle principali ragioni e barriere che potrebbero impedire ai membri della Generazione Z di risparmiare e investire di più, è importante notare che le circostanze individuali possono variare ampiamente, quindi queste sono le tendenze generali e i fattori da considerare:

Alfabetizzazione finanziaria: la mancanza di educazione finanziaria può rappresentare un ostacolo significativo. Molti membri della Generazione Z potrebbero non aver ricevuto un’educazione finanziaria completa a scuola o a casa e, di conseguenza, non sanno come iniziare a investire o risparmiare in modo efficace.

Debito studentesco: un numero significativo di membri della generazione Z potrebbe essere gravato dal debito del prestito studentesco, il che può rendere difficile dare priorità al risparmio e agli investimenti quando si cerca di far fronte al rimborso del debito.

Costi della vita elevati: l’aumento dei costi della vita, compresi alloggio, assistenza sanitaria e istruzione, può lasciare poco spazio nel bilancio per risparmi e investimenti, soprattutto per coloro che hanno lavori entry-level o part-time.

Inflazione: l’inflazione riduce il potere d’acquisto del denaro nel tempo, rendendo difficile risparmiare e investire in modo efficace. I membri della Generazione Z potrebbero essere preoccupati per l’impatto dell’inflazione sui loro risparmi e investimenti”.

Conclusione

Pare che questi giovani, quindi, non sappiano leggere i fondamenti dell’economia, che si può tradurre in un rischio. I pericoli sono legati alla possibilità di sbagliare a gestire il proprio patrimonio e a quella di essere esposti a truffe, con risvolti nocivi sulla vita quotidiana e su quella futura.

L’educazione finanziaria sta diventando quindi un’esigenza sempre più impellente, soprattutto in questi tempi dove vigono l’incertezza, la fragilità e la vulnerabilità. Un primo passo verso la conoscenza è la possibilità di rivolgersi a siti affidabili e regolamentati, con professionisti seri del settore che possono aiutare a investire in azioni, etfs e altri strumenti, finanziari per amministrare al meglio il patrimonio e guadagnare in maniera sicura.

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