Vaticano
Leone XIV in Uruguay: «L’autorità serve il bene comune»
Nel discorso alle autorità a Montevideo, Leone XIV ha collegato la responsabilità di governare alla Redota e ha richiamato famiglia, lavoro, intelligenza artificiale e solidarietà. I dati ufficiali confermano che nel 2025 il 98% della generazione elettrica uruguaiana proveniva da fonti rinnovabili.
Nel suo discorso alle autorità a Montevideo, Leone XIV ha richiamato chi governa al servizio del bene comune, collegando la responsabilità pubblica alla memoria della Redota, l’Esodo del Popolo Orientale del 1811. Il Papa ha affrontato anche famiglia, lavoro, intelligenza artificiale, povertà e assistenza sanitaria. Il testo integrale pubblicato dalla Santa Sede non annuncia nuove misure: propone criteri per orientare le decisioni pubbliche e la vita della comunità.
Un esempio concreto è la transizione elettrica uruguaiana, citata dal Pontefice come risultato di decisioni protratte nel tempo. I dati del Ministero dell’Industria, dell’Energia e delle Miniere (MIEM), riportati dalla Presidenza uruguaiana per il 2025, confermano che il 98% dell’elettricità generata proveniva da fonti rinnovabili. Il Papa ha però indicato ulteriori sfide nei trasporti, nella produzione e nell’uso responsabile delle risorse.
Dalla Redota alla responsabilità di governare
Leone XIV ha preso spunto dal fregio in bronzo sul monumento a José Artigas in Plaza Independencia, che raffigura l’Esodo del Popolo Orientale del 1811, noto in Uruguay come Redota. Da una scena del rilievo è passato alle parole pronunciate da Artigas davanti al Congresso dell’aprile 1813: «La mia autorità emana da voi». Nel discorso, il Papa ha letto in quella frase un legame tra l’origine dell’autorità e la responsabilità di chi la esercita nei confronti della comunità.
Il richiamo si è intrecciato con i quarant’anni di democrazia ininterrotta compiuti dall’Uruguay nel 2025. Per Leone XIV l’autorità pubblica trova ragione nel servizio al bene comune e va esercitata nel rispetto della legge, della libertà e della responsabilità dei cittadini. Ha inoltre richiamato il valore della partecipazione alla vita pubblica, della chiarezza nelle competenze istituzionali e della scelta di chi governa.
La Redota, nella sua lettura, è anche l’immagine di un popolo composto da persone diverse, che affrontano insieme l’incertezza e si assumono responsabilità reciproche. Il bene comune, ha aggiunto, comprende la cura dei beni ricevuti e la loro trasmissione alle generazioni future: un principio che riguarda anche le decisioni sulle risorse naturali e sull’energia.
Famiglia, istruzione e lavoro nel discorso del Papa
La riflessione sul futuro si è estesa alle condizioni in cui i bambini possono nascere, crescere e partecipare alla società. Leone XIV ha richiamato la tutela della vita nascente insieme al sostegno concreto ai genitori: responsabilità condivisa tra padre e madre, sostegno familiare e condizioni sociali che permettano di accudire i figli. Ha indicato inoltre l’alimentazione, la presenza di adulti di riferimento e l’istruzione come elementi del percorso di crescita.
Dalla formazione il Papa è passato al lavoro, descritto come uno spazio in cui la persona può sviluppare le proprie capacità e contribuire al bene degli altri. Il criterio da lui richiamato è che sia il lavoro a essere al servizio della persona, non il contrario. Di fronte ai cambiamenti tecnologici e all’intelligenza artificiale, ha auspicato che le nuove tecnologie amplino le capacità umane e creino opportunità, senza ridurre chi lavora a una componente sostituibile del processo produttivo. È un orientamento, non l’annuncio di regole o interventi specifici.
La transizione elettrica e le sfide ancora aperte
Nel discorso il Papa ha descritto il sistema elettrico uruguaiano come basato quasi interamente su fonti rinnovabili. I dati ufficiali riferiti dal MIEM permettono di precisare il quadro per il 2025: la produzione consegnata al Sistema interconnesso nazionale è stata di 13.040 GWh e il 98% dell’elettricità generata è risultato di origine rinnovabile. Le quote indicate dal governo uruguaiano sono ripartite così:
| Fonte di generazione | Quota nel 2025 |
|---|---|
| Idroelettrica | 46% |
| Eolica | 34% |
| Biomassa | 14% |
| Solare | 4% |
| Fonti fossili | 2% |
Il dato riguarda la generazione elettrica del 2025, non l’intero sistema energetico né tutti gli usi dell’energia. È in questo senso che il richiamo del Papa ai trasporti, alla produzione e all’impiego responsabile di terra, acqua ed energia amplia il discorso: il risultato nella produzione elettrica non esaurisce le questioni della transizione. Leone XIV lo ha presentato come un esempio di scelte protratte nel tempo e di responsabilità verso chi verrà dopo, senza svolgere una valutazione tecnica dettagliata del settore.
Dignità, fragilità e accesso alle cure
Una parte del discorso ha riguardato le persone che vivono situazioni di fragilità: povertà, disabilità, malattia, dolore, perdita di autonomia, mancanza di lavoro o esclusione. Il Papa ha sostenuto che il valore di una persona non dipende da ciò che produce o dalla sua capacità di cavarsela da sola.
Riferendosi al suicidio, Leone XIV ha collegato l’assistenza sanitaria ai legami familiari e alla vicinanza della comunità. Ha anche richiamato la responsabilità di rendere diagnosi e cure accessibili a tutti, indipendentemente dalle risorse economiche. La Chiesa, ha detto, desidera collaborare con chi cerca di alleviare la sofferenza e sostenere le persone quando non è possibile eliminarla.
Economia, libertà religiosa e rapporti regionali
Leone XIV ha riconosciuto che investimenti, iniziativa economica pubblica e privata e creazione di ricchezza sono necessari allo sviluppo di un Paese. Ha però posto l’accento sulla destinazione dei loro benefici: devono tradursi anche in beni e opportunità che raggiungano concretamente le persone e le famiglie.
Sul piano civile, il Papa ha richiamato la convivenza tra credenti e non credenti e la possibilità per le comunità religiose di contribuire alla vita pubblica nel rispetto dell’autonomia delle istituzioni. Ha citato anche l’articolo 6 della Costituzione uruguaiana, che prevede il ricorso a mezzi pacifici per risolvere le controversie e promuove l’integrazione sociale ed economica degli Stati latinoamericani. Montevideo, sede del Segretariato del Mercosur, è stata indicata come luogo in cui questa vocazione alla cooperazione regionale trova un’espressione concreta.
Nel suo intervento di benvenuto, il presidente Yamandú Orsi ha parlato di sviluppo umano integrale, dignità e multilateralismo, ringraziando la Chiesa per la sua attività sociale. La Presidenza uruguaiana ha pubblicato il resoconto del suo intervento: i temi in comune non cancellano la distinzione tra le parole del presidente e quelle del Papa.
Il viaggio apostolico, iniziato il 6 novembre, prosegue in Uruguay, Argentina e Perù fino al 17 novembre. Dopo gli appuntamenti uruguaiani in programma tra Montevideo, Paysandú e Florida, l’itinerario prevede le tappe in Argentina e poi in Perù, secondo il programma del viaggio apostolico.
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