Politica
Conte porta il reddito di cittadinanza nei 20 punti per il campo progressista
Conte annuncia che il M5S proporrà il reddito di cittadinanza al tavolo sul programma, ma non presenta requisiti, importi o coperture. L’intesa tra i leader fissa le tappe del confronto, non i contenuti condivisi.
Giuseppe Conte annuncia che il Movimento 5 Stelle porterà ai tavoli del campo progressista un documento in 20 punti, includendo il reddito di cittadinanza. La misura, ha detto, andrebbe «ricalibrata e perfezionata». Non ha però presentato un testo con requisiti, importi o coperture: si tratta di una proposta da discutere, non di un nuovo sostegno già deciso o operativo. La dichiarazione è stata resa nella registrazione di Accordi e Disaccordi, secondo il resoconto pubblicato il 31 ottobre 2026.
L’annuncio dà un contenuto concreto al confronto sul programma, che i leader di Pd, M5S e Alleanza Verdi e Sinistra hanno concordato di definire entro novembre. Non equivale però a un’intesa della coalizione sul ritorno del sussidio: la proposta dovrà essere precisata e negoziata con gli alleati, mentre restano aperte le divergenze su Ucraina e regole delle primarie.
La proposta di Conte: un ritorno ancora senza dettagli
Conte ha detto che il M5S porterà ai tavoli venti punti che, nella sua definizione, delineano un progetto progressista. Alla domanda sul reddito di cittadinanza ha risposto che sarà incluso, descrivendolo come una riforma da «ricalibrare e perfezionare». Il resoconto dell’intervista non specifica criteri di accesso, durata, importi, rapporto con le politiche del lavoro né costo della proposta.
È quindi prematuro stabilire chi potrebbe beneficiarne o quale sarebbe l’impegno per i conti pubblici. Anche la forma dell’intervento resta da chiarire: Conte ha rilanciato il nome e l’impianto politico del reddito di cittadinanza, ma non ha illustrato un nuovo schema. Il documento M5S annunciato non coincide ancora con il programma comune e, allo stato, non cambia l’accesso alle prestazioni esistenti.
Che cosa è cambiato dopo il Reddito di cittadinanza
Il Reddito di cittadinanza è arrivato alla fine della propria disciplina il 31 dicembre 2023. Dal 2024 il quadro è stato sostituito dall’Assegno di inclusione e dal Supporto per la formazione e il lavoro; quest’ultimo era stato avviato già nel settembre 2023 come misura parziale di transizione. Le due prestazioni hanno funzioni e requisiti propri: non sono una riattivazione automatica del precedente sussidio. Le date e il passaggio sono ricostruiti dall’INPS per la cessazione del Reddito di cittadinanza e dalla scheda dell’Istituto sul Supporto per la formazione e il lavoro.
| Misura | Decorrenza | Stato rispetto alla proposta di Conte |
|---|---|---|
| Reddito di cittadinanza | Disciplina terminata il 31 dicembre 2023 | Misura precedente, non riattivata dall’annuncio |
| Supporto per la formazione e il lavoro | Avviato il 1° settembre 2023 | Prestazione distinta, legata all’attivazione lavorativa |
| Assegno di inclusione | Dal 1° gennaio 2024 | Prestazione distinta, non modificata dall’annuncio |
Per tornare a essere una prestazione effettiva, la proposta dovrebbe prima trovare una formulazione politica condivisa e poi seguire l’iter previsto per un eventuale provvedimento, con le relative decisioni sulle risorse. Non essendoci ancora un testo, non è possibile confrontarne requisiti, platea o spesa con quelli delle misure attuali.
Programma e primarie: una tabella di marcia, non un accordo completo
Il 30 ottobre Elly Schlein, Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni hanno concordato di avviare il confronto sul programma dalla settimana successiva e di concluderlo entro novembre. Nella stessa nota congiunta hanno indicato le primarie entro febbraio 2027. La nota riportata dall’agenzia DIRE fissa dunque scadenze e un percorso di lavoro, non un’intesa già raggiunta su ogni proposta.
Il reddito di cittadinanza dovrà misurarsi con quel confronto. Per ora l’indicazione documentata è quella di Conte: il M5S intende portare la questione al tavolo. Non risulta, nei resoconti consultati, che Pd e Avs abbiano già approvato la proposta o concordato come finanziarla.
Ucraina e regole del voto restano punti di confronto
Le divergenze non riguardano soltanto il programma sociale. Sull’Ucraina, Lorenzo Guerini ha sostenuto che un eventuale governo dovrebbe contribuire agli aiuti militari più di quanto fatto dal governo Meloni. Conte ha definito fallimentare la linea seguita finora e ha chiesto che l’Italia promuova in Europa una linea negoziale. Sono posizioni espresse dai protagonisti, non una scelta comune del tavolo.
Anche il regolamento delle primarie è da definire. Conte ha sostenuto che la consultazione dovrebbe essere aperta a più candidati; secondo il resoconto di ANSA, nel Pd è stata considerata l’ipotesi di un doppio turno, che non convince il M5S. La possibilità del voto online e l’estensione ai sedicenni sono altri temi di confronto riferiti dalla stessa agenzia, non modalità approvate. La scadenza entro febbraio 2027 è stata concordata; partecipanti e regole restano da stabilire.
Sul perimetro dell’alleanza Conte ha inoltre chiesto garanzie politiche e una legge sul conflitto d’interessi in relazione alla presenza di Matteo Renzi. È una condizione posta dal leader M5S, non un accordo già raggiunto. Un precedente resoconto del giornale approfondisce questa richiesta.
Il passaggio decisivo sarà la definizione dei contenuti ai tavoli programmatici, seguita dalla messa a punto delle regole per le primarie. Solo dopo il confronto si capirà se il reddito di cittadinanza entrerà nel programma comune e con quale forma. Fino ad allora, le prestazioni attuali restano quelle previste dalle norme in vigore.
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