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Dall’Ara, Lepore apre il confronto: a dicembre il percorso partecipativo

All’assemblea del 31 ottobre, nel centenario dello stadio, il sindaco ha indicato sport e uso sociale come possibili direttrici. La destinazione resta da decidere e il percorso partecipativo è atteso da dicembre.

Redazione Bologna

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Ritratto illustrato di Matteo Lepore con lo stadio Dall’Ara sullo sfondo.
Lepore ha indicato sport e uso sociale come possibili direttrici per il Dall’Ara; la destinazione dell’impianto resta da decidere. Illustrazione generata con intelligenza artificiale. (© Diario del Web / AI)

Il Dall’Ara non ha ancora una destinazione futura decisa. All’assemblea pubblica del 31 ottobre 2026, giorno del centenario dello stadio, il sindaco Matteo Lepore ha indicato come possibile direzione una funzione sportiva e sociale, aperta alla città. Il percorso partecipativo vero e proprio è atteso da dicembre: l’incontro al cinema Bellinzona ne è stato un’anteprima, non l’avvio di una decisione già presa. Secondo il resoconto del confronto tra Comune e cittadini, erano presenti circa 150-200 persone.

Il futuro dell’impianto è legato all’eventuale trasferimento del Bologna in un nuovo stadio in zona Fiera, ma i due percorsi restano distinti: il progetto per il nuovo impianto deve affrontare i passaggi urbanistici e amministrativi; il riuso del Dall’Ara è ancora da discutere. Per ora, dunque, sport e socialità sono un orientamento espresso dal sindaco, non un piano approvato.

Sport e uso quotidiano: l’indirizzo del sindaco

Lepore ha definito il Dall’Ara un bene pubblico, storico e identitario e ha detto di non voler calare dall’alto una funzione specifica. Ha prospettato uno stadio utilizzabile dai cittadini durante la settimana, con una componente sportiva e una vita comunitaria. L’assessora allo Sport Roberta Li Calzi aveva anticipato l’intenzione di farne un luogo attivo sette giorni su sette, mantenendone la vocazione sportiva.

Le prime proposte raccolte mostrano che l’uso futuro non è scontato: alcuni cittadini hanno chiesto di potenziare palestre e strutture sportive, altri hanno evocato spazi o alloggi per giovani e studenti. Anche alcuni tifosi hanno invitato a valutare nuovamente il restauro dell’impianto. Sono idee emerse nel confronto, non progetti formalizzati.

La discussione non riguarda soltanto lo stadio. L’assessore all’Urbanistica Raffaele Laudani ha indicato che il percorso includerà anche il centro Lucchini, l’ex bocciofila, il parcheggio antistadio, piazza della Pace e via dello Sport. In questo modo il confronto potrà riguardare il rapporto tra l’impianto e gli spazi vicini, oltre alla funzione da assegnare all’edificio.

La nuova casa del Bologna è ancora un progetto da istruire

Il collegamento con la zona Fiera nasce dall’ipotesi di trasferire lì il Bologna. Il 30 settembre il Comune ha annunciato di aver ricevuto dal club e da BolognaFiere una lettera che formalizza un impegno comune per realizzare il nuovo stadio. Nella dichiarazione ufficiale sul progetto, Lepore ha precisato che la gestione sarebbe privata e che l’intervento dovrà essere approfondito secondo le norme e i regolamenti urbanistici. L’impegno comunicato non equivale quindi a un’autorizzazione definitiva.

Nel resoconto dell’assemblea, il sindaco ha indicato il 2027 come termine entro cui il progetto dovrebbe arrivare in Comune e ha detto che dovrà passare dagli organi comunali. Ha prospettato il 2031 come orizzonte per il possibile trasferimento della squadra, subordinato alla realizzazione del nuovo impianto. Anche una quota di azionariato popolare nella società di gestione è stata presentata come un’ipotesi, non come una decisione.

Il nuovo stadio, ha spiegato il Comune, dovrebbe poter ospitare anche musica, grandi eventi, attività fieristiche e congressuali. Ma il progetto ha ricevuto anche critiche: prima dell’assemblea il movimento civico Prospettiva Comune ne aveva contestato metodo e valutazione degli impatti urbanistici e ambientali. Il confronto sul Dall’Ara si inserisce così in una trasformazione più ampia del quadrante, su cui restano aperte valutazioni e passaggi amministrativi.

Mobilità e aree circostanti entrano nel confronto

Tra i temi indicati da Lepore c’è anche la linea Blu del tram: il sindaco ha detto di volerla far passare dal Dall’Ara e proseguire verso Casalecchio. È un obiettivo da lui dichiarato, non un’opera la cui realizzazione sia stata definita in questa assemblea. La mobilità è rilevante anche per la futura fruizione dello stadio: un impianto aperto con continuità comporterebbe usi diversi da quelli concentrati nei giorni delle partite, ma le modalità e gli effetti dovranno essere chiariti nel processo di progettazione.

Il passaggio concreto atteso è l’avvio, da dicembre, del percorso partecipativo. Il Comune dovrà precisarne modalità e calendario; nel frattempo, il progetto in Fiera dovrà seguire il proprio iter. Solo se il nuovo impianto sarà realizzato si porrà concretamente il trasferimento del Bologna e, di conseguenza, la riconversione del Dall’Ara. Fino ad allora, la funzione sportiva e sociale resta una direzione proposta, mentre le alternative e il rapporto con il quartiere sono ancora materia di confronto.

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