Italia
Cisgiordania, tre attivisti italiani rientrati: Ferdori è ancora detenuto
Susanna Bernoldi, Valerio Romano e Silvana Vinai sono tornati in Italia. L’ISM riferisce che Donato Ferdori è ancora detenuto; non è confermato il rientro del quarto italiano avviato all’espulsione.
Tre dei cinque attivisti italiani fermati in Cisgiordania sono rientrati in Italia: Susanna Bernoldi, Valerio Romano e Silvana Vinai, tutti residenti nell’Imperiese. Il loro arrivo a Roma è stato riportato il 31 ottobre da Il Secolo XIX e da La Stampa. L’International Solidarity Movement (ISM) riferisce che Donato Ferdori è ancora detenuto nel carcere di Givon, dopo aver rifiutato la deportazione. Per il quarto italiano avviato all’espulsione non è disponibile una conferma del rientro.
La situazione dei cinque non è quindi uniforme: tre sono tornati, Ferdori ha scelto di attendere la procedura giudiziaria in Israele e la posizione del quarto resta da chiarire. La Farnesina aveva annunciato l’espulsione amministrativa di quattro connazionali; l’annuncio della procedura, però, non conferma da solo che tutti e quattro abbiano poi lasciato il Paese.
Che cosa è confermato sui cinque italiani
| Attivisti | Situazione riferita al 31 ottobre | Fonte dell’informazione |
|---|---|---|
| Susanna Bernoldi, Valerio Romano e Silvana Vinai | Rientrati in Italia; secondo i resoconti locali, sono atterrati a Roma nelle prime ore del 31 ottobre. | Il Secolo XIX; La Stampa |
| Donato Ferdori | Ancora detenuto a Givon, secondo ISM e Il Secolo XIX; ha scelto di opporsi alla deportazione e attendere la procedura giudiziaria. | ISM; Il Secolo XIX; comunicato della Farnesina |
| Quarto italiano avviato all’espulsione | La Farnesina aveva annunciato la procedura amministrativa, ma le fonti consultate non confermano la partenza effettiva. | Farnesina; aggiornamenti di stampa e ISM |
La nota della Farnesina del 31 ottobre dice che quattro dei cinque sarebbero stati espulsi con procedura amministrativa e che avrebbero dovuto partire «domattina»; per il quinto, il ministero indicava l’attesa di un provvedimento di un magistrato israeliano. La stessa giornata, tuttavia, i giornali locali hanno riferito che i tre imperiesi erano già arrivati a Roma nelle prime ore del mattino. La nota non riporta l’ora di pubblicazione: senza un chiarimento ufficiale non è possibile ricostruire con certezza la sequenza tra l’annuncio e il rientro dei tre.
Perché la posizione di Ferdori è diversa
Nel comunicato la Farnesina distingueva tra i quattro avviati alla procedura amministrativa e il quinto che aveva scelto di attendere un passaggio giudiziario in Israele. L’ISM identifica quest’ultimo con Ferdori e, nel suo aggiornamento del 31 ottobre, lo indica ancora detenuto a Givon dopo il rifiuto della deportazione. Anche Il Secolo XIX riferisce che non era stato rimpatriato. Le fonti disponibili non precisano quale sarà l’esito della procedura né quando potrà essere adottata una decisione.
La Farnesina ha riferito che i connazionali erano in buone condizioni e assistiti dai loro avvocati, con il supporto delle autorità consolari. Ha inoltre indicato che l’ambasciata italiana a Tel Aviv e il consolato generale a Gerusalemme seguivano il caso insieme ai legali. È un aggiornamento ministeriale riferito ai cinque nel suo complesso, non una verifica successiva sulle condizioni individuali di ciascuno.
Il fermo durante la raccolta delle olive
I cinque italiani erano stati fermati il 29 ottobre nei pressi di Al-Lubban al-Gharbi, vicino a Ramallah, mentre si trovavano con contadini palestinesi impegnati nella raccolta delle olive. La Farnesina ha riferito il fermo e l’attività in corso, ma non ha descritto nel dettaglio le circostanze dell’intervento. L’ISM sostiene che nel fermo siano state coinvolte 14 persone e riferisce che agli attivisti è stata contestata la violazione di un ordine militare relativo a una zona chiusa. Si tratta della ricostruzione dell’organizzazione, distinta dalle informazioni diffuse dal ministero.
La prima notizia sul caso era stata pubblicata quando la Farnesina indicava ancora come possibile la partenza dei quattro: il precedente aggiornamento sui cinque italiani e sulle procedure annunciate ricostruisce anche ciò che si sapeva allora sul fermo. Il nuovo sviluppo chiarisce il rientro di tre persone, ma non chiude il caso degli altri due.
Che cosa resta da chiarire
Il prossimo aggiornamento utile riguarda due passaggi concreti: una conferma del rientro del quarto italiano e l’esito della procedura giudiziaria scelta da Ferdori. La Farnesina non ha ancora fornito, nelle fonti consultate, un aggiornamento successivo che chiarisca questi punti. Fino a quel momento, l’annuncio dell’espulsione dei quattro va tenuto distinto dai rientri effettivamente riportati e verificabili.
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