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Bologna canta Guccini: migliaia in Piazza Maggiore sotto la pioggia

Il 1° novembre il pubblico ha cantato i brani di Francesco Guccini in Piazza Maggiore, senza palco e sotto la pioggia. Le cronache stimano migliaia di presenze, ma non concordano sul numero.

Redazione Bologna

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Una persona suona la chitarra mentre altre cantano sotto gli ombrelli in Piazza Maggiore, a Bologna, con San Petronio sullo sfondo.
Un’illustrazione della cantata aperta dedicata a Francesco Guccini in Piazza Maggiore, tra chitarre, voci e ombrelli. Illustrazione generata con intelligenza artificiale. (© Diario del Web / AI)

Migliaia di persone hanno cantato Francesco Guccini in Piazza Maggiore, a Bologna, domenica 1° novembre 2026, anche sotto la pioggia. La Cantata per un amico, organizzata dal Comune con il collettivo Cantate Bologna, si è svolta dalle 15 alle 18 con una formula aperta: niente palco né biglietto, e nessuna separazione tra musicisti e pubblico. Chiunque poteva partecipare con uno strumento o con la voce.

Davanti alla basilica di San Petronio, sul Crescentone e sotto i portici, chitarre e altri strumenti hanno accompagnato brani come Piccola città, Canzone per un’amica, La Locomotiva, Autogrill e Auschwitz. Secondo ANSA, le canzoni erano già intonate dai partecipanti prima dell’avvio ufficiale; la cronaca descrive una piazza attraversata da persone di generazioni diverse, con ombrelli aperti per ripararsi dalla pioggia.

Quante persone c’erano: le stime non coincidono

Le cronache concordano sulla grande partecipazione, ma non forniscono una cifra univoca. ANSA parla di migliaia di persone; un articolo di Repubblica ha stimato almeno 5.000 presenze, mentre un successivo video della stessa testata indica 10.000. Sono valutazioni giornalistiche diverse, non un conteggio ufficiale: il programma comunale consultato descrive l’evento, ma non riporta il numero dei partecipanti. È quindi più preciso parlare di migliaia di persone senza presentare una stima come dato definitivo.

La figlia del cantautore, Teresa Guccini, ha ringraziato i presenti in una storia su Instagram. ANSA le attribuisce queste parole: «Sono sicura che mio padre, per quanto schivo, si sarebbe commosso». L’agenzia riferisce che il messaggio accompagnava un video della piazza mentre cantava Vedi cara.

Il raduno spontaneo e la rassegna cittadina

La cantata ha ripreso su scala più ampia il ritrovo spontaneo in via Paolo Fabbri segnalato il giorno della morte di Guccini, il 6 agosto 2026. L’iniziativa in piazza era il momento centrale di una rassegna del Comune in programma dal 29 ottobre al 2 novembre, che comprendeva appuntamenti dedicati alla musica, alle tradizioni popolari e all’ascolto guidato. La cantata ha portato quel ricordo in uno spazio pubblico, affidando l’omaggio alla partecipazione diretta di chi era in piazza.

Il precedente del 1984, con una formula diversa

Piazza Maggiore era già stata teatro di un grande concerto di Guccini nel giugno 1984, organizzato per celebrare i vent’anni della sua attività musicale. Il materiale della Cineteca di Bologna, che riprende la cronaca di Gino Castaldo pubblicata da Repubblica nel 1984, ricorda una serata con numerosi artisti, tra cui Lucio Dalla, i Nomadi, Paolo Conte e Giorgio Gaber. Il concerto e la cantata del 2026 condividono il luogo e il legame con la città, ma hanno dimensioni e impostazione diverse: nel 1984 Guccini era al centro di un evento sul palco; nel 2026 il fulcro era un coro aperto, senza palco. Le cronache disponibili non indicano ulteriori appuntamenti pubblici della cantata dopo la conclusione della rassegna, il 2 novembre.

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