Biella
Biella, referendum sui mercati respinto: il quesito accorpava due spostamenti
La commissione ha giudicato inammissibile la richiesta dei quartieri perché la domanda riuniva due trasferimenti distinti. La decisione blocca l’avvio della raccolta firme, ma non stabilisce il futuro della riorganizzazione.
La commissione comunale di Biella ha dichiarato inammissibile la richiesta di referendum consultivo dei quartieri sulla riorganizzazione dei mercati. Secondo il resoconto della seduta del 6 novembre 2026, il quesito riuniva in un’unica domanda due trasferimenti distinti: gli elettori non avrebbero potuto esprimersi separatamente. La conseguenza immediata è che, senza un giudizio positivo della commissione, la raccolta delle firme non può cominciare.
La decisione riguarda l’ammissibilità della consultazione, non l’approvazione o l’abbandono del piano sui mercati. Il Comune aveva presentato la riorganizzazione come una proposta: le fonti consultate non documentano una decisione definitiva sulla sua attuazione.
Le due modifiche contenute nel quesito
La domanda sottoposta alla commissione chiedeva un parere favorevole su un unico assetto. La proposta prevedeva di spostare i mercati di lunedì, giovedì e sabato da piazza Falcone all’area tra i Giardini Zumaglini, piazza Vittorio Veneto e viale Matteotti; piazza Falcone sarebbe stata invece destinata ai mercati di martedì e venerdì, oggi in piazza Martiri della Libertà. La convocazione comunale dell’assemblea del 19 ottobre descrive questi trasferimenti come parte del progetto sottoposto al confronto pubblico.
Secondo quanto riferito da Newsbiella, la commissione ha ritenuto che i cittadini potessero essere favorevoli a uno spostamento e contrari all’altro, senza poterlo indicare con un voto separato. Il problema non era quindi soltanto la lunghezza della domanda: il regolamento esclude i quesiti formulati in modo cumulativo.
Che cosa prevedono le regole comunali
Il Regolamento della partecipazione del Comune affida a una commissione composta dal segretario generale, dal presidente del Collegio dei revisori e dal dirigente dell’Ufficio elettorale la valutazione della materia e della chiarezza del quesito. L’esame deve precedere la raccolta delle firme, che può partire soltanto dopo un giudizio positivo. Per richiedere il referendum servono sottoscrizioni pari ad almeno il 3% degli iscritti alle liste elettorali comunali.
La richiesta era stata depositata il 19 ottobre, come riferito dalle cronache locali. La commissione si è riunita il 6 novembre. La bocciatura interrompe dunque l’iter avviato con quel quesito prima della fase delle firme; le fonti consultate non chiariscono se i promotori presenteranno una nuova formulazione.
Le reazioni e ciò che resta da decidere
Il presidente del quartiere Centro, Marco Manfredi, ha detto a La Stampa di non condividere il giudizio della commissione, aggiungendo che i promotori faranno tesoro delle indicazioni. Il sindaco Marzio Olivero, nelle dichiarazioni riportate da Radio Gold, ha criticato i tempi e la formulazione della richiesta e ha messo in dubbio le finalità dell’iniziativa: si tratta della sua valutazione politica, non di un fatto accertato dalla commissione.
Resta aperta anche la questione pratica: le fonti consultate non riportano una decisione successiva dell’amministrazione sul trasferimento dei mercati né confermano un nuovo quesito dei quartieri. Per ora è certo soltanto l’esito procedurale riferito dalle cronache: la richiesta presentata non supera il controllo di ammissibilità e non avvia la raccolta delle firme. Per conoscere i prossimi passaggi serviranno eventuali comunicazioni dei promotori o atti formali del Comune.
Continua a leggere le notizie di DiariodelWeb.it e segui la nostra pagina Facebook