Politica
Sanitari radiati per il Covid, la Camera approva la richiesta di reiscrizione: non è un reintegro
Il 27 ottobre la Camera ha mantenuto nel ddl una procedura per chiedere la reiscrizione all’Albo. Servono ancora il voto finale e l’esame del Senato.
La Camera ha approvato il 27 ottobre 2026 l’articolo 8 del disegno di legge C. 2700-A, che apre a una richiesta di reiscrizione all’Albo per alcuni sanitari radiati per fatti non dolosi legati alla pandemia. Il voto, secondo i resoconti, è stato di 126 favorevoli, 113 contrari e 2 astenuti. Non equivale però a un reintegro automatico né all’approvazione definitiva del provvedimento. Il resoconto della seduta della Camera registra il passaggio parlamentare; il testo deve ancora completare l’iter.
Chi potrebbe presentare domanda
La disposizione riguarda sanitari radiati per fatti non dolosi commessi nel periodo di vigenza dell’articolo 3-bis del decreto-legge 44 del 2021, quando quei fatti siano direttamente riconducibili alle condizioni indicate dalla norma: conoscenze scientifiche limitate sulle patologie da SARS-CoV-2 e sulle terapie appropriate, scarsità di risorse in rapporto ai casi da trattare e minore esperienza del personale non specializzato impiegato nell’emergenza. La platea, quindi, non coincide automaticamente con tutti i professionisti che rifiutarono il vaccino.
Il testo del disegno di legge prevede che l’interessato presenti un’istanza alla Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie (CCEPS) entro 60 giorni dall’entrata in vigore della disposizione. Se la radiazione deriva da una condanna penale, occorre prima la riabilitazione e il termine di 60 giorni decorre da questa. È escluso il diritto a risarcimenti o indennizzi per il periodo in cui la radiazione ha avuto effetto.
Il punto pratico è che il voto parlamentare, da solo, non consente a nessuno di tornare a esercitare. Anche se la disposizione entrasse in vigore, darebbe la possibilità di chiedere la reiscrizione: non ordinerebbe alla CCEPS di accoglierla.
Il voto non chiude l’iter del disegno di legge
Il 27 ottobre l’Aula ha votato sull’articolo, non sul testo complessivo. Il seguito dell’esame del C. 2700-A è all’ordine del giorno della seduta della Camera del 28 ottobre 2026. Dopo l’eventuale approvazione finale a Montecitorio, il disegno di legge dovrà passare al Senato: modifiche in quel ramo comporterebbero un nuovo esame della Camera. Fino alla conclusione dell’iter e all’entrata in vigore non si apre la finestra per le domande.
Il voto ha avuto anche un rilievo politico: Rossano Sasso, di Futuro Nazionale, ha rivendicato come decisivi gli otto voti del suo gruppo, secondo quanto riferito da ANSA. Le opposizioni hanno contestato la misura per i suoi possibili effetti sulle regole disciplinari e sulla tutela dei pazienti. Già a luglio il presidente della FNOMCeO, Filippo Anelli, aveva criticato la procedura straordinaria, sostenendo che potesse indebolire il ruolo disciplinare degli Ordini. Sono valutazioni politiche e professionali, distinte dal contenuto operativo della norma, che resta subordinato all’approvazione definitiva della legge.
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